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Tutti gli spettacoli teatrali dell'inveno

16' di lettura
1982
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La Fondazione Pergolesi Spontini presenta il cartellone teatrale dei Comuni di Jesi, Maiolati Spontini, Montecarotto e San Marcello, e in particolare le stagioni di prosa e di danza organizzate in collaborazione con l’Amat e con il contributo della Banca Popolare di Ancona.

dall'Amat Marche
www.amat.marche.it
La stagione di prosa si propone di coniugare tradizione e innovazione ospitando sedici spettacoli all’insegna di una grande qualità artistica espressione di ciò che di meglio presenta il panorama teatrale italiano. Il programma si impreziosisce inoltre di sette appuntamenti di danza, espressione delle diverse tipologie di quest’arte così affascinante.

Il Teatro Pergolesi di Jesi conferma e rafforza una vocazione formatasi negli anni ospitando grandi interpreti e maestri della regia.
Sabato 3 febbraio e domenica 4 febbraio sarà la volta di Blackbird, un dramma coraggioso, oscuro e intenso scritto da uno dei più interessanti drammaturghi scozzesi, il quarantenne David Harrower, e messo in scena dal maestro del teatro tedesco Peter Stein. Presentato con grandissimo successo al Festival di Edimburgo 2005, Blackbird viene proposto in versione italiana, protagonisti Claudia Gerini e Ennio Fantastichini.

Sei giornaliste del Novecento, dagli anni Venti agli anni Ottanta - Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi e Belotti - sono complici del nuovo scoppiettante spettacolo di Paolo Poli in scena il 17 febbraio. Sei brillanti – questo il titolo dello spettacolo – percorre un secolo attraverso le musiche, le gag, le trovate birichine di Poli con la sua inossidabile verve.
Saltando dal cinema al teatro arriva - il 17 e 18 marzo - Vincenzo Salemme con la sua nuova commedia brillante, Bello di papà. L’attore propone gli intricati rapporti di una delle famiglie di oggi, andando a scavare nel rapporto tra genitori e figli che diviene surreale quando i genitori non sono i veri genitori e i figli non sono i veri figli.

Non poteva mancare un attore di grande maestria come Glauco Mauri – affiancato da Roberto Sturno - alle prese con Delitto e Castigo di Dostoevskij. C’è molto teatro in questo primo dei grandi romanzi che rese celebre all’estero il nome di Dostoevskij e che rimane il più noto e popolare ancora oggi. Teatrali sono i grandi effetti che accompagnano una vicenda a sfondo poliziesco, ma soprattutto tali risultano essere i rapporti tra il giovane Raskolnikov, autore dell’omicidio di una vecchia usuraia (e, accidentalmente, anche della sorella di lei), e il giudice Porfiri Petrovic, incaricato dell’istruttoria di un crimine di cui conosce già il colpevole, ma aspetta che questo vada spontaneamente a denunciarsi.

La stagione prosegue il 17 e 18 maggio con Vita di Galileo, una delle opere più importanti e profonde di Brecht. Composto fra il 1938 e il 1943 il dramma costituì sempre un culmine nella produzione brechtiana: una sorta di “testamento spirituale” sia sul piano del lavoro teatrale, che su quello del contenuto morale. Il nuovo allestimento di Vita di Galileo è stato affidato al suggestivo ed essenziale linguaggio registico di Antonio Calenda e, per il ruolo del titolo, al vigoroso talento e all’intensa espressività di uno dei maggiori protagonisti della scena nazionale, Franco Branciaroli.
Ha il sapore dell’evento l’ospitalità in esclusiva interregionale di Luca Zingaretti – attore noto ed amato dal grande pubblico per aver dato vita al celebre commissario Montalbano di Andrea Camilleri - con La Sirena di Tommasi di Lampedusa (spettacolo fuori abbonamento). L’attore romano - accompagnato dalla musica di Ambrogio Sparagna - leggerà l’opera che ha come sfondo la Sicilia rimpianta da sotto i portici di una Torino fumosa, assopita tra postriboli e caffè. Due uomini si incontrano per caso e stringono un'amicizia occasionale, ma fatale. Hanno età e posizioni sociali diverse eppure la stessa solitudine nel cuore, la medesima passione per la vita, l'arte, le donne.

Il sipario del Teatro Spontini di Maiolati si aprirà il 10 novembre con la Banda Osiris - considerata la massima espressione in Italia della comicità nel teatro musicale – con lo spettacolo Banda 25, realizzato dal gruppo per celebrare i 25 anni di attività.
Questo nuovo lavoro – un concerto che prende le mosse dai nuovi e originali brani composti per il nuovo cd del gruppo - è un viaggio attraverso i 25 anni di storia della Banda Osiris, dal teatro di strada agli spettacoli teatrali, dalla radio alla tv, dalle colonne sonore ai libri, rileggendo in modo ironico e non cronologico alcune tappe significative del suo iter creativo. E in più è un viaggio attraverso l’Italia, i luoghi, gli avvenimenti, i personaggi che hanno caratterizzato quest’ultimo quarto di secolo e un viaggio attraverso la musica, popolare, classica, jazz, rock, world, new age, in pratica tutta, facendo però molta attenzione a mischiare volutamente fra loro stili e generi.

