Festival Pergolesi Spontini: basta con le critiche strumentali

30/11/-0001 -
Ancora una volta leggiamo sulla stampa polemiche sul Festival Pergolesi Spontini, questa volta dal consigliere comunale di Jesi Marco Cercaci il quale contesta le scelte artistiche operate per una manifestazione che in soli cinque anni di vita ha conquistato fama e credibilità ben oltre i confini regionali e nazionali. Il tutto senza aumenti di budget rispetto al 2000, e sopportando i continui tagli al Fus.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com


Raccogliamo a tale proposito le osservazioni del Consulente Scientifico della Fondazione Pergolesi Spontini e Direttore Artistico del Teatro Comunale di Bologna, M° Vincenzo De Vivo, già direttore artistico della Fondazione dal 2000 al 2004.

“Alle critiche sollevate, il Festival Pergolesi Spontini risponde con le sue produzioni e la sua qualità, ed è bene che esse siano valutate attentamente dopo che siano state viste e non semplicemente sulla carta.

Rispetto ai Festival dedicati a Rossini (Pesaro), Puccini (Torre del Lago) e Mozart (Salisburgo), la peculiarità del Festival Pergolesi Spontini è quella di affrontare due autori che non sono universalmente noti. Tanto è vero che gli economisti parlano di “effetto Spontini” quando parlano di un prodotto di mercato molto famoso in un’epoca e completamente sconosciuto in quella successiva.

La scelta della Fondazione è quella di presentare i due compositori attraverso i contesti storici in cui vissero ed un corretto gioco di riferimenti che possa essere accessibile a qualunque pubblico. In questi 5 anni, il Festival ha promosso lo studio e la revisione critica di molte musiche di Giovanni Battista Pergolesi e di Gaspare Spontini ai livelli più alti ed eseguendole con la qualità più elevata.

La scelta di marketing 2006 per il Festival è molto precisa. Se si può chiamare Wolfgang Amadeus Mozart a testimonial di Spontini, sarebbe davvero assurdo non farlo nell’anno delle celebrazioni mozartiane, anno cioè in cui il bombardamento mediatico sulla ricorrenza ha acceso uno straordinario interesse del pubblico su tutta la musica classica. Il Festival permette l’accesso all’opera dei due compositori marchigiani attraverso altrettanti autori di celebrità internazionale, Mozart e Goethe, e propone documenti straordinari (alcuni dei quali inediti) sui legami tra Spontini e Amadeus come indica il carteggio tra il maiolatese e la vedova del genio salisburghese, Constanze. A tale carteggio dedichiamo assieme alla Biblioteca Planettiana una mostra presso il palazzo della Signoria di Jesi dal 2 al 16 settembre. Non farlo sarebbe un delitto.

Mi sembra strano che il Consigliere Marco Cercaci, che pure è stato Assessore alla Cultura, non sappia quali siano i costi necessari a sostenere l’allestimento delle opere scritte da Gaspare Spontini a Berlino e a Parigi: per la messa in scena con masse artistiche ed orchestrali adeguate, è necessario uno sforzo economico che va ben oltre il bilancio di una sola edizione del Festival Pergolesi Spontini. E mi sembra strano che l’ex Assessore non sappia che le risorse per il Festival dal 2001 ad oggi invece di aumentare si sono progressivamente assottigliate.

Se qualcuno spera di trasformare il Teatro Pergolesi nella Bayreuth dello Spontini maturo, dovrà aspettare adeguati finanziamenti altrimenti rischia di spendere denaro per allestimenti caratterizzati da pressappochismo e velleitarismo, così come è stato per alcune produzioni viste prima della nascita del Festival Pergolesi Spontini, fatta eccezione per alcune opere invitate a Jesi dall’esterno (come accadde con il Flaminio di Roberto De Simone, dal San Carlo di Napoli).

Per concludere, nonostante le grandi difficoltà, la Fondazione sta lavorando alla revisione delle opere di Pergolesi e Spontini con una programmazione che va fino al 2010, anno pergolesiano.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 agosto 2006 - 1180 letture

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