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Margherita: buono il progetto della telefonia mobile

2' di lettura 30/11/-0001 -
La Margherita di Jesi sostiene l'operato dell’Amministrazione Comunale di Jesi sul progetto della telefonia mobile.
L’ANCI ha comunicato che il 95% dei Comuni italiani ha scelto di non affrontare questo processo che in altri luoghi ha prodotto il fenomeno di “antenna selvaggia”; noi plaudiamo a quel 5% - tra cui il Comune di Jesi - che ha deciso di governare e non subire i riflessi del Decreto Gasparri.

da Giorgio Berti
Margherita Jesi


Condividiamo la risposta data oggi dal Sindaco Belcecchi al recente attacco scomposto del Comitato di Via Tabano e Viale Cavallotti e della SS Aesina.
Il confronto e la partecipazione che il percorso di Agenda 21L, entro il quale il Piano di rete della Telefonia Mobile è cresciuto e sviluppato, ha permesso a tutti i cittadini di tutta la città (e non di sole parti di essa) di darsi obiettivi e perseguirli con determinazione e attenzione.

Insultare l’Assessore Olivi e mettere in discussione l’operato dell’ARPAM dimostrano di come ci sia bisogno di una maggiore cultura civica da parte di qualcuno pur rispettando, noi della Margherita, la dialettica anche aspra del confronto.

Riteniamo che l’episodio sia frutto di un gesto politico di qualcuno, piuttosto che di un’azione condivisa di tutto il comitato e dell’intera dirigenza della SS. Aesina.
La nostra conclusione nasce dal fatto che non si può che plaudire ai risultati rilevati dall’ARPAM; risultati in linea, e di gran lunga, con quell’obiettivo di qualità dei 6 V/m che il regolamento comunale impone.

Un regolamento approvato dal Consiglio Comunale, organo sovrano e centrale della vita democratica di una città, nel cui interno hanno trovato spazio le stesse richieste avanzate dal Comitato stesso.
Il rischio di questi gesti è quello di vanificare un lavoro meticoloso , svolto con l’assistenza di ASL e ARPAM , e dare discredito alle istituzioni pubbliche.

Fa bene il Sindaco a tutelare giudiziariamente il ruolo e la rappresentatività di quest’ultime così come l’Assessore a salvaguardare, nelle sedi opportune, la propria persona.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 giugno 2006 - 1457 letture

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