Il 12 dicembre l’appuntamento è con Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton. Il ritmo sfrenato delle battute e l’ossessione per la trama ricordano la struttura del vaudeville francese: l’autore si diverte a costruire un meccanismo a orologeria che fa saltare qualsiasi certezza e stravolge tutte le logiche, con una grande sagacia linguistica tipicamente inglese, tratteggiando comunque dei personaggi assolutamente credibili. Nei panni dei protagonisti Zuzzurro (Andrea Brambilla che firma anche la regia) e Gaspare (Nino Formicola).

Ancora una volta è un affresco tutto femminile quello che Monica Guerritore sceglie di portare sulla scena del Teatro Spontini. Dopo Madame Bovary, Carmen e La Signora delle Camelie, in Giovanna D'Arco – in scena il 18 gennaio - l'attrice e regista racchiude tutta la forza e il dolore di una donna combattuta fra santità e guerra, rivivendone il misterioso e tragico cammino. La Guerritore, autrice anche del testo, riesce con grande bravura a conciliare la parola alla musica in una partitura che accosta, nella massima libertà, i Carmina Burana di Orff, all'adagio per archi di Barber a Tom Waits.

La stagione prosegue il 25 febbraio con Quella del piano di sopra commedia brillante del francese Pierre Chesnot interpretata da Pino Quartullo e Sandra Collodel diretti da Gigi Proietti. Pudore dei sentimenti determinato dalla solitudine o solitudine determinata dal pudore dei sentimenti? Questo è uno dei tanti interrogativi che si celano dietro i divertenti e goffi tentativi d'intesa fra due non più giovanissimi single vicini di casa. Lui al piano di sotto, lei "inquilina del piano di sopra", appunto.

La conclusione della stagione – realizzata con il contributo di Sogenus - è affidata l’11 marzo ad un attore amatissimo dal pubblico: Giobbe Covatta con I sette peccati capitali, il suo nuovo spettacolo interamente dedicato al rapporto tra il continente africano e il mondo occidentale. Giobbe Covatta torna in teatro – affiancato da Stefano Sarcinelli e Ugo Gangheri - con il suo umorismo intelligente e beffardo che lascia sempre aperte occasioni di riflessione, alla ricerca, in questo caso, dei dieci comandamenti del nuovo millennio.

Due gli appuntamenti in programma al Teatro Comunale di Montecarotto.
Il 3 gennaio il sipario si apre su Buffi si nasce di Ugo Chiti con Lucia Poli e con Marco Natalucci. L’autore gioca con alcuni grandi protagonisti toscani della letteratura, da Boccaccio a Palazzeschi, e intesse un testo bizzarro e umoristico sul rapporto amoroso. Un girotondo che rimanda idealmente a tourbillon teatrali, ai giochi di coppia delle pochades, ma anche alle piccole storie quotidiane. Lucia Poli e Marco Natalucci, in un continuo rovesciamento dei ruoli, si alternano nelle parti maschili e femminili proponendo con raffinata ironia personaggi di diversa provenienza, letteraria e teatrale, con vertiginosi salti temporali, dal 1300 alla contemporaneità, ma tutti accomunati dalla stessa lingua, città e regione. Firenze, la Toscana.

Sabato 24 febbraio sarà in scena Love’s Kamikaze di Mario Moretti, interpretato da Valentina Chico e Francesco Siciliano, con la regia di Claudio Boccaccini, le scene e i costumi di Bruno Buonincontri, le musiche di Antonio Di Pofi (ripresa in prima nazionale). Il testo, che si confronta con la società e la storia dei nostri giorni, ha vinto il prestigioso Premio Nazionale “Luigi Antonelli – Castilenti” 15° edizione di Teatro 2003 (Opera originale di autore Italiano). Su un tema di grande attualità quale il conflitto israeliano-palestinese, il testo riflette sull’odierno periodo storico in modo originale e con una tensione teatrale di grande efficacia. Due giovani rappresentanti dei due popoli, nel sottosuolo dell’Hotel Hilton di Tel Aviv, si amano cercando di dimenticare la guerra, e nello stesso tempo confrontano e discutono le due civiltà e le diverse motivazioni che animano le due parti; fino ad una conclusione tanto inaspettata quanto dotata di tragica verosomiglianza e di emblematica forza dimostrativa.

