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Nanotecnologie: le nuove frontiere della scienza

3' di lettura 30/11/-0001 -
Si svolgerà a Jesi dal 5 all’8 settembre 2006, presso la Fondazione Colocci l’ottavo corso della Scuola Internazionale sulla Scienza e la Tecnologia dei materiali Avanzati che quest’anno avrà per tema: Industrial Applications of Nanotechnologies.

dall' Università Politecnica delle Marche


Il corso, che è diretto dal professor Franco Rustichelli dell’Università Politecnica delle Marche, è sostenuto dalla Fondazione Colocci, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dalla Assindustria Ancona, che ne ha la supervisione nella persona del consigliere con delega per l’innovazione e ricerca dottor Fabio Biondi.

“Nanotecnologia”, che significa? Complessivamente ricadono sotto questa denominazione le tecnologie, le tecniche e i processi che richiedono un approccio multidisciplinare, piuttosto che una specifica area scientifica o dell’ingegneria. Le nanotecnologie, che coinvolgono delle strutture alla scala del nanometro (ossia il miliardesimo di metro), stanno determinando una rivoluzione a livello planetario comparabile a quella associata alla nascita dell’elettronica. Tale rivoluzione è già iniziata da qualche anno e si sta sviluppando in maniera esponenziale. Si prevede che praticamente tutti i settori produttivi saranno coinvolti nei prossimi anni, direttamente o indirettamente, da tale rivoluzione. Negli Stati Uniti e in Giappone gli investimenti pubblici e privati dedicati a questo settore sono in fase di crescita continua. Anche in Europa si assiste a un fenomeno analogo. In particolare l’Unione Europea ha messo a disposizione per progetti coinvolgenti università, centri di ricerca e industrie (comprese le piccole e medie imprese) una somma di 1500 milioni di euro nell’ambito del VI Programma Quadro.

Le nanotecnologie si basano in particolare sulle scienze di base quali la fisica, la chimica e la biologia. Il comparto industriale nazionale avrà la possibilità anzi, meglio, la necessità dettata dalla globalizzazione di sfruttare le nanotecnologie per acquisire un forte grado di innovazione. Tuttavia il primo passo necessario, nell’ambito di questa strategia, è l’acquisizione delle conoscenze scientifiche e tecniche associate a tale rivoluzione tecnologica, e le informazioni sulle applicazioni già in atto.

La Scuola di Jesi si propone di soddisfare a questa esigenza primaria di informazione, che dovrebbe essere sentita non solo dai ricercatori universitari ma anche dai ricercatori e tecnici operanti all’interno delle imprese, e non solo di grandi ma anche di piccole dimensioni. Avvalendosi di docenti scelti a livello internazionale non solo all’interno dell’Università europee – quali il professor Shaffer dell’Imperial College di Londra, il professor Rosei dell’Università del Quebec, il dottor Komlev dell’Accademia delle Scienze di Mosca - ma anche delle imprese che stanno già utilizzando le nuove tecnologie, come la Fiat, la ST Microelectronics, l’Alenia, il corso del 2006 si propone di offrire le più moderne conoscenze nel campo delle nanotecnologie considerando le applicazioni in vari campi del settore produttivo, quali a esempio l’industria aerospaziale, quella automobilistica e meccanica in generale - in particolare nel campo dei materiali compositi rinforzati con nanoparticelle - nel campo dei rivestimenti, nella microelettronica e nell’industria bio-medicale.

Il corso sarà utile a livello informativo anche per le piccole e medie imprese che non prevedono di utilizzare direttamente a breve termine le nanotecnologie, ma per le quali una prima presa di contatto con essa è improcrastinabile.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 settembre 2006 - 2527 letture

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