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Oltre la cooperazione internazionale

8' di lettura 30/11/-0001 -
Sabato 4 febbraio a Jesi e Sabato 11 febbraio a Pesaro, si svolgeranno le Giornate seminariali di Ya Basta Marche e delle Comunità Resistenti delle Marche sul tema Oltre la cooperazione internazionale.

da Ya Basta Marche
www.yabasta.it


Pratiche orizzontali di solidarietà globale, diplomazia dal basso e presenza attiva come strumenti di scambio e sostegno alle comunità in resistenza.

Il linguaggio umanitario e il lamento per l’orrore del presente, se non divengono pratiche concrete di rifiuto della guerra, corrono il serio rischio di fungere da modalità politicamente corretta di abitare lo stato di guerra e di convivere con i suoi disegni di morte. In tal senso l’umanitarismo astratto (e moralista) e’ uno dei discorsi dell’impero.

(Colectivo Situaciones “Quinta dichiarazione del Colectivo Situaciones. Sul golpe in Venezuela”)

La cooperazione allo sviluppo, le dottrine dei diritti umani e l’irrompere delle organizzazioni non governative, sono stati elementi propulsivi, critici, destabilizzanti che hanno accelerato la crisi di fine novecento: i processi di decolonizzazione, il crepuscolo della guerra fredda, l’incalzare della globalizzazione...
Eppure si dimostrano nel presente delle guerre umanitarie, infinite, permanenti, come armi spuntate, se non integrate e compatibili rispetto ai meccanismi di controllo globale.
La cooperazione internazionale rischia ormai di essere sempre più formalizzata in disciplina accademica e impresa economica, o di ripetere i paradigmi neoliberisti di governance di forme di scambio privatistiche e diseguali, assistenziali e caritatevoli, il cui dispiegarsi non solo si dimostra incapace di invertire o moderare, ma sembra anzi accompagnare e sedimentarsi nello strapotere finanziario dei flussi di capitale, nei rapaci meccanismi del debito estero che strangolano i tanti sud del mondo, nei processi di liberalizzazione commerciale unilaterali, nell’estensione delle forme di controllo delle multinazionali, nella “crescita economica senza sviluppo”, nella guerra come strumento tutt’altro che accessorio e opzionale delle relazioni internazionali, ma elemento costituente del nuovo ordine globale...
Intendiamo continuare a interrogarci su come sia possibile sabotare la guerra ed i suoi apparati “embedded”, compresi quelli del business umanitario; soprattutto ora che anche la cooperazione italiana non omologata si trova ostaggio della guerra globale. Oggi che esplodono quelle contraddizioni.
Parlare di “dignità dei popoli in lotta contro il neoliberismo”, pratica che contraddistingue l’Associazione Ya Basta! sin dalla sua nascita, significa oggi affrontare la guerra globale permanente ed i suoi devastanti effetti globali, parlarne per tracciare sentieri di ribellione che attraversino le trincee della guerra e le frontiere dell’esclusione, immaginare e praticare spazi concreti e orizzontali di resistenza ed alternativa. Per noi cooperazione significa creare complicità tra disertori globali, dare corpo materiale a relazioni di reciproco riconoscimento tra comunità politiche consapevoli e ribelli. Il nostro praticare la cooperazione è gia’ un’eccedenza che supera e sovverte se stessa. Oltre la cooperazione internazionale, appunto.

C’ e’ un tempo per chiedere, uno per esigere, e un altro per mettere in pratica” (Subcomandante Insurgente Marcos “20 y 10-El fuego y la palabra” 2004)

SABATO 4 FEBBRAIO Jesi, via Pergolesi 27, La Salara del Palazzo della Signoria

9:30 13:30

LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE AI TEMPI DELL'IMPERO, DAI PROCESSI DI RICOLONIZZAZIONE NEOLIBERISTI ALL'INSORGENZA DI NUOVE PRATICHE DI SOLIDARIETA' GLOBALE

Arundhati Roy Attivista indiana dei movimenti globali (VIDEO INTERVISTA)
"Le organizzazioni umanitarie e i pericoli della dipendenza"

RELATORI:
Gilberto Maiolatesi
(Comunità Resistenti Marche)
La cooperazione come elemento centrale dell’autorganizzazione sociale

Vilma Mazza
( Assoc. Ya Basta! Nord est)
Il ruolo delle ONG nell’era della Guerra Globale Permanente

Renato Novelli
( Universita Politecnica delle Marche, Dip. Scienze Sociali)
Lo sviluppo locale, sostenibile, pacifico, autogestito come alternativa

Filippo Nuzzi
(Ya Basta Bologna)
Progetti di sviluppo ONG in Colombia, le nuove forme di dominio neocoloniali

15:30 19:30:

L’ARGENTINA COME LABORATORIO DI RESISTENZE AL NEOLIBERISMO. FORME DI COOPERAZIONE E SCAMBIO PER LA COSTRUZIONE DI COMUNITA’ AUTONOME E SOLIDALI.

