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Genga: storica visita del Vescovo Vecerrica

6' di lettura 30/11/-0001 -
Venerdi15 settembre 2006. Data che entra negli archivi ufficiali del Comune di Genga, poiché, il Consiglio Comunale s’è riunito in via straordinaria per accogliere la visita del vescovo di Fabriano Monsignor, Giancarlo Vecerrica.

da Daniele Gattucci


Alle 17 in punto, il presule è stato ricevuto dal Sindaco Raniero Nepi, dalle autorità militari, dai vertici del municipio e del Consorzio Frasassi, per essere scortato con tutti gli onori nella bella Sala Consiliare, resa ancor più armoniosa da un delizioso arredo floreale.
Tanti i cittadini ed i sacerdoti, oltre nuovo parroco don Claudio Capoccia, intervenuti per onorare il “pastore diocesano” che a sua volta ha reso omaggio ai ministri di culto oriundi di Genga, quali il vicario generale della diocesi monsignor Luigi Monti, e l’attuale segretario di sua Eccellenza, don Clemente Selvorius.

Quando abbiamo concordato questo incontro - ha esordito il primo cittadino di Genga - non le nascondo l’apprensione provata considerando l’importanza che ha per l’Amministrazione e l’intera comunità questa sua visita. La nostra è una piccola collettività, supera appena le duemila anime, ma è ricca di fermenti, stimoli e idee. Anche per questo, per i comportamenti non sempre logici e coerenti, è difficile da amministrare, tanto che alcune scelte non sempre vengono condivise e comprese ma certo hanno a cuore il miglioramento della qualità della vita ed un futuro migliore per i nostri figli”.

A questo punto, Nepi, s’è soffermato sulla “Indiscutibile positività della scoperta delle Grotte, con il passaggio in pochi anni da una vocazione agricola-industriale ad una turistica-commerciale. Il benessere è aumentato, ma la trasformazione non è stata indolore, da qui atteggiamenti sospettosi e diffidenti nei confronti del prossimo: ognuno ha paura di perdere quel poco o tanto accumulato. Oggi è giunto il tempo di progettare nuovi percorsi e comportamenti, più aperti, moderni e solidali - e rivolgendosi al vescovo, il Sindaco ha concluso - La sua grande sensibilità e carica comunicativa ci consentirà di sviluppare insieme dialogo e collaborazione, valori, che permetteranno di fare squadra, sistema, di creare una rete, affinchè Genga, possa diventare il luogo in cui la bellezza naturalistica sia il riflesso delle bellezza degli animi e della saggezza dei comportamenti dei suoi abitanti”.

All’intervento del Sindaco, sono seguiti quelli del Consigliere di minoranza, Leo Marchesini, che ha ringraziato il vescovo per “l’attenzione e vicinanza alle piccole realtà” ponendo in risalto “l’accentuazione del calo demografico” e la necessità di “tenere ben presenti e seguire i giovani”.

Il consigliere di maggioranza, nonché presidente del Consorzio Grotte Frasassi, Mario Mingarelli, invece, ha incentrato il suo discorso “sulla intensa e fattiva collaborazione tra Genga, il Consorzio e la Curia di Fabriano - in termini di - valorizzazione del patrimonio storico, culturale e religioso”. Esemplificando queste relazioni, ha citato “la sistemazione, con i fondi del Consorzio, del teatrino di Camponocecchio, di proprietà della Curia, che consentirà, in particolare agli studenti, la fruizione di uno spazio importante per le attività didattiche e socializzazione. Voglio ricordare anche il restauro del Santuario di Frasassi e da ultimo, in ordine di tempo, la realizzazione del nuovo Museo di San Clemente, per il quale il Consorzio, sta concludendo la fase di progettazione del nuovo allestimento che una volta terminato consentirà di porre in risalto l’importante patrimonio artistico appartenete all’ambito ecclesiale”.

Ad onore di cronaca va detto che gli amministratori hanno caldeggiato reiteratamente “una visita del Papa, in un comune che ha dato i natali ad un pontefice, forte di una eccellenza ambientale unica a livello mondiale quali le Grotte di Frasassi e in grado di realizzare un gemellaggio tra la Madonna Nera e la Madonna Bianca”.

Dal suo canto, monsignor Vecericca, ha replicato che “può semplicemente farsi interprete e portavoce, con i vertici del vaticano, di questa istanza, ringraziando di cuore Sindaco e tutti i consiglieri, per la bella sorpresa di essere stato invitato ad una seduta di Consiglio di un comune espressione di bellezza originale e ricco della laboriosità, creatività e cordialità dei cittadini. L’incontro è sempre avvenimento di crescita – ha evidenziato – e come Vescovo, come cittadino e pastore, non giudico ma propongo, annuncio la buona novella del Vangelo formando le coscienze e riservando importanza alla persona. E, per questo, la mia prima Lettera Pastorale l’ho intitolata: Chiesa, torna ad educare. L’incontro di oggi – ha rilevato ancora - ci incoraggia ad incrementare tutto ciò che può essere materia di collaborazione, non c’è più niente di deleterio che la di divisione e con questo spirito, ho individuato punti e valori di impegno comune”.

Quattro i principi indicati dal presule. “Al primo posto: la persona. Tutto è per l’uomo, anche il Vangelo e la Chiesa incrementa. In secondo luogo, l’unità. L’unità di popolo ci induce, Chiesa e Istituzioni, a preoccuparci non della Parte che ognuno rappresenta, ma di tutti, lo slogan che lancio spesso è il: fare con, aiuto ad essere tutti tesi allo scopo. Altro bene su cui lavare insieme: la valorizzazione. Ciò che fa uno, anche se di parte diversa, e contribuisce al bene comune, sia valorizzato. Permettete – ha soggiunto – di citare il caso del Museo di proprietà della parrocchia di San Clemente, è bello che venga perfezionato, sviluppato ed ottimizzato tra una intesa tra Diocesi, Comune e Consorzio Frasassi. L’ultimo punto comune, come valore, e forse il più importante – ha tenuto a precisare - è il metodo. Le idee possono essere tante, ma se non si lavora sul metodo, non diventeranno esperienza, realtà”.

In chiusura d’intervento, lungamente applaudito, il vescovo ha detto “sono commosso e grato per essere qui con coloro che dedicano la vita per il benessere del popolo. A tutti dico: non chiudetevi nell’egoismo o nel particolarismo, accogliete, amate, perdonate, il lamento distrugge, la valorizzazione costruisce, per cui diamo forma alla bellezza della vita cristiana, bellezza come splendore del vero, siate veri, umili, leali. Chi è vero e leale non si oppone mai all’altro. Ma valorizza e aiuta. In una parola, ama. Chi divide è il diavolo, chi ama e unifica è umano e divino”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 settembre 2006 - 2463 letture

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