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Jesi festeggia il 62° anniversario della Liberazione

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Si terrà sabato prossimo la cerimonia del 62° anniversario della Liberazione di Jesi. Alle ore 19, presso il monumento agli Orti Pace, dopo il saluto del Sindaco Fabiano Belcecchi, sarà la senatrice Lidia Menapace a tenere l’orazione istituzionale della manifestazione.

dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it

Lidia Menapace ha partecipato alla Resistenza e poi si è impegnata nel movimento cattolico: pubblica amministratrice, docente universitaria, fondatrice del “Manifesto” è stata presente alle più rilevanti esperienze politiche e culturali della sinistra critica. È tra le voci più significative della cultura delle donne e dei movimenti di solidarietà e di liberazione.

La serata poi proseguirà alle 21.30 presso il giardino del Museo per le Arti della Stampa a Palazzo Pianetti Vecchio in Via Valle 3, dove si terrà l’evento culturale “Italiani, brava gente! - atto II”. Questo secondo capitolo fa seguito alla manifestazione dell’anno scorso all’ex Appannaggio quando venne proiettato il film, mai distribuito in Italia, “Il Leone del Deserto”, che narrava le atrocità commesse dall’esercito coloniale fascista italiano in Libia negli anni ‘30.
Quest’anno, in particolare, saranno le vicende storiche coloniali dell’Africa orientale al centro dell’attenzione.

Verranno infatti proiettati due film: il primo “Adwa: an african victory” (sottotitolato in italiano) del regista etiope H. Gerima, che si apre con il canto di un anziano griot (cantastorie popolare), a testimonianza della magnifica vittoria ottenuta dagli etiopi sulle truppe italiane ad Adua nel 1896. Il regista etiope, il cui padre combattè le armate d’invasione di Benito Mussolini nella seconda guerra mondiale., fa di questo film un monumento al ricordo dell’unica guerra mai vinta da un paese africano contro una potenza occidentale.

Il secondo è “Good morning Abissinia” (in italiano), di Chiara Ronchini e Lucia Sgueglia, un percorso nello spazio e nel tempo dell'immigrazione da Eritrea ed Etiopia, due delle ex colonie italiane d'oltremare. Le immagini si snodano in poche strade che sono quasi una città nella città, dalla speranza alla disillusione, in cui l'Italia, vista da Asmara e da Addis Abeba come una terra quasi sorella, si trasforma nel paese del quotidiano in cui affrontare il difficile percorso dell'integrazione.

L’ingresso è gratuito.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 luglio 2006 - 1146 letture