Falconara: auguri Kurnalcool!

3' di lettura 30/11/-0001 -
Oltre 2500 fans in delirio “aiutano” i Kurnalcool a spegnere le loro prime 20 candeline al parco del Cormorano.

dal Comune di Falconara
www.comune.falconara-marittima.an.it


Tanto entusiasmo attorno alla band falconarese che ieri ha festeggiato alla sua maniera il ventennale di attività musicale con un concerto antologico che ha visto alternarsi sul palco tutti i musicisti che hanno partecipato a questa avventura metal. L’aria al Cormorano è stata fin dai primissimi minuti quella di un evento misto festa di famiglia: nel backstage John Big George, Ricky Tyger Big White e Andy Silver devono fare gli straordinari per intrattenere – da buoni padroni di casa – la gente che aggira la security per fare un saluto, un augurio, un “ti ricordi quella volta…”, fuori dalle transenne invece una fiumana che abbraccia picchi generazionali dai 15 anni agli “anta” si raccoglie sotto il palco per l’inizio dello show. Il quale prende l’avvio a testa bassa di grancassa e chitarre con le 7 kurnacchie che arrivano alla spicciolata sotto i riflettori. La ola degli spettatori sottolinea gli ingressi: arrivano John, Ricky e di seguito Michael Trilling, Mark Nardiello, Andreas Kleinstein, Max Vortex e J.J. Guasto. Sulle loro magliette, lettere che allineate compongono la scritta: KU – NR – AL – CO – OL – 2 – 0. Il ritmo è quello giusto. Come promesso, il concerto si apre con l’inedita “Kurnacchiò”, un ritorno alle origini metal del gruppo che fa felici i meno giovani, ma non sorprende i teen reduci dal rock più tranquillo dell’ultimo album. La prima parte dello show è costellata di inediti e dalle canzoni più recenti, mentre Paul del bar Centrale, barman da palcoscenico con tanto di mise en place di shaker, ghiaccio, miscelatori e bevande, sforna cocktail a ritmo industriale da dietro la sua postazione a fianco della band. E il pubblico? Loro sono lì, adoranti e divertiti. In prima fila si alzano mani al cielo, si poga, gli under scuotono i capelli lunghi a ritmo, osservati con una certa invidia dai più grandi che rimpiangono quel gesto che loro stessi praticavano durante i primi passi dei Kurna e reso ora impossibile da acconciature più mature o, spesso e purtroppo, più diradate. Arriva il secondo tempo e la band ritrova tutti gli amici che in questi anni hanno creato anche un solo tassello del ventennale, rispolverando i brani storici e dando allo show la sua vibrazione più emozionante. Sul palco ci sono così tanti musicisti che si fatica ogni movimento. Le note no, quelle volano alte sul parco ed hanno i giusti spazi per arrivare nelle orecchie e nel cuore di 2500 del Cormorano. L’aperitivo della chiusura è riservato a “Bumba Atomika”, il primo demo delle kurnacchie (datato 1986), la conclusione vera e propria è dedicata ai saluti, agli applausi, agli auguri di altri 20 anni di grande ed appassionata musica.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 luglio 2006 - 1643 letture

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