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San Marcello: si apre il sipario sulla stagione del Teatro Ferrari

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Si apre il sipario sabato 25 novembre sulla stagione del Teatro Ferrari di San Marcello - realizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini e dall’Amat con il contributo della Banca Popolare di Ancona – con lo spettacolo La turnata di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta (che ne è anche l’interprete) della Compagnia Teatro dell’Argine.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com
Il lavoro è una ideale seconda parte di Italiani Cìncali! spettacolo con cui il giovane narratore ha già girato mezza Italia, riscuotendo ovunque consensi. Ma La turnàta è un lavoro autonomo ed indipendente dedicato all'emigrazione italiana in Svizzera, legato solo dall'afflato investigativo, quello cioè di ripercorrere la memoria di storie che sembrano lontanissime nel tempo ed invece sono accadute nemmeno quaranta anni fa. Lo spettacolo è il racconto del ritorno a casa nel 1969 di una famiglia di emigrati in Svizzera: un viaggio di 1.400 chilometri da Zurigo a Lecce, un’avventura epica agli occhi di Nino, bambino di nove anni.

Scrive Mario Perrotta nelle note allo spettacolo: “Se sei emigrante la prima cosa che ti devi imparare è che nna enùta (una venuta) è solo nna enùta, mentre la turnàta è per sempre...- Due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la differenza è fondamentale. Me l'hanno spiegata con parole semplici ma inequivocabili. Nna enùta, è nna fesseria, il tempo di guardarsi attorno veloci, senza mettere a fuoco i luoghi e le facce, per ripartire subito e dimenticare. La turnàta, invece, è altra cosa...vuol dire che hai raggiunto l'obiettivo, ti sei sistemato, puoi mettere a fuoco, ricordare le facce e i luoghi perché ora stai per tornarci, definitivamente. Nna enùta è nna fesseria, la turnàta è altra cosa! Vuole dire che ti sei sistemato…Ancora una volta loro parlano e io ascolto, registro cassette su cassette, raccolgo materiali, lettere, annoto sensazioni. Ma, soprattutto, cerco di tenere a mente gli sguardi, sono quelli che mi raccontano più di ogni parola, sono gli sguardi ciò che dovrò portare con me quando racconterò la loro storia.

E ognuno ha il suo di sguardo, frutto di vicende personali e familiari, frutto delle diverse esperienze lavorative, del livello di integrazione raggiunto all’estero. Anche il luogo scelto per emigrare sembra avere un peso: c’è un sguardo da Belgio, uno da Germania, uno da Svizzera, ma, soprattutto, c’è uno sguardo da enùta e uno da turnàta. Chi è rimasto e chi è tornato. Due categorie distinte e di facile comprensione. E alla fine degli anni sessanta molte erano le “venute”, magari anche con la macchina – …ché chi partiva in treno, tornava in macchina, sennò che tornava a fare…- magari con una macchina nuova multiaccessoriata -…versione Sport, pelliccia sui sedili, volante in pelle e doppia marmitta che tuona, per dare un sentimento di potenza a chi ti guarda…- , magari anche con la moglie bionda, biondissima, anche lei superaccessoriata -… ché chi partiva scapolo, tornava con la femmina, sennòche ci era andato a fare…- ma sempre di “venute” si trattava, per poi ripartire e dimenticare, come veri cìncali, zingari sì, ma zingari della memoria, senza una terra da chiamare “casa”.

Le turnàte invece erano poche ed erano un’avventura. Chiudere una vita passata all’estero in un camion e guardarlo partire quel camion. E poi accendere la macchina e seguirlo. Passare la frontiera. Arrivare sino a Bologna dove finisce l’autostrada. Arrivare nel Salento dove finisce l’asfalto. Arrivare a casa dove finisce tutto. Allora vuole dire che ti sei sistemato… Da Zurigo a Lecce i chilometri sono 1400. Un'avventura. Soprattutto se non hai un camion; soprattutto se non hai armadio, letti, corredo, servizi di piatti, pentole… soprattutto se la turnàta la fai non perché ti sei sistemato ma perché - ... gli svizzeri ti hanno fottuto! -; soprattutto se in macchina ci sono un nonno morto, un sindacalista e un bambino che ha vissuto cinque anni murato in una stanza. Un'avventura.”

Per informazioni e biglietti (10,00 e 5,00 euro): Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi 0731 206888, Amat 071 2072439, prevendita biglietti on line su www.fondazionepergolesispontini.com .
Prevendita presso tutte le filiali della Banca delle Marche. Prevendita telefonica con carta di credito: Hellò Ticket - Numero Verde 800.90.70.80 – da cellulare e dall’estero 06.48.07.84.00.
Inizio spettacolo ore 21.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 novembre 2006 - 1299 letture