Il Teatro Ferrari di San Marcello aprirà le sue porte il 25 novembre con La Turnata – Italiani Cìncali – parte II di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta. Il lavoro è una ideale seconda parte di Italiani Cìncali! spettacolo con cui il giovane narratore ha già girato mezza Italia, riscuotendo ovunque consensi. Ma La turnàta è un lavoro autonomo ed indipendente dedicato all'emigrazione italiana in Svizzera, legato solo dall'afflato investigativo, quello cioè di ripercorrere la memoria di storie che sembrano lontanissime nel tempo ed invece sono accadute nemmeno quaranta anni fa. Lo spettacolo è il racconto del ritorno a casa nel 1969 di una famiglia di emigrati in Svizzera: un viaggio di 1.400 chilometri da Zurigo a Lecce, un’avventura epica agli occhi di Nino, bambino di nove anni.

Un omaggio ad uno dei più grandi autori del teatro europeo, Carlo Goldoni, è il secondo appuntamento in programma il 27 gennaio. Lo spettacolo proposto è Un curioso accidente con Armando e Titino Carrara per la regia di Flavio Albanese. La compagnia, nata nel 1975 dal sodalizio dei fratelli Titino ed Armando Carrara con la madre Argia Laurini ed Annalisa Peserico, è un esempio unico in Italia: declina al presente un vasto bagaglio di esperienze partendo dal concetto di teatro popolare in stretta relazione con la platea. La compagnia è capace di trasmette al pubblico l’energia e la leggerezza del lavoro di Goldoni, di cui nel 2007 ricorre il terzo centenario della nascita.

La conclusione della stagione il 24 aprile è un omaggio a quanto di meglio produce la realtà locale.
La Cooperativa Culturale Jesina presenta ‘900 Destini in fuga di Doriano Pela e Gianfranco Frelli per la regia di Gianfranco Frelli. Uno spettacolo riconducibile al filone del “teatro civile” che ripercorre una fase importante della nostra storia recente (gli anni del secondo dopoguerra e del boom economico) che ha visto la fine del mondo contadino e l’esodo di massa verso le città. Il testo - che prende le mosse dalla documentazione storica - aspira ad “aprire una finestra” su tale scorcio del nostro passato recente, per porre in evidenza alcune delle modalità attraverso cui è stata scritta tumultuosamente la parola “fine” su una civiltà millenaria (e quindi su usi, costumi, linguaggi, comportamenti), e con cui si è inaugurata la modernità - non priva di contraddizioni - della società italiana.

La stagione di danza – che si snoda nei quattro teatri – si inaugura il 16 dicembre al Teatro G. Spontini di Maiolati. Il Balletto di Roma, tra le più significative realtà della danza nel nostro paese, presenta Lo Schiaccianoci, uno dei classici più amati di tutti i tempi sulla base di una nuova e affascinante riscrittura ed elaborazione drammaturgica curata da Riccardo Reim e danzata da un protagonista d’eccezione come Andrè De la Roche. Divenuto, in un tempo relativamente breve (in Italia debutta nel 1938) un balletto popolarissimo, spesso usato come una sorta di 'strenna' natalizia, una specie di fiaba gioiosa dedicata all'infanzia, Lo Schiaccianoci è in realtà, seconda questa nuova lettura, dedicato alla tragedia dell'infanzia ovvero al doloroso e traumatico atto del crescere al difficoltoso abbandono del mondo dei giochi e delle sicurezze, al superamento di quella “linea d'ombra” che segna il passaggio verso le tortuosità dell'adolescenza. Adottando l'andamento e gli espedienti del thriller e coniugandoli con il linguaggio della danza contemporanea, Lo Schiaccianoci si presta a farsi specchio fedele delle generazioni odierne precocemente private dell'infanzia e quindi dell’innocenza.

Il 22 dicembre il Teatro Pergolesi ospiterà la compagnia svizzera Linga fondata nel 1992 da Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo. Grazie al loro stile fisico e non convenzionale, hanno raggiunto la fama in Europa, in Sud America e in Medio Oriente. La compagnia e i coreografi hanno vinto premi prestigiosi e i loro lavori si possono ritrovare nel repertorio di compagnie di danza quali il Balletto di Dresda, il Balletto dell’Opera di Mannheim, il Balletto dell’Opera di Firenze e molti altri. I coreografi Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo - con uno stile che è stato definito “acrobatico, rigoroso, puro” -, hanno immaginato una serata intorno al tema dell’incontro tra musica e danza contemporanea che troverà il suo epilogo nella presentazione della coreografia Concerto, vero cavallo di battaglia del repertorio della compagnia, sul Concerto per clavicembalo BWV 1052 di J.S. Bach.

