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WWF: Quali e Quanti problemi per il Quadrilatero?

4' di lettura 30/11/-0001 -
Riaperto in questi giorni il dibattito sul Quadrilatero, dibattito che il WWF ha tenuto vivo in questi anni, adesso tutti i politici sono più cauti, ma quali sono i vari problemi del Quadrilatero?

da Carmine Annicchiarico
WWF Marche



Il problema vero è che si mette in discussione solo l'assetto e l'operato della Quadrilatero SpA non la qualità dell'opera. In particolare nessuno entra nel merito della sottovalutazione dell'impatto ambientale e la qualità stessa del progetto, dovuto alle norme semplificatorie della Legge Obiettivo.
Il tema dell'impatto ambientale viene sostanzialmente ignorato dalle due Regioni, basta per questo verificare la superficialità con cui le stesse Regioni hanno lavorato per la presentazione delle osservazioni sulla VIA del progetto.

Per la Lorenzetti e Spacca l'ambiente è un aspetto irrilevante rispetto alla realizzazione dell'opera, per le Marche si vuole mettere in discussione l'operato della Quadrilatero SpA per motivi di carattere politico - elettorale e tranquilizzare i Comuni rispetto alla loro esposizione finanziaria.

Attraverso la semplificazione della VIA prevista dalla Legge Obiettivo e l'assenza di una VAS sull'intero programma di trasformazione del territorio della Quadrilatero. che si configura come un autentico piano dei trasporti e sviluppo urbanistico, il rischio di questa grande opera non e' solo l'esposizione finanziaria degli Enti Locali espropriati delle loro competenze in materia di pianificazione urbanistica territoriale.

A questo rischio si aggiunge infatti l'impatto ambientale rilevante in un'area prioritaria per la conservazione della biodiversita' nell'Ecoregione Mediterraneo come evidenziano gli studi condotti dal WWF Italia a livello nazionale e come metteva già in evidenza il modello di rete ecologica regionale per le Marche elaborata dalla stessa Regione Marche e frettolosamente chiuso in un cassetto degli uffici regionali.

Le superficiali VIA sulle opere del PAV connesso alla Quadrilatero e le caratteristiche progettuali del tracciato stradale non tengono infatti conto adeguatamente della minaccia della frammentazione dell'area dell'appennino umbro marchigiano che dalla provincia di Ancona ai Monti Sibillini individua un unica area vasta omogenea dal punto di vista ecologico individuata come prioritaria per la conservazione della biodiversità non solo per il nostro paese ma per l'intero Mediterraneo.

L'impatto delle opere non deve quindi essere valutato solo rispetto all'interferenza con le singole aree naturali protette o i singoli siti della rete Natura 2000 ma anche per la perdita della connettività degli ecosistemi che caratterizzano le due dorsali parallele (la dorsale marchigiana e la dorsale umbro marchigiana divise dalla sinclinale di Camerino - Fabriano). Il contrasto con la Direttiva Habitat dell'Unione Europea su questo punto resta una questione aperta che prospetta un probabile avvio di procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea che il WWF si impegna fin d'ora a richiedere attraverso opportune osservazioni e documentazione sull'inadeguatezza e superficialità delle Valutazioni d'impatto Ambientale fino ad oggi prodotte.

Oltre al contrasto con le Direttive europee il progetto Quadrilatero risulta essere una palese violazione degli impegni internazionali assunti dal nostro paese con la ratifica della Convenzione Internazionale per la diversita' biologica che impone proprio la valutazione dell'impatto sulla biodiversita' nei piani e programmi di governo e trasformazione del territorio.
Il progetto Quadrilatero è in contrasto inoltre con l'obiettivo strategico della riduzione della perdita di biodiversità entro il 2010 sottoscritto anche dal Governo italiano nel 2005.

Oltre che ambientale l'impatto della Quadrilatero sarà anche sociale e culturale per le comunitaà residenti nei territori interessati dal PAV (Piano di Area Vasta). I progetti del PAV determineranno infatti non solo una radicale trasformazione dei suoli ma la trasformazione del tessuto sociale ed economico dei piccoli Comuni.

I Centri Commerciali sovradimensionati rispetto alla domanda di consumi del territorio determineranno la scomparsa dei piccoli esercenti ancora presenti nei centri storici determinando gravi problemi nei servizi essenziali, in particolare per gli anziani che avranno evidenti difficolta' a spostarsi per raggiungere i nuovi poli commerciali previsti dal PAV.

Il progetto della Quadrilatero risulta infine essere nel suo complesso in palese contrasto con gli obiettivi della Convenzione per l'Appennino che la Giunta regionale ha proprio in questi giorni deciso di sottoscrivere a livello nazionale con altre 15 Regioni.
Un progetto di sviluppo sostenibile per l'Appennino non può infatti essere ritenuto compatibile con la colata di cemento che caratterizzerà il PAV per i Comuni dell'entroterra.

La perdita della qualità ambientale e del paesaggio marchigiano, che rappresenta la principale risorsa su cui impostare una lungimirante politica di sviluppo socio economico diffuso per l'Appennino, basato sul turismo, l'artigianato, l'agricoltura, non potra' certo nel medio e lungo periodo essere compensata da operazioni immobiliari e industriali che già si caratterizzano solo come evidenti speculazioni finanziarie.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 gennaio 2006 - 1408 letture

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