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Falconara Marittima: nuove centrali termoelettriche nella raffineria API

3' di lettura 30/11/-0001 -
Le parole che l'Assessore regionale all'Ambiente ha rivolto al Ministro per lo sviluppo economico Bersani e al Ministro per l'Ambiente e la Tutela del Territorio Pecoraro Scanio in merito al progetto di realizzarzione di nuove centrali termoelettriche nella raffineria API di Falconara Marittima.

da Marco Amagliani
Assessore all'Ambiente della Regione Marche


Alla fine dello scorso mese di giugno il gruppo API ha presentato al Ministero competente gli elaborati progettuali per la realizzazione delle due centrali in oggetto per una potenza complessiva di 580 Mw, depositandone copia presso numerosi uffici anche di questo Assessorato per avviare i diversi procedimenti afferenti la richiesta autorizzazione.

Contestualmente il proponente ha pubblicato i relativi Avvisi al pubblico a mezzo stampa per raccogliere eventuali osservazioni al progetto. Ciò avviene in totale difformità dagli indirizzi programmatici del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), approvato dal Consiglio Regionale delle Marche il 16.02.2005, che letteralmente esclude “il ricorso a poche grandi macchine per la produzione di energia elettrica”, stabilendo che la politica energetico-ambientale regionale debba muoversi sui binari del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili, dell'efficienza e della generazione distribuita di energia con il ricorso a centrali di piccola taglia.

Inoltre l'intervento si colloca in uno dei pochi siti sottoposti a procedura nazionale per la bonifica dall'inquinamento del suolo e del mare; ricade in area dichiarata già nel 2000 “ad elevato rischio di crisi ambientale” e sottoposta al vigente Piano di risanamento; è oggetto di uno studio concertato tra Regione, Provincia di Ancona e Comune di Falconara Marittima, tendente a definire uno schema strategico di possibile riconversione del sito.

In questo contesto politico-amministrativo è evidente che la Regione Marche, ove i Ministeri competenti ritenessero di avviare i procedimenti amministrativi pur in difformità dal PEAR, si troverebbe nella imbarazzante condizione di dover negare l’intesa Stato –Regione, di cui alla legge n.55/2002 .

È’ opportuno inoltre informarVi che il PEAR, a poco più di un anno dalla sua approvazione, sta dispiegando effetti molto positivi e concreti nel tessuto economico e sociale delle Marche, utilizzando risorse finanziarie comunitarie, statali, regionali e locali per circa 15 milioni € con una potenza certa di installazione per circa 80 Mw ed attesa nel biennio per ulteriori 150 Mw, mentre numerosissime, importanti e diffuse sono le iniziative in corso nel territorio regionale con significativi effetti anche sull'occupazione qualificata e permanente. Il PEAR è un piano di successo.

Chiedo quindi agli Onorevoli Ministri di valutare con ogni attenzione l'ipotesi di non avviare i procedimenti tecnico-amministrativi, richiesti dal proponente in questa fase e di aprire un opportuno confronto politico-istituzionale sulle linee e gli indirizzi della politica energetico-ambientale delle Marche nello spirito della fattiva collaborazione.

In attesa di cortese riscontro, invio i più cordiali saluti

Marco Amagliani





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 settembre 2006 - 2059 letture

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