Solidarietà al console italiano di Bengasi

30/11/-0001 -
Il sindaco Fabiano Belcecchi e l’assessore alla cultura Leonardo Animali hanno inviato al console italiano di Bengasi una lettera per esprimere i sensi di piena solidarietà ai dipendenti del Consolato e di amicizia verso il popolo libico dopo gli incidenti di venerdì che hanno provocato vittime e feriti.

dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it


Nel condannare il gesto del ministro Calderoli che non ha fatto altro che alimentare sacche di odio e di fanatismo, sindaco e assessore hanno espresso l’auspicio che nella città torni al più presto a regnare quel clima di accoglienza e civiltà che gli studenti del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi, unitamente ad alcuni amministratori, avevano avuto modo di apprezzare nella loro visita alla città libica nell’aprile dello scorso anno.

Una visita che aveva dato ufficialmente il via ad un rapporto di amicizia tra l’istituto jesino e la locale scuola El-Fateh, un liceo per eccellenze, realizzato grazie al pieno coinvolgimento del Ministero della pubblica istruzione e del Consolato oggi devastato dall’attentato.

Gli studenti jesini, come noto, si erano trattenuti una settimana nella città libica, avendo modo di conoscere il modello di studio, la cultura e lo stile di vita dei loro coetanei libici, attuando anche progetti di collaborazione. Una visita poi ricambiata dagli studenti nordafricani nel novembre scorso, quando sono venuti a Jesi per scoprire modello di studio, ma anche aspetti turistici, culturali, sociali ed economici della nostra terra.

Sindaco e assessore alla cultura, nel ribadire al console il proprio impegno orientato a favorire la piena espressione di ogni credo religioso, hanno altresì auspicato che i progetti tra le scuole di Jesi e Bengasi possano proseguire, così come quel cammino di conoscenza interculturale che si dovrebbe concretizzare già nella prossima estate con una reciproca visita di artisti jesini e libici.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 febbraio 2006 - 1216 letture

In questo articolo si parla di