L’esperienza e il modello gestionale Enel all’università

3' di lettura 30/11/-0001 -
Nel corso del convegno organizzato dall’Università di Camerino – Dipartimento di Scienze della Terra – Corso di laurea Specialistica Internazionale in Rischi e Risorse Geoambientali col titolo “Gestione, tutela e valorizzazione di un bene indispensabile: l’acqua” Enel ha illustrato le ragioni della propria partnership ed ha presentato una sintesi su produzione idroelettrica e territorio, con particolare riguardo all’esercizio e gestione degli impianti presenti nel territorio della regione Marche.

da Enel


I lavori, coordinati dal prof. Gilberto Pambianchi, sono stati introdotti dal Rettore, Francesco Esposito, che ha ringraziato le aziende che collaborano con l’Università di Camerino per sviluppare il progetto di alta qualificazione professionale sul tema dell’acqua e dell’ambiente.

Tra gli interventi di apertura anche quello del responsabile della Comunicazione Enel Marche e Umbria, Giuseppe Ferrara, che ha evidenziato come la partecipazione Enel all’iniziativa non è occasionale ma rientra nell’impegno dell’azienda verso il territorio ed il mondo universitario, una collaborazione che consente di realizzare un rapporto di osmosi tra attività industriale e mondo accademico certamente positivo per entrambe le realtà. Infatti mentre gli impianti all’atto della loro realizzazione integrano il contenuto di conoscenze consolidate pro-tempore, il mondo accademico e la ricerca proseguono il loro cammino di sviluppo ed è quindi importante seguirne il decorso, come è altrettanto importante trasferire agli ambienti universitari le esperienze maturate nell’esercizio degli impianti e nel rapporto con l’ambiente.

La relazione specialistica dell’ing. Luciano Chiti, Responsabile dell’Unità di Business Idroelettrica Enel per Marche – Abruzzo – Lazio e Umbria, un territorio sul quale sono presenti ben 95 impianti idroelettrici con 25 dighe e alcuni impianti eolici, ha trattato dell’impegno Enel nel campo della produzione da fonti rinnovabili che si concretizza anche nel rinnovo radicale di impianti obsoleti con macchinari e sistemi di nuova concezione come attualmente si sta facendo nella centrale di Venamartello, in provincia di Ascoli Piceno, dove i lavori in corso consentiranno di aumentare la potenza disponibile da 20 a 26,7 MW con la prospettiva di innalzare la producibilità annua da 62 a 67 milioni di chilowattora.

Luciano Chiti ha ricordato che già tutti gli impianti idroelettrici Enel dell’asta fluviale del Tronto, nelle Marche, sono certificati ISO 14001 e nell’anno in corso si prevede anche la loro registrazione EMAS, mentre sono state avviate le procedure per la certificazione degli altri impianti presenti nella regione.

Per quanto riguarda il rapporto e le sinergie con il territorio il relatore Enel ha ricordato il ruolo strategico fondamentale che hanno acquisito gli impianti idroelettrici, quale strumento ormai indispensabile per il presidio e il monitoraggio del territorio, con particolare riguardo alla conoscenza e gestione, nei limiti del possibile, dei flussi idrici superficiali e nella modulazione delle piene con benefici effetti per tutte le attività umane, compresa la fruttuosa collaborazione con la Protezione Civile.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 marzo 2006 - 1594 letture

In questo articolo si parla di





logoEV