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Il Festival Pergolesi Spontini segnalato su Capital

4' di lettura 30/11/-0001 -
Jesi come Salisburgo, New York, San Pietroburgo e Aix-en-Provence, con il nome del Pergolesi Spontini inserito pienamente dal mensile Capital nel novero dei grandi festival internazionali.

da Fondazione Pergolesi Spontini


Nel numero di luglio di ‘Capital’ - una delle più patinate riviste nazionali di economia e tempo libero - il Festival Pergolesi Spontini è segnalato come uno dei festival estivi “imperdibili”, uno di quelli dove si presentano in anteprima “rarità che faranno discutere, nei salotti che contano”.

Tra “le cinque opere che faranno epoca”, il prestigioso mensile segnala dunque l’opera inaugurale dell’edizione 2006, Le avventure teatrali di Goethe su musiche di Cimarosa e Mozart che verrà allestito in prima esecuzione al Teatro Pergolesi il 1 e 3 settembre.

Anche il Sole 24 Ore descrive il Festival Pergolesi Spontini come “fresco di idee giovani e altrettanto di interpreti, una realtà preziosa, nella nicchia delle colline marchigiane.”

Tra tanti riconoscimenti che piovono dalla stampa, dagli operatori e dai melomani nazionali ed internazionali, sorprende la critica di Gianni Montali che attacca il Festival senza scendere nel merito della proposta artistica espressa in ogni singola edizione, dal 2001 al oggi. L’analisi del Consigliere Comunale si appunta esclusivamente sul rapporto tra le spese totali del festival e gli incassi derivanti dal pubblico pagante. Un ragionamento... facile facile, e tirando le somme si finisce col dipingere il festival jesino come ... sprecone e con pochi spettatori. Niente di più falso, e vediamone il perchè.

IL PUBBLICO.
Dal primo settembre del 2005 al 30 aprile scorso, la Fondazione Pergolesi Spontini ha raccolto nei teatri da essa direttamente gestiti, in 242 giorni e per 193 eventi teatrali, un pubblico di 45.736 spettatori: più della popolazione di Jesi. Il dato è cumulativo di diverse stagioni teatrali, ma sono comunque cifre da record.

Quanto al pubblico delle singole edizioni dei festival Pergolesi Spontini, i ‘numeri’ e quindi gli incassi dal 2001 al 2005 oscillano sensibilmente in relazione alla quantità di spettacoli proposti (dai 9 ai 13), alla tipologia degli spettacoli stessi (concerti, eventi di piazza ad ingresso gratuito, ecc) e ai luoghi dove sono essi stati allestiti, con capienze delle sale teatrali spesso molte contenute vista le caratteristiche dei nostri Teatri storici.

I LUOGHI DEL FESTIVAL.
Per espressa volontà dei soci fondatori - Provincia di Ancona, Regione Marche, Comuni di Jesi e Maiolati Spontini – il Festival Pergolesi Spontini fin dalla sua nascita si è connotato come una manifestazione itinerante per valorizzare non una singola città, ma l’intero sistema dei piccoli teatri e dei luoghi d’arte della Vallesina.

Luoghi spesso appartati, se non sottoutilizzati nonostante i grandi investimenti degli enti locali per la loro ristrutturazione. Una politica lungimirante, che mira alla promozione del turismo nelle Marche, valorizzando nel contempo le figure e le opere dei due grandi autori Giovanni Battista Pergolesi e Gaspare Spontini. Ogni investimento finalizzato a questo scopo non può intendersi uno spreco di risorse.

NIENTE SPRECHI.
Secondo Il Secolo D’Italia, nell’articolo dell’economista e critico musicale Giuseppe Pennisi, il Festival Pergolesi Spontini “merita di essere segnalato perchè assicura innovazione e alta qualità nonostante venga realizzato in grande economia”. Il Consigliere Montali dovrebbe pertanto mettere a confronto i dati di bilancio del Festival Pergolesi Spontini con le risorse impiegate da altre manifestazioni di respiro internazionale, ben più corpose.

Forse il Consigliere Montali non è a conoscenza del fatto che l’opera lirica è lo spettacolo dal vivo più costoso, ed i nostri grandi autori - Pergolesi e Spontini - hanno scritto principalmente opere liriche. Che si possono comunque allestire con oculatezza e senza sprechi.

QUALITA’ SOPRA TUTTO.
“E’ raro assistere a produzioni d’opera in cui tutto funziona a meraviglia e l’appagamento non è scalfito dal minimo dettaglio fuori posto”. E’ quanto scrive Enrico Girardi sul Corriere della sera a proposito dell’opera Il Flaminio, grande successo al Festival 2004. Per la Fondazione Pergolesi Spontini la qualità rimane un obiettivo prioritario che si riverbera in ognuna delle sue attività, in primis la riscoperta dei capolavori e delle opere dimenticate di Pergolesi e Spontini anche attraverso le collaborazioni e le grandi “vetrine” internazionali (il Midem di Cannes e il Teatro di Erfurt in Germania, solo per citarne alcune). Tutta l'attività è ben documentata nel sito www.fondazionepergolesispontini.com

UN MOTORE DI ECONOMIE LOCALI.
Il Festival Pergolesi Spontini alimenta un circuito economico non indifferente, con oltre 3000 giornate lavorative delle maestranze artistiche e tecniche. Per la stagione 2005, sono stati interessati 357 fornitori di cui 155 nella Vallesina, 79 delle Marche, 94 del territorio nazionale e 29 dall’estero.
Vi pare poco?





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 luglio 2006 - 1232 letture

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