Fondi strutturali: turismo e commercio penalizzati

3' di lettura 30/11/-0001 -
La Toscana stila un documento a none delle Regioni, i due settori, ignorati dalla programmazione nazionale, rischiano di non accedre alle risorse 2001-2013 dell’Unione europea.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


L’attuale impostazione del Documento strategico preliminare nazionale (Dspn), contrariamente a quanto avvenuto nella precedente programmazione delle risorse dell’Unione europea, penalizza fortemente il commercio e il turismo.

A lanciare l’allarme, attraverso un documento che verrà inoltrato nei prossimi giorni al Dipartimento per le politiche di sviluppo del ministero dell’Economia, sono i due coordinamenti interregionali degli assessori al Turismo e al Commercio che si sono riuniti mercoledì a Roma, presso la sede della Regione Toscana. Al centro della discussione, la forte preoccupazione per i rischi di marginalizzazione dei due settori economici. Il commercio, spiegano le Regioni, è totalmente assente dal documento strategico, mentre al turismo viene lasciato un ruolo marginale.

Nel corso dell’incontro - che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Regioni, della direzione generale del Turismo del ministero delle Attività produttive, del Dipartimento politiche dello sviluppo del ministero dell'Economia e delle Finanze, della direzione Programmi comunitari dell'IPI, della direzione dell'Enit - sono stati approfonditi i contenuti del documento tecnico unitario presentato dai coordinamenti interregionali.

L’incontro si è concluso con l’impegno, da parte delle Regioni, di inoltrare ai tavoli di lavoro del ministero le proposte di integrazione al documento strategico nazionale. Alla Regione Toscana è stato assegnato il compito di redigere il documento e approfindire i contenuti della riflessione compiuta nel corso della riunione.

Non è pensabile – osservano le Regioni - che il turismo e il commercio, così come le attività terziarie in generale, non siano considerati strategici per il futuro dell’Italia. Quanto sta accadendo non è che l’ultimo atto di una costante e progressiva riduzione delle risorse per i due settori. Il Governo attuale ha formulato molte promesse che non hanno trovato riscontro in effettivi atti di governo; le Regioni sono lasciate senza risorse per le politiche di promozione di valorizzaizone e di sostegno alle Pmi dei due settori economici. Anche il turismo e il commercio hanno un notevole potenziale di sviluppo e di occupazione, e soffrono le problematiche dell’economia globale. In assenza di politiche attive per i due settori, il Paese rischia di perdere competitività e ulteriori opportunità di sviluppo.

Il documento delle Regioni sottolinea peso e ruolo del sistema distributivo e turistico nell’economia nazionale e regionale, il contributo all’occupazione dato in questi anni di crisi del manifatturiero, le funzioni di presidio sociale e di valorizzazione del partimonio storico e artistico di centri storici.
Sul fronte del turismo si ricorda come lo stesso Consiglio europeo (di Lisbona) attribuisca al settore un ruolo di primaria importanza per la sua capacità di contribuire in maniera forte all’occupazione e alla crescita economica degli stati membri. Favorire la crescita qualitativa e lo sviluppo delle imprese turistiche e commerciali rappresenta, per le Regioni, un irrinunciabile obiettivo. Per queste ragioni, approfondite nel documento interregionale, si chiede con forza che nel quadro definitivo del documento di programmazione nazionale dei Fondi europei si recuperi, nell’analisi e nelle strategie, le stesse opportunità garantite agli altri settori economici nel Dspn.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 marzo 2006 - 1341 letture

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