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Opera e marionette con la direzione di Zsolt Hamar

6' di lettura 30/11/-0001 -
Il grande marionettista Eugenio Monti Colla al suo debutto come regista nel nuovo allestimento del Don Giovanni di Mozart al Teatro Pergolesi di Jesi sabato 7 ottobre ore 21 per l’inaugurazione della XXXIX stagione lirica.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com


Apertura inusuale per la XXXIX Stagione Lirica di tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini: sabato 7 ottobre alle ore 21 (replica lunedì 9, ore 21) il cartellone inaugurerà con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart, il Don Giovanni, nella ricorrenza dei 250 anni della nascita del compositore salisburghese. L’opera, un dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, a Jesi è stata rappresentata solamente nel 1988.

Eugenio Monti Colla, milanese, erede di una delle più importanti famiglie della tradizione marionettistica italiana, al suo debutto lirico, firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento nato dalla coproduzione della Fondazione Pergolesi Spontini con Teatri S.p.A. di Treviso e Teatro dell’Aquila di Fermo. Sulla scena per il capolavoro del grande salisburghese, sfileranno così le marionette giganti di Monti Colla, per una stimolante messa a confronto tra teatrino dei pupi e opera lirica.

Dirige l’Orchestra Accademia I Filarmonici di Verona l’ungherese Zsolt Hamar, uno dei direttori più interessanti della nuova generazione; alla guida del Coro Athestis sarà Alessandro Toffolo. La compagnia di canto, accanto a Marco Vinco (nel ruolo di Don Giovanni), uno degli interpreti più affermati (si ricorda nello stesso ruolo l’apertura della stagione 2006 dell’Opera di Roma) e Lorenzo Regazzo (Leporello) vede la partecipazione delle due gemelle Raffaella Milanesi (Donna Anna) e Giorgia Milanesi (Donna Elvira), di Alessandra Marianelli (Zerlina), di Rodrigo Esteves (Masetto), Antonis Koroneos (Don Ottavio), Michele Bianchini (Il Commendatore). Le luci sono di Roberto Gritti.

«Ho volutamente ricercato in questa regia le radici dello spettacolo “popolare”, prima di tutto, già, per altro, enunciati dalla indicazione dell’autore: “dramma giocoso” – racconta il regista Eugenio Monti Colla che quest’anno, nell’ambito delle celebrazioni mozartiane ha diretto il Festival “Mozart delle Marionette” al Piccolo Teatro di Milano -. Mozart, come altri due grandi del suo tempo, Goldoni e Goethe, ben conosceva i trattenimenti di piazza e principalmente, il ricco repertorio delle compagnie che davano spettacoli con le marionette». Erano proprio queste formazioni girovaghe a diffondere in tutta Europa, sin dal secolo precedente, temi e argomenti inadeguati o troppo complessi per i comici della Commedia dell’Arte.

Uno dei manoscritti più recitati sulle piazze per il successo che riscuoteva era proprio Il gran Convitato di Pietra dove un petulante Arlecchino servo-buffone e un Pantalone precettore del Duca Ottavio assistevano alle turpi imprese del nobile Don Giovanni Tenorio; è probabile che questo manoscritto solleticasse l’attenzione di Mozart e di Da Ponte più del Don Giovanni di Molière, di qualche anno più tardo rispetto al testo marionettistico. «Non ho mai pensato a Don Giovanni come ad una figura scaturita dal secolo dei lumi, né a Mozart come giudice severo di una società in disfacimento – prosegue il regista -.

Lo prova il fatto che 'Don Giovanni' al suo nascere, fu rappresentata in abiti tardo cinquecenteschi. Per questo ho scelto una Spagna secentesca vicina al nascere della storia e della leggenda di Don Giovanni ricca di colori e variopinta nei cromatismi degli abiti a cavaliere fra la realtà storica e la funzione dei personaggi sulla scena, stagliati sui colori delle scenografie più ideali che reali intese a suggerire luoghi e non a determinare atmosfere, compito, questo, affidato alla luce e al suono, eco, la prima, del secondo».

La prima sarà preceduta il 6 ottobre, alle ore 18,30 presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi di Jesi da un incontro aperto al pubblico con il regista Eugenio Monti Colla che parlerà del nuovo allestimento.

Si ricorda che quest’anno la campagna abbonamenti della Stagione Lirica ha riscosso un notevole successo di pubblico con un aumento di circa il 500% degli abbonati.

Al titolo mozartiano seguirà il 3 novembre (repliche il 5 e 7, e l’anteprima per studenti il 1° novembre) una delle più celebri opere del repertorio francese, che manca dal palcoscenico jesino da 11 anni: la Carmen di Georges Bizet in un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini, nella coproduzione internazionale con Teatri S.p.A di Treviso, Teatro dell’Aquila di Fermo, Teatro Nazionale di Belgrado e Círculo Portuense de Ópera di Porto; Wolfram Kremer firma la regia; nel cast si segnala il debutto nel ruolo del titolo di Laura Polverelli, una delle più interessanti voci del panorama lirico; l’americano Christopher Franklin, tra i più promettenti giovani direttori in ambito sia operistico che sinfonico, guiderà la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana già diretta con successo lo scorso anno in occasione dell’allestimento jesino del Falstaff.

Terzo titolo del cartellone lirico sarà Rigoletto, una delle più popolari opere di Giuseppe Verdi in scena al Teatro Pergolesi l’1 dicembre, con repliche il 3 e 5 dicembre (e un’anteprima Giovani il 29 novembre). A dirigere la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana sarà Antonino Fogliani, giovane direttore messinese presente nelle stagioni di prestigiose istituzioni europee; scene e costumi sono dell’Opéra di Nizza con la regia di Paul-Emile Fourny, al debutto in Italia. Rigoletto sarà interpretato dal baritono Mark Rucker; Dario Schmunck vestirà i panni del Duca di Mantova; completano il cast Luz del Alba (Gilda), Erin Elizabeth Smith (Maddalena), Giuseppe Scorsin (Sparafucile); Chiara Fracasso (Giovanna), Miodrag Jovanovi (Monterone), Vittorio Prato (Marullo), Stefano Pisani (Matteo Borsa), Luca Dall’Amico (Ceprano).

Giovedì 7 dicembre alle ore 21 il Concerto di Natale, cui partecipa la FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, proporrà la prima assoluta del Trittico di Natale del compositore Luciano Di Giandomenico e musiche di ajkovskij.

La Stagione gode del finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche (Assessorato Beni e Attività Culturali), e del sostegno dei privati: con il raggruppamento Art Venture (CNH Italia, Gruppo Pieralisi, Leo Burnett Italia, S.e.da., Starcom Italia, Moncaro) e con la significativa collaborazione di Banca Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 ottobre 2006 - 1288 letture

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