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Riserva naturale Roti-Acqua dell’Olmo-Canfaito: presto l'istituzione

5' di lettura 30/11/-0001 -
Circa 1500 ettari compresi nei territori dei comuni di Matelica, Gagliole e San Severino.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


E’ stato avviato, con la riunione della Conferenza istitutiva in Regione - presso l’assessorato all’Ambiente- l’iter per istituire la sesta riserva naturale nel territorio marchigiano e la terza a carattere regionale. Si tratta della riserva di Roti- Acqua dell’Olmo e Canfaito compresa nei territori dei Comuni di Matelica, Gagliole e San Severino.
Circa 1500 ettari, nella prima ipotetica perimetrazione, per un’area naturalistica che racchiude biòtopi di eccezionale interesse geologico, paesaggistico e naturalistico con versanti ancora incontaminati e selvaggi come nella Gola di Jana.

“Oggi possiamo dire di aver dato vita ad un embrione, che dovrà crescere con la condivisione, l’impegno e le responsabilità di tutti i soggetti interessati, nel rispetto delle reciproche competenze”, ha rilevato l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani, introducendo i lavori della riunione a cui erano presenti, oltre ai rappresentanti del Servizio Aree Protette della Regione, Silvia Catalino e Francesco Ravaglia, l’assessore all’Ambiente della provincia di Macerata, Migliorelli, gli amministratori comunali di Matelica (Sparvoli), Gagliole (Falzetti) e San Severino (Fagiolini), il presidente della Comunità montana dell’Alta valle del Potenza ed Esino, nonché, come uditori, l’associazione dei partigiani (ANPI), le associazioni ambientaliste WWF e Legambiente ed esperti dell’Università di Camerino che ha studiato le caratteristiche dell’area.

“ Quello di oggi è un momento importante – ha aggiunto Amagliani- che traccia il percorso preciso da seguire. L’auspicio è che sia l’inizio di una leale collaborazione e di una sintesi qualificante di obiettivi e interessi. Una fase, dunque, di prima concertazione, ma anche di scelte precise da inserire nel documento di indirizzo che sarà il fulcro dell’atto istitutivo vero e proprio. Questa area, peraltro – ha ricordato l’assessore - era già prevista dal Piano triennale della Aree Protette (PTRAP) proprio per le sue forti peculiarità non solo paesaggistiche, ma anche di carattere storico-culturale, dal momento che qui si trovano i resti interessantissimi di un abbazia romanica e i luoghi di mille battaglie partigiane che possono testimoniare i valori fondanti di questo territorio.
La scelta di istituire una riserva naturale che va ad incrementare quel 10 % di territorio protetto, non è solo un modo di salvaguardare l’ambiente, ma anche di incentivare un armonioso sviluppo locale in territorio montano, attraverso nuove opportunità.“

Significati compresi anche da una parte della popolazione che ha promosso una raccolta di firme per richiedere l’istituzione della riserva, richiesta poi trasmessa dalla Comunità montana dell’Alta Valle del Potenza ed Esino alla Regione.
Francesco Ravaglia ha illustrato in dettaglio le procedure per arrivare alla definitiva istituzione della riserva naturale: la prima fase si concluderà il 13 marzo con la redazione di un documento di indirizzo contenente una dettagliata analisi e perimetrazione dell’area, a cui seguirà una fase intermedia per aggiornare il Piano triennale delle Aree protette ed infine l’atto istitutivo di diretta derivazione dal documento di indirizzo, da approvare con deliberazione amministrativa del Consiglio regionale.

Da parte della Provincia di Macerata, l’assessore Migliorelli ha espresso il parere favorevole sull’ istituzione della riserva “che può rappresentare un’occasione per il territorio anche a livello economico. Una riserva naturale di questo tipo e in questa area non deve essere considerata uno strumento vincolistico ma una reale occasione di sviluppo.”

Cenni sull’ambiente e sul contesto storico della riserva di Roti-Acqua dell’Olmo-Canfaito
(dal progetto di studio redatto dal WWF- sezione di Matelica)

La Riserva si presenta come un magnifico anfiteatro naturale delimitato dai Monti Vinano, Mondubbio, la Forcella, Pulcino, Canfaito, Colle del vescovo ed Argentaro.

Un terzo dell’intera superficie è rappresentato dalla foresta demaniale di Roti ( 650 ettari) , oltre ad un terzo interessato dall’area floristica protetta di Canfaito.

Proprio al centro della futura riserva , a Roti, si conservano i resti dell’Abbazia romanica di Santa Maria de Rotis, un complesso architettonico molto bello, oggi purtroppo in grave degrado, con segni dei passaggi dei cavalieri Templari.

La zona è ricca di grotte , anfratti e ripari dove, durante la Seconda Guerra mondiale trovarono rifugio i gruppi partigiani “Roti” e “Valdiola” che operavano in queste aree.
Non mancano fonti e sorgenti e anche pareti con graffiti, non ancora studiati.

Per quanto riguarda la vegetazione e la flora sono presenti ricchissime varietà: l’endemica Viola di Eugenia, la Primula odorosa, l’Asfodelo montano, la Genzianella, il Narciso selvatico, la Peonia, le orchidee selvatiche. Alle quote più elevate il bosco è composto dal Faggio, proprio nella faggeta di Canfaito con esemplari plurisecolari; a quote più basse la Roverella, il Cerro, il Carpino nero e sempreverdi come il Leccio, l’Agrifoglio e il raro Tasso, che comunque ritroviamo anche come mustelide.
Tra gli altri carnivori anche la Volpe, la Donnola, la Faina, la Puzzola, il Ghiro e la presenza del rarissimo Gatto selvatico.
Inoltre nell’avifauna, Il Gufo reale ormai ridotto a pochi esemplari nella regione, l’Allocco, il Barbagianni, il falco pellegrino, lo Sparviere.
Molto comuni la Poiana, il Picchio rosso e il Picchi verde.
Sono tutte specie inserite nella Lista Rossa Europea, cioè tra quelle minacciate o in pericolo di estinzione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 gennaio 2006 - 3862 letture

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