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Falconara: Stefania Benatti contro le nuove centrali termoelettriche

3' di lettura 30/11/-0001 -
Per coerenza, prudenze e democrazia il consigliere regionala Stefania Benatti giudica non opportuno il PEAR.



Alcuni motivi per i quali anche io sostengo la non opportunità di due nuove centrali termoelettriche a Falconara.

1) Per coerenza: nel febbraio dello scorso anno il Consiglio Regionale ha approvato il Piano Energetico Ambientale Regionale, da più parti, compresa la Commissione Europea, considerato un modello di buona pratica in campo energetico; il piano prevede impianti di piccolo taglio, tecnologicamente avanzati, distribuiti nel territorio senza grandi concentrazioni, e la scelta qualificante di investire sul risparmio energetico, sulla ricerca e sulle energie rinnovabili. A distanza di un anno il piano si può correggere, ma non annullare come di fatto avverrebbe se si autorizzassero le due centrali che in teoria produrrebbero energia anche più del fabbisogno regionale.

2) Sempre per coerenza: in occasione del rinnovo della concessione le Istituzioni Pubbliche hanno concordato con i propositi dell’Api di divenire polo energetico avanzato, riconvertendo gradualmente la sua attività di raffinazione con altre a basso impatto ambientale, ma non di aggiungere nuovi impianti senza togliere alcunché di preesistente. Invece nel caso delle due nuove centrali non c’è traccia né intenzione alcuna di riduzione della raffinazione (anzi …..).

3) Per prudenza: se anche dopo una seria verifica si decidesse che è opportuno autorizzare nella nostra Regione impianti come quelli proposti dall’Api sarebbe folle localizzarli proprio a Falconara; sarebbe come, per svuotare la cantina, dare da bere il vino ad un malato di cirrosi epatica. L’area è, come si sa, ad alto rischio ambientale e a risentirne sarebbero anche tutti i comuni limitrofi a cominciare da Ancona. Se infatti non è corretto gridare alla imminente catastrofe ecologica per la nuova ulteriore immissione di milioni di metri cubi all’anno di acqua calda in mare, non credo che ci sia qualcuno che possa con la stessa onestà intellettuale escludere che non si facilita l’eutrofizzazione del mare nel medio e lungo periodo, e cioè che tra 10-15 anni non ci ritroviamo il porto turistico di Marina Dorica ad Ancona bloccato dalle alghe.

4) Per democrazia: per principio sono assolutamente contraria a favorire il monopolio ad un privato della produzione di energia regionale. Ed è anche questione democratica ascoltare e comprendere le ragioni delle comunità locali: Falconara, i comuni limitrofi e la provincia di Ancona hanno espresso la profonda contrarietà con motivazioni che nulla hanno a che fare con questioni di campanile; e le centrali vanno contro i vigenti strumenti urbanistici, materia in cui i comuni sono sovrani e contro ogni prospettiva di sviluppo ambientalmente sostenibile.

È giusto che la giunta regionale approfondisca tutte le questioni tecniche e burocratiche e ci fornisca tutte le informazioni necessarie per una scelta non ideologica; è anche venuto il tempo nel quale ogni forza politica e i consiglieri regionali comincino ad esprimere con chiarezza la propria opinione e i propri dubbi.

E soprattutto mi auguro che la Regione sappia indicare con autorevolezza la strada da intraprendere e non subisca scelte calate dall’alto, neanche da un governo di centrosinistra.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 settembre 2006 - 1368 letture

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