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Berti: è la coalizione a decidere, non i singoli esponenti

3' di lettura 30/11/-0001 -
A pochi mesi dal voto per le elezioni comunali del 2007 a Jesi si dibatte ancora se fare o meno le primarie per la scelta del candidato a Sindaco.

da Giorgio Berti
Presidente Margherita Jesi


L’ufficio di presidenza della Margherita di Jesi ha già affrontato la questione in una riunione del 4 settembre u.s. quando fu approvato un documento in cui si dichiarò:
Centralità della verifica e progettazione dei futuri programmi amministrativi che sono fasi prioritarie rispetto alla scelta del sindaco che è a servizio di un progetto e non il contrario;
Adozione della prassi della riconferma del Sindaco in carica per il secondo mandato se vi è condivisione sul programma;
svolgimento delle primarie qualora il sindaco uscente non fosse riconfermato ed in questo caso la Margherita candiderà un proprio rappresentante.

Nel documento approvato auspicavamo la fine delle dichiarazioni generiche di singoli esponenti politici sul presunto sviluppo o declino della città. In queste settimane l’analisi più rigorosa è stata probabilmente quella dell’ex Sindaco e senatore Aroldo Cascia il quale ha analizzato l’operato di questa maggioranza caratterizzata da un elevato indice di programmazione che dovrà concretizzarsi in significative realizzazioni nei prossimi anni.

È assai facile produrre visibili operazioni di facciata se non si creano delle basi per uno sviluppo duraturo. Alcuni comuni, anche a noi vicini, stanno vivendo con difficoltà il presente dopo che in passato, precedenti amministratori, hanno indebitato l’ente comunale senza alcuna programmazione di lungo periodo.
Sono su queste basi che l’ufficio di presidenza della margherita di Jesi ha valutato positivamente le varie operazioni strutturali di lungo periodo su servizi sociali, ambiente, urbanistica, coordinamenti amministrativi di area vasta, cultura, organizzazione interna e sistematica riduzione del debito comunale.

Molti i settori su cui occorre migliorare ma la strada intrapresa è sostanzialmente quella giusta.
Per tornare sul tema delle primarie, ed in coerenza con quanto già discusso ed approvato dalla Margherita, preoccupa la genericità dell’ analisi sulla città, la genericità di presunti ampi schieramenti a sostegno di nuovi candidati sindaci, presunte trattative segrete per futuri accordi politici con alcuni partiti della coalizione.
O si è dentro i partiti o si è fuori: non si può giocare due fronti attaccando i partiti e contemporaneamente utilizzare alcuni di Jesi in virtù di un progetto di cui non si conosce ne il programma né i sostenitori che ancora non si conoscono. È la coalizione a decidere sul da farsi e non singoli esponenti e partiti.

Dopo un mese torniamo a chiedere a chi si candida in alternativa a Belcecchi quali posizioni contesta della attuale maggioranza: cosa pensa, ad esempio, l’ex assessore regionale Melappioni sul Progetto Quadrilatero, sulla azienda consortile servizi sociali, sulla perequazione urbanistica, sulle strategie di lungo periodo per la riduzione del debito comunale, sul progetto comunale di suolo, sul corridoio ecologico dell’ Esino, sulla priorità data in questi anni alla sicurezza statica degli edifici scolastici rispetto ad altri lavori pubblici probabilmente più visibili. Questi solo alcuni delle questioni su cui non si può continuare a dire in eterno che la città è in declino.

In riferimento a presunti esponenti della Margherita jesina che avrebbero avviato trattative al di fuori della segreteria, questa presidenza non è a conoscenza di alcuna iniziativa, ma il regolamento del partito è chiaro: chi si muove al di fuori di un mandato esplicito dell’ufficio di presidenza sarà segnalato agli organi disciplinari regionali della Margherita a meno che non si scelga un altro progetto politico in modo trasparente e pubblico.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 ottobre 2006 - 1352 letture

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