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Cooperazione: convegno promosso da Legacoop, Istituto Gramsci e dal Comune

3' di lettura 30/11/-0001 -
Alla Fondazione Colocci di Jesi si è svolto il convegno "Democrazia e partecipazione: il caso della cooperazione”, promosso dall’Istituto Gramsci Marche, dal Comune di Jesi e da Legacoop Marche con la collaborazione di Coop. Adriatica

da Legacoop Marche


La democrazia e la partecipazione sono elementi di forza delle imprese cooperative, che le distinguono da quelle capitaliste.
Il rafforzamento di queste qualità produce miglioramenti anche sull’efficienza e sulla competitività.
E’ l’orientamento emerso nell’incontro “Democrazia e partecipazione: il caso della cooperazione”, promosso dall’Istituto Gramsci Marche, dal Comune di Jesi e da Legacoop Marche con la collaborazione di Coop Adriatica e che si è svolto alla Fondazione Colocci di Jesi.

“Il tema della democrazia e della partecipazione – ha detto il direttore di Legacoop Marche, Stefania Serafini – sono da sempre elementi fondanti per le nostre cooperative e sarà uno dei temi del prossimo congresso nazionale e regionale di Legacoop.
Crediamo, infatti, che questa nostra forte specificità sia uno degli elementi che favoriscono lo sviluppo delle imprese”.
Secondo Enzo Pesciarelli dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona, “all’interno delle cooperative si trovano comportamenti più solidali rispetto alle imprese capitalistiche e un’impresa con una forte democrazia è certamente più efficiente.
I lavoratori delle cooperative hanno un forte interesse personale a monitorare il lavoro degli altri, c’è una maggiore occupazione, minor assenteismo e meno problemi nel ricambio generazionale.
La partecipazione è un elemento caratterizzante di questo tipo d’impresa che va rafforzato, non indebolito”.
Per l’assessore regionale alla Cooperazione, Pietro Marcolini, “un’impresa socialmente responsabile, come è negli obiettivi dell’impresa cooperativa, è certamente un elemento fondamentale di una democrazia economica.
Anche per questo e per favorire lo sviluppo delle coop, stiamo pensando con le Centrali cooperative ad un’iniziativa legislativa che permetta di riorganizzare gli interventi che interessano, a livello regionale, i settori in cui operano le cooperative”.

Il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi, ha ricordato come “a volte il mondo della cooperazione sia visto come la valvola di sfogo della contrazione dei costi perché offre flessibilità e costi certamente inferiori a quelli che sosterrebbe l’Ente pubblico.
Credo che sia un errore delle amministrazioni. Noi stiamo cercando di operare nel lato dei servizi sociali per garantire quanto più possibile certezza delle risorse. Un passo che apre però anche una sfida al mondo delle cooperative che devono riprogettarsi per offrire un servizio di qualità ed efficace”.
Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica, ha ricordato “la palese dicotomia fra il peso economico raggiunto dalle cooperative e il giudizio, a volte ingeneroso, della pubblica opinione su queste imprese. Risultati raggiunti, invece, proprio per la forza della partecipazione dei lavoratori e per il legame imprescindibile, che c’è in queste aziende, fra efficienza economica e solidarietà sociale”.

