La brocca abbandonata di Corrado Magnani

4' di lettura 30/11/-0001 -
Il racconto del cammino delle popolazioni contadine del territorio della Vallesina attraverso la ricostruzione fedele delle varie sfaccettature della vita quotidiana: dalle tradizioni alle superstizioni, dalle espressioni di fede alle lotte politiche, dagli stenti del primo dopoguerra alla grande fuga dalle campagne, fino ai primi segni di benessere derivati dal boom industriale.

dal Comune di Maiolati Spontini


Il tutto in un crescendo di ironia, con punte di genuina comicità ma anche di malinconia per certi episodi dolorosi e struggenti. C’è tutto questo, e non solo, nel libro di Corrado Magnani “La brocca abbandonata. Dalla civiltà contadina alla cultura industriale”.
Il volume verrà presentato domenica prossima (5 marzo), alle ore 15,30, al teatro Gaspare Spontini di Maiolati. Di seguito andrà in scena (ore 17,30) lo spettacolo teatrale della compagnia “La callarola”, costruito proprio sui testi raccolti da Magnani.

L’iniziativa della pubblicazione, sostenuta dal comune di Maiolati Spontini, si inserisce nell’ambito del progetto Leggere il Novecento promosso dalla Provincia di Ancona.

Il libro – spiega l’autore – racconta uno spaccato dagli anni Trenta ai Sessanta del Novecento nella Vallesina tramite tre testi teatrali dal titolo ‘Quanno ‘l boe se chiamàa Garbadì’, ‘Io vorrei che sulla luna ce s’annasse co’ la sedia’ e ‘Cesare Metalmezzadro laureado in zappilografia’. Testi che non sono invenzioni dell’autore, come avviene di solito, ma storie vere raccolte dalla viva voce dei testimoni.
La terza scena, ad esempio, narra la storia di uno jesino, Cesare, spaesato ma con una grande voglia di riscatto di fronte al boom degli anni Sessanta, durante il passaggio dalla civiltà contadina all’industrializzazione.
Un periodo di grande cambiamento visto con gli occhi di un metalmezzadro laureado in zappilografia, come lui stesso si era definito”.
Insomma, una storia non raccontata nei testi scolastici ma vista dal basso, dai protagonisti di piccole storie, tradizioni, usanze, eventi, in cui si sono riflessi i grandi avvenimenti di quegli anni. “Il mio lavoro – spiega Magnani – è stato quello di metterli insieme per ricostruire un affresco popolare.
Il passaggio ulteriore, poi, è stato adattare gli avvenimenti per la messa in scena.
La storia che mi ha emozionato di più? Sono state tante, in realtà, ma uno dei casi che più mi ha colpito è stato quello di un anziano che mi raccontato quando il padrone gli annunciò la disdetta, ossia l’allontanamento della famiglia contadina dalla terra.
Avveniva spesso anche per motivi politici, specie negli anni cinquanta-sessanta quando il mondo contadino iniziò le rivendicazioni sindacali.
Avere idee considerate sovversive o aderire ad un sindacato erano motivi sufficienti per essere allontanati.
Quest’uomo, nonostante fosse orgoglioso della sua dignità, chiese piangendo al padrone di non venire licenziato.
Un episodio curioso invece è raccontato nel primo testo, sulla preparazione di un matrimonio in una famiglia di campagna degli anni Trenta.
Ebbene, il giorno delle nozze la madre della sposa non poteva essere presente al pranzo e quando chiedevo il perché, la gente mi rispondeva che era così, era la tradizione, e basta.
Un fatto inspiegabile e doloroso che si è mantenuto fino alla seconda guerra mondiale.
Dai racconti traspare anche una condizione femminile tutt’altro che rosea. Nelle famiglie contadine c’era molta violenza nei confronti della donna, che non reagiva: le lacrime cadevano dentro, non si vedevano fuori.
Il testo ‘Io vorrei che sulla luna ce s’annasse co’ la sedia’ è un verso di un canto delle donne jesine, che continua dicendo ‘per vedere la miseria delle donne di quaggiù’.
Il libro ha anche un ricco corredo di note per spiegare detti e usanze che oggi appaiono spesso incomprensibili
”.
Insieme al volume verrà presentato anche un dvd che contiene le scene delle commedie.
Il libro verrà consegnato gratuitamente dall’Amministrazione comunale a tutti i cittadini che ne faranno richiesta.
Alla presentazione di domenica interverranno, oltre all’autore, il sindaco Giancarlo Carbini, l’assessore alla Cultura Sandro Grizi, Massimo Pacetti, assessore alla Cultura della provincia di Ancona, il senatore Aroldo Cascia, cultore di storia locale, e lo storico Riccardo Ceccarelli.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 marzo 2006 - 2022 letture

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