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Falconara: il Pear è inficiato da una nota misteriale

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La nota del Ministero dell’Industria Commercio e Artigianato del 17 dicembre 1998 inviata alla Regione Marche e ai Ministeri dell’Ambiente e della Sanità (prot. N. 227606) - che riproduciamo e diffondiamo - pesa come un macigno sulla questione PEAR e centrali elettriche API e, già di per se stessa, fornisce il metro di misura per valutare l’attuale comportamento del Presidente Spacca e di una parte delle Giunta regionale.

dal Comitato 25 agosto
La pertinenza e l’attualità di quella nota del Ministero che ha per oggetto “impianti di produzione di energia elettrica nella valle del fiume Esino” non risiede soltanto nell’ovvietà che simili considerazioni non hanno “scadenza” e, dunque, non possono essere dimenticate nel cassetto da nessuna amministrazione pubblica, a maggior ragione dalla Regione Marche e dal Presidente Spacca.

Soprattutto l’ultimo capoverso della nota ministeriale indica con chiarezza due compiti in eludibili riguardo a qualsiasi decisione in merito alla costruzione di altri impianti di produzione di energia elettrica nella bassa valle dell’Esino:

* il parere della Regione Marche deve prendere nella dovuta considerazione le istanze degli enti locali;
* l’attenta valutazione delle emissioni inquinanti in atmosfera globalmente prodotte nel territorio interessato!

Per quanto concerne il compito 1) l’esordio della Giunta regionale non poteva essere peggiore: prima degli enti locali ha scelto di confrontarsi con un’azienda privata – la raffineria API – che da mesi ha avviato l’iter per l’approvazione del progetto di due centrali elettriche che squalifica a priori il Piano Energetico della stessa Regione Marche e vanifica il Piano di risanamento dell’Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale. La Provincia di Ancona, i Comuni di Falconara M.ma, Montemarciano, Jesi, Chiaravalle, Monte San Vito hanno espresso motivati pareri nettamente contrari alla costruzione delle centrali API ma, finora, sono stati tenuti fuori dalla porta della Giunta regionale! Dunque il comportamento della Giunta regionale nei confronti delle Amministrazioni locali dell’AERCA è inaccettabile sia formalmente e sia, soprattutto, per una sorta di “autonomia decisionale” che la Giunta Spacca sembra aver unilateralmente adottato in contrasto con quanto scritto nella nota ministeriale del 17 Dicembre 1998!

Riteniamo che il tentativo politico di una parte della Giunta regionale di cambiare il Piano Energetico ed aprire la porta alle megacentrali dell’API e di S. Severino, debba avere una risposta unitaria, inequivocabile e decisamente contraria da parte delle Amministrazioni dell’AERCA!

Ma c’è anche il compito 2) indicato dalla nota del Ministero dell’Industria Commercio e Artigianato che non è facilmente eludibile dalle “capriole” del Presidente Spacca e di alcuni suoi Assessori! Infatti dalla nota del Ministero dell’Industria del dicembre 1998 sono seguite:

* la dichiarazione dell’area della valle del fiume Esino quale Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) proprio da parte della Regione Marche a marzo 2000. Dunque dalla nota ministeriale si è verificata una approfondita valutazione della gravosa situazione ambientale i cui rischi, oggi, si sta tentando di mitigare anche con il Piano di Risanamento che riceve finanziamenti statali;
* l’Indagine Epidemiologica sulla popolazione di Falconara M.ma, Montemarciano e Chiaravalle avviata dalla Regione Marche dal 2004 per verificare e quantificare il rischio emerso di leucemie e tumori del sistema emolinfopoieico!

Ma c’è dell’altro!
Le conoscenze chimiche e soprattutto biologiche e sanitarie della complessa miscela di inquinanti in cui sono immersi i cittadini dell’AERCA sono limitate, parzialmente comprese dalla stessa Regione Marche e dai suoi organi preposti. Basti pensare alla complessa problematica delle polveri fini PM10 le cui concentrazioni tracimano dai limiti di legge e alle quali non si ha la capacità di porre adeguati argini! Basti pensare alla insufficiente rete di rilevamento delle PM10 e alle misurazioni che vengono effettuate (come nella centralina industriale di Villanova) le quali non ci informano, per esempio, sulla loro composizione (metalli pesanti – IPA – ecc.)!

Per quanto riguarda le anche più temibili PM2.5 siamo all’anno zero dato che il rilevamento quotidiano è iniziato a Febbraio di questo anno nella centralina industriale di Villanova. Dunque il problema del compito 2) individuato dalla nota del Ministero dell’Industria è tuttora insoluto e come cittadini dell’AERCA non possiamo assolutamente accettare i tentennamenti della Giunta regionale e permettere di aggravare la situazione ambientale e sanitaria con l’aggiunta e la sinergia di altre tonnellate di inquinanti che verrebbero immessi con la megacentrale elettrica da 580 MWe dell’API.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 ottobre 2006 - 1171 letture