Falconara: in cinquemila per Bregovic

30/11/-0001 -
“Qua il cielo sembra si stia aprendo… e i biglietti ci sono ancora!” dice qualcuno dalla fila mentre al telefonino, rassicura un amico sulle condizioni, meteo e non, al parco del Cormorano.



Alla fine saranno oltre 5000 gli “amici” che solcheranno i cancelli dell’ampia area verde ai bordi del fiume Esino per assistere al concerto di Goran Bregovic, anteprima falconarese di martedì 8 agosto del Festival Klezmer. Il tempo ha retto.

Troppo bello vedere così tanta gente entusiasta, in piedi, ad attendere la stella di Sarajevo, ad acclamarla al suo ingresso, ad ondeggiare al ritmo delle sue ballate balcaniche, per rovinare tutto con un acquazzone. Pioggia, non ti resta che attendere un po’. Questione di ore, poi potrai sfogarti quanto ti pare (e scenderà, eccome, nella prima mattina di mercoledì, con interessi di tuoni e fulmini, ndr).

Al Cormorano però tutto bene. Gli ottoni della Wedding & Funeral Band partono a soffiare dalle ali esterne del pubblico, mischiati tra la gente. In mezzo allo stupore generale e ai primi flash di digitale, si fanno largo e prendono possesso del palco, lanciandosi subito in un ritmo d’antipasto insieme ad Alen Ademovic seduto sulla sua grancassa.

Bregovic non si fa attendere molto. Completo bianco, mano in tasca, arriva come un dandy “scortato” dal trio di coriste bulgare in abito tipico, sale sul palco per abbracciare la sua chitarra e lancia a Falconara il suo saluto con “Polizia molto arrabbiata”, un ritmo coinvolgente che rende impossibile, nemmeno impegnandosi, il restarsene fermi senza proferir movimento.

Il coro è un gradevole intermezzo del pezzo che concede al pubblico di rifiatare, mentre Bregovic ondeggia la spalla come a tenere a bada gli ottoni in sosta e poi yeep, sorta di tacabanda internazionale che fa riprendere tube, trombe, tromboni e ritmo serrato degli applausi del pubblico. Il programma mette in scaletta canzoni recenti e colonne sonore di film. Così il Tango del film Underground, con Ademovic che mette mani alla fisarmonica e si lancia nel canto, si alterna a Bregovic che, tra un sorso d’acqua ed un sorriso di compiacimento, fa rialzare la band e si lancia con voce profonda in Hop-Hop-Hop.

Il risultato finale è di un due ore di spettacolo coinvolgente, tra i temi di Il tempo dei gitani, Arizona Dream, il già citato Underground e brani tratti da Tales and Songs from Weddings and Funerals, ultimo lavoro discografico della stella bosniaca. La musica di Bregovic parla alla testa, colpisce il cuore e fa muovere le gambe. Tutti entusiasti alla fine per quello che non è stato solo un concerto ma una festa.

Insomma, il Cormorano si conferma spazio più che adatto ad ospitare grandi eventi, mentre da Falconara parte quel ponte ideale sull’Adriatico, dopo quello reale ed aereo degli aiuti umanitari durante la guerra nell’ex-Jugoslavia, che lancia un messaggio di pace, quella fratellanza tra i popoli che è bandiera del Festival Klezmer. Un successo che ha accolto visitatori non solo falconaresi, ma provenienti da tutta la regione e dal centro Italia. Molti turisti stranieri presenti. Un fiume di cinquemila persone che non ha trovato impreparata la macchina organizzativa e i servizi di sicurezza che l'amministrazione aveva programmato in ogni dettaglio.

L’Assessore alla Cultura, Turismo e politiche giovanili Emanuele Lodolini si è dichiarato pienamente soddisfatto: “Siamo orgogliosi di aver ospitato Goran Bregovic, grande artista di fama internazionale che ha dato vita non ad un concerto come tanti altri, ma ad un evento sociale e civile che ha trovato la sua giusta collocazione nell’anteprima del Klezmer Festival. L’organizzazione del concerto e' stata impegnativa ma alla fine la soddisfazione e' stata tanta da ripagare ogni sacrificio ed energia profusa. Un ringraziamento particolare va ad Andrea Nobili e Carlo Pesaresi, al Sindaco Recanatini e al Vice Sindaco Piccinini.”






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 agosto 2006 - 1621 letture

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