Quantcast

Falconara: sulle Centrali dell'Api urgente una posizione della Giunta

3' di lettura 30/11/-0001 -
Nel 1998 la nostra città fu attraversata da un vasto movimento di opposizione alla realizzazione della centrale Turbogas proposta e progettata della Sadam-Edison.

dal Centro Sociale TNT


Si trattò di un ricco movimento, plurale nella sua composizione e nelle sue modalità espressive e comunicative, che scelse di organizzarsi in forma aperta (Assemblea Permanente) e di portare avanti una lunga e difficile battaglia contro la realizzazione di una centrale il cui impatto ambientale risultava fortemente amplificato dall'effetto combinato, in una ristrettissima area territoriale, di tre diverse centrali: la centrale Turbogas di Jesi, quella dell'Api di Falconara e la centrale elettrica di Camerata Picena.

Nel corso di quella battaglia il movimento ebbe modo di "sperimentare" anche gli altri innumerevoli rischi che si agitavano dietro a quella centrale, primo fra tutti il rischio di un deficit di democrazia che si concretizzò in maniera brutale quando un ricorso al TAR della Sadam-Edison impedì la realizzazione di un referendum cittadino sulla questione. Malgrado le innumerevoli iniziative ed un battaglia protrattasi per molti mesi, la centrale venne, alla fine, realizzata. Diceva Guevara che le battaglie si vincono sempre e non si perdono mai: crediamo che sia vero perchè anche quando l'opposizione sociale non consegue i suoi obiettivi primari, riesce sempre a modificare, seppur parzialmente, la realtà materiale. Nel caso della Turbogas quel vasto movimento di opposizione indusse importanti modifiche al progetto originario della centrale e portò i vari livelli istituzionali coinvolti nella vicenda (dal Comune alla Regione) ad assumere un chiaro impegno politico per il futuro: nessun potenziamento della centrale di Camerata Picena (di cui si auspicava le dismissioni) e nessun'altra centrale nella medesima area territoriale.

A distanza di otto anni da quegli eventi è notizia di questi giorni la presentazione da parte dell'Api di Falconara di un progetto per la realizzazione di due nuove centrali. Si tratta di un fatto gravissimo che, ancora una volta, ha forti implicazioni sia sotto il profilo ambientale che sotto il profilo delle garanzie democratiche sulla pianificazione energetica ed eco-compatibile: il progetto per la realizzazione di due nuove centrali (che porterebbe a 5 il numero delle centrali in un'area di pochi chilometri quadrati e ad alta densità abitativa), non solo rappresenta una bomba ecologica per l'ambiente della Vallesina, ma risulta anche in aperto contrasto con il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale), come denunciato dallo stesso assessore regionale all'Ambiente.

Contro la realizzazione delle centrali si sono già espresse le Amministrazione di quattro Comuni e la stessa Amministrazione provinciale: il silenzio proprio della nostra Amministrazione, che fu protagonista della vicenda Turbogas e degli accordi allora intercorsi, va rotto al più presto con una chiara presa di posizione da parte della Giunta e del Consiglio Comunale di Jesi, chiamati a rispettare gli impegni assunti a tutela della salute dei cittadini e ad intraprendere tutte le iniziative volte ad impedire la realizzazione delle due nuove centrali.

In Centro Sociale TNT si è già attivato per riaprire la battaglia contro le centrali: è importante che le forze politiche e sociali presenti nella nostra città, coordinatamente con le altre realtà provinciali, prendano immediatamente l'iniziativa per contrastare la realizzazione dell'ennesimo mostro ambientale e per ribadire che territorio e salute sono un BENE COMUNE e non una risorsa a servizio del grande business dell'energia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 settembre 2006 - 1246 letture

In questo articolo si parla di





logoEV