Il 10 febbraio saranno i danzatori della compagnia italiana Naturalis Labor a danzare sul palcoscenico del Teatro P. Ferrari di San Marcello. Declaraciòn è uno spettacolo in cui la sensualità e la storia di generazioni che hanno costruito il tango argentino si fondono nell'attualità della danza contemporanea compenetrandosi per raccontare storie, storie di uomini e donne che si amano. Con la leggerezza che gli è propria, con un approccio scenico limpido e sempre leggibile, Naturalis Labor intreccia le storie di cinque personaggi che vogliono dichiararsi in un continuo 'intreccio' ironico e poetico. Tra gli interpreti due splendidi danzatori argentini: Walter Cardozo e Margarita Klurfan, due tangueros che hanno accettato la sfida di confrontarsi con il codice della danza contemporanea.

La danza torna al Teatro Pergolesi con due appuntamenti consecutivi. Il 22 febbraio con Elisa Monte Dance. Elisa Monte si forma grazie agli insegnamenti di Martha Graham, grande coreografa che ha dato vita alla danza americana contemporanea. Da lei impara la disciplina, lo studio ma anche l’importanza dello spazio dedicato alla pura immaginazione. La compagnia che Elisa Monte fonda nel 1981 vuole essere un modo per non tradire l’eredità della Graham, un insieme di meditazione e rigore preso dalla tradizione classica, unito alla ricchezza che ogni singolo danzatore può dare grazie al suo bagaglio etnico e personale. Basandosi su una filosofia secondo la quale le barriere culturali possono essere superate usando il comune linguaggio della danza, questa compagnia ha ottenuto importantissimi riconoscimenti internazionali, esibendosi in tutto il mondo. Superbi danzatori provenienti dai più svariati paesi e formati presso scuole diverse caratterizzano l’attività di questo gruppo che coniuga istinto e passione, tecnica e sperimentazione.

A marzo (data da definire) sarà la volta di un classico di tutti i tempi, Il lago dei cigni coreografia di Marius Petipa su musica di Cajkovskij. A portarlo in scena il Balletto Nazionale di Sofia, una delle più prestigiose compagnie europee formata da eccellenti danzatori di scuola classica. “La ballerina in tutù bianco e corto, con il braccio alzato e il palmo della mano rivolto all’esterno, simili al lungo collo e alla testa di un cigno, rimanda, senza possibilità di equivoci, al mondo incantato del balletto e al balletto per antonomasia: Il lago dei cigni (1895)”, scrive Marinella Guatterini, uno dei massimi esperti di danza, su “L’ABC del balletto”.

Il 24 marzo sarà la volta al Teatro Comunale di Montecarotto di Rbr Dance Company con Openspace, coreografia di Cristiano Fagioli. Openspace, inteso come spazi aperti e infiniti, è un emozionante viaggio alla scoperta delle meraviglie del cielo dove giocano un ruolo importante le suggestive sonorità e i raffinati effetti di luce e colore che portano i danzatori a creare, sotto lo sguardo rapito dello spettatore, situazioni dentro i quali i loro corpi ci appaiono spinti da forze misteriose. Una danza aerea spettacolare in cui il volo immaginario dei protagonisti diviene rincorrersi frenetico e armonico, dove la modernità del ritmo si sposa con l’eleganza classica dei gesti e la carica espressiva che pervade gli interpreti incendia il pubblico. I danzatori mostrano grandi acrobazie, giri, estensioni di gambe e velocità di piedi e gestiscono la contorsione in modo spettacolare: un’ intensa carica di energia positiva, capace di regalare forti emozioni

. La conclusione della stagione il 19 aprile è affidata – al Teatro Pergolesi - alla compagnia Tangokinesis. Con Ana María Stekelman – coreografa e fondatrice della compagnia - la tradizione del tango argentino si rivela assolutamente inedita, attraverso un rigoroso ripensamento coreografico-stilistico pur nella precisione filologica di base. Il risultato di questa ricerca, che ha richiesto più di dieci anni, è la fondazione nel 1991 di Tangokinesis la cui caratteristica principale non è solo la fusione di due linguaggi coreografici, ma anche l’incontro di due differenti background artistici dei danzatori: le ballerine hanno una formazione classico-accademica, mentre i ballerini una formazione specifcamente tanguera, che fondono però in una sintesi davvero perfetta e assolutamente unica. Da allora la compagnia argentina ha viaggiato e tenuto spettacoli in tutti i più famosi festival e teatri del mondo riscuotendo un sempre crescente successo.

Informazioni: Fondazione Pergolesi Spontini tel. 0731 215643, marketing@fpsjesi.com, www.fondazionepergolesispontini.com.
Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi: orario dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30, festivi e lunedì chiuso tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 ottobre 2006 - 1982 letture