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Falconara: sviluppo e lavoro i temi al convengo di filosofia

2' di lettura 30/11/-0001 -
Che rapporto si instaura tra Lavoro e Sviluppo? Come far fronte alla sempre maggiore importanza dell’economia sulla politica? E ancora: ci sono alternative ai modelli di sviluppo adottati finora? Interrogativi che sono riusciti ad attirare un gran numero di persone al Centro Pergoli per il convegno “Lo sviluppo in questione”.

dal Comune di Falconara
www.comune.falconara-marittima.an.it


La due giorni (mercoledì 8 e giovedì 9 novembre) organizzata da FalconaraFilosofia, il centro di cultura e pratica filosofica nato da una collaborazione tra il Comune di Falconara e il Dipartimento di Filosofia e Scienze umane dell’Università di Macerata, è riuscita a catalizzare l’attenzione su un tema che tocca non soltanto le relazioni internazionali ma condizionano anche il nostro vissuto quotidiano.

“Se lavoro e sviluppo sono forze dinamiche per eccellenza – ha spiegato Francesco Totaro, docente di filosofia morale all’Università di Macerata, introducendo il convegno – si tratta di capire come nel loro dinamismo siano coinvolte le forme dell’umano e se la loro trans-formazione, possa essere orientata alla forma che più di ogni altra interessa, la forma o la capacità formativa dell’uomo”.

Insomma, un confronto tra tesi di vari orientamenti, di riflessioni tra parole chiave come “tecnologia”, “globalizzazione”, “energia”, “sostenibilità” per tradurre lo sviluppo in reale progresso per tutti.

Secondo Giorgio Ruffolo, da anni impegnato sul fronte della riflessione sulle possibilità alternative dello sviluppo, “l’economia di mercato non deve essere soppressa, ma ricondotta entro una società non di mercato”. Ruffolo individua tre direzioni per lo sviluppo alternativo: l’equilibrio con la natura, con il relativo abbandono dell’ideale di crescita come principio guida dell’azione sociale, un’economia basata sulla solidarietà e sulla cooperazione anziché sulla competizione, e l’apertura di una nuova frontiera del progresso: quella dello sviluppo culturale. “Una nuova bussola – ha spiegato lo studioso – del percorso sociale al posto dello screditatissimo PIL, non per misurare oggettivamente il grado di felicità realizzato da ogni paese ma per esprimere in forma sintetica gli obiettivi essenziali di buona vita, di una società sana”.

E poi. La tesi radicale della “decrescita” di Serge Latouche, lo sviluppo qualitativo, il territorio come soggetto dello sviluppo, i suoi rapporti con la governance fino ad arrivare alla tavola rotonda conclusiva dedicata a “Sviluppo e governance”, con la presenza, tra gli altri, di Gianfranco Bologna in qualità di responsabile del WWF Italia e il coordinamento di Armando Massarenti per “Il Sole 24 ore”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 novembre 2006 - 1259 letture

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