Naomi Klein Attivista canadese dei movimenti globali (VIDEO INTERVISTA)
"Sovvertire il presente verso la democrazia globale: progetto della moltitudine"

RELATORI:
Sandro Mezzadra
( Universita degli Studi di Bologna, Facolta Scienze Politiche)
L’Argentina “globalizzata” e postcoloniale: l’esperienza di culture e movimenti radicali oltre la cittadinanza

Fabrizio Recanatesi
( Ya Basta! Marche)
Rappresentazioni dello “zapatismo urbano” in Argentina: dai diritti umani alle nuove forme di produzione”

Presentazione dei progetti:
Susana Ciummelli
(Ya Basta! Marche)
Il progetto di un centro di salute autogestito dell’MTD Solano come forma di autogestione di comunita in resistenza (video)

Sandro Muraro
(Ya Basta! Nordest )
Ya Basta in Patagonia. I Mapuches contro l’arroganza dei moderni sfruttatori e il progetto di una radio comunitaria delle Comunita Mapuches (video)

Patricia Astrada
Intervento politicosurRealista “La piuma che graffia il cuore della vita”

SABATO 11 FEBBRAIO Pesaro, Piazza del Popolo 1, Sala del Consiglio Comunale

9:30 13:30

PALESTINA: SOLIDARIETA' E NUOVE FORME DI COOPERAZIONE COME SOSTEGNO ALLA RESISTENZA ALL'APARTHEID

RELATORI
LEANDRO FOGLIETTA
(Comunità Resistenti Marche)
"Dall'occupazione militare alla politica di segregazione totale di un popolo. La risposta della cooperazione dal basso."

GIULIA PALEGO
(Servizio Civile Internazionale)
Rafah: l'esperienza degli attivisti internazionali tra solidarietà e pratiche di resistenza in una terra di confine. Cooperazione come elemento centrale dell'autorganizzazione sociale .

Presentazione dei progetti:
LUCA BERTOLINO
(Ya Basta Nord-est)
"L'esperienza di Globalradio Palestine: comunicazione dalla Palestina,non sulla Palestina". Video "Storie che evadono"

ANDREA BAJ
(Ya Basta Bologna)
"I Movimenti palestinesi contro l´occupazione diventano alternativa politica. Riflessioni ad alta voce dopo le elezioni legislative del 25 gennaio. Lo sviluppo locale, sostenibile, pacifico, autogestito come alternativa." *Kifah:che vuol dire lotta ,distribuzione dell'olio palestinese*

15:30 19:30

Il “camminare domandando” delle comunita zapatiste e di Ya Basta: esperienze e risultati di un’altra cooperazione possibile

RELATORI:
Vittorio Sergi
(Ya Basta! Bologna)
I ribelli zapatisti, la costruzione di una democrazia radicale tra autogoverno territoriale e connessioni globali intergalattiche

Giorgio Ciolli Brasola
(Ya Basta! Nord est)
“Agua para todos” Percorso di riflessione di un progetto sull’acqua come diritto e bene comune. Da La Realidad all’intervento nelle scuole italiane (Video)

Luca Mondo
(Ya Basta! Milano)
Percorsi nei progetti: dal Cafe Rebelde allo sviluppo della sanita di base nelle comunita zapatiste”

Federica Zambelli
(Ya Basta! Reggio Emilia)
Sistema Educativo Ribelle Autonomo Zapatista degli Altos del Chiapas
Presentazione del Libro C’era una volta una notte Per info: yabastamarche@libero.it 0731-5060 // 3338235503 www.glomeda.org www.yabasta.it

* Arundhati Roy: Nata nella regione del Kerala, è la più famosa scrittrice indiana contemporanea. Vive a New Delhi. Nel 1997 ha vinto il prestigioso Booker Prize con Il dio delle piccole cose. Ha parlato sia al World Social Forum di Porto Alegre e di Bombay che a Mumbai Resistance, un forum parallelo dei movimenti che non chiedono solo un "mondo migliore", ma invitano alla resistenza attiva. Una attivista e una voce imprescindibile del movimento per una globalizzazione giusta.

*Naomi Klein giornalista icona del movimento no global È nata a Montreal vive a Toronto, in Canada. Giornalista, scrive per il quotidiano canadese Globe and Mail, per il britannico The Guardian e per Internazionale. È l'autrice di No logo, libro sui movimenti di contestazione alle multinazionali tradotto in 22 lingue. Negli ultimi anni ha viaggiato in Nord America, Asia ed Europa alla ricerca delle radici del movimento antiglobalizzazione. Dopo "No logo", diventato un bestseller internazionale, la giornalista canadese torna a riflettere sul tema della globalizzazione, sulle forme e i motivi delle proteste no global, nonché sulla possibilità di abbattere le barriere erette contro il cambiamento delle logiche che governano l'economia e il commercio internazionale. La scrittrice e il marito Avi Lewis, giornalista, hanno anche girato nelle fabbriche argentine occupate ,dopo la crisi del 2001 un film-documentario : "PRENDERE quello che non ci hanno dato" vuol dire questo "The take", il titolo del film documentario.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 gennaio 2006 - 1713 letture

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