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Lidia Bramani presenta il saggio Mozart massone e rivoluzionario

3' di lettura 30/11/-0001 -
Mozart eccentrico e capriccioso? Macchè... La musicologa e saggista Lidia Bramani smentisce l’immagine dipinta da Milos Forman - il regista del celebre film Amadeus - e rivela la vera ‘anima’ del genio salisburghese.

da Fondazione Pergolesi Spontini


La musicologa e saggista Lidia Bramani rivela la vera ‘anima’ del genio salisburghese presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria di Jesi, in un incontro ad ingresso gratuito con il pubblico promosso da Fondazione Pergolesi Spontini e Biblioteca Planettiana, sabato 16 settembre alle ore 18,30. Sarà presente all’incontro uno dei più grandi compositori italiani, Fabio Vacchi, premio cinematografico David di Donatello 2002 per la migliore colonna sonora, per il film Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi.

Nell’occasione la Bramani presenterà il suo saggio dal titolo “Mozart massone e rivoluzionario” pubblicato nel 2005 da Mondadori. Sarà questo l’ultimo incontro con gli autori di libri su Wolfgang Amadeus Mozart che si terranno a margine della mostra “Spontini e Mozart” curata a Palazzo della Signoria di Jesi da Vincenzo De Vivo e Rosalia Bigliardi (con allestimento di Benito Leonori) che resterà aperta sempre a Palazzo della Signoria, negli spazi della Salara, per tutta la settimana e fino alle 19,30 del 16 settembre.

La ricerca parte da una domanda. Possibile che Mozart fosse l'enfant terrible, tanto volgare, ignorantello e capriccioso nella vita quanto sublime nelle sue composizioni, come racconta con caricaturale maestria il film Amadeus di Forman? L'accurata indagine musicologica della Bramani rovescia questa immagine convenzionale per farci scoprire un uomo sensibile agli ideali dell'Illuminismo, libertario, progressista, profondamente religioso ma anticlericale. E la sua opera è ricca di riferimenti alla sua particolare visione del mondo. Basti pensare al Flauto magico, definito dall'autrice “un manifesto iniziatico con forti valenze politiche”.

“Mozart - spiega l’autrice - è stato dipinto dalla musicologia tradizionale, ma anche dai media e al cinema come un uomo un po' ingenuo un po' capriccioso, con questa genialità assoluta che gli permetteva di scrivere capolavori”. In realtà il grande musicista era immerso della società massonica della Vienna di fine Settecento, che prospettava ideali forse ancora più radicali rispetto alla Rivoluzione Francese e postulava la non violenza. Dunque “aveva contatti con l'intellighenzia più progressista e più aperta del suo tempo, in particolare con personaggi del mondo medico, giuridico, politico, come Mesmer (uno dei primi scopritori dell'inconscio e delle malattie psicosomatiche), Ziegenhagen che è considerato dagli storici un protosocialista, Sonnenfels (un accanito fautore dell'abolizione della tortura e della pena di morte)”. Dalle idee che circolavano in tale ambiente Mozart riprese nelle sue opere temi quali “il pacifismo, il femminismo, la necessità di un'istruzione, di una cultura, di una medicina pubblica, gratuita, per tutti, la necessità di una legge scritta uguale per tutti, la garanzia del diritto”.

Lidia Bramani ha collaborato con le più importanti istituzioni musicali e case discografiche tra cui Scala, IRCAM, Berliner Philharmonisches Orchester, Fondazione Siemens e RAI. Ha pubblicato con il Saggiatore, Electa, Baldini&Castoldi, Bärenreiter. Ha curato, per il Saggiatore, l’autobiografia di Hans Werner Henze e sta lavorando, per la stessa casa editrice, all’edizione italiana integrale delle lettere di Mozart. Sue le Conversazioni con Claudio Abbado, Musica sopra Berlino (Bompiani).

Info: Tel. +39 0731 202944 – info@fpsjesi.com





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 settembre 2006 - 3655 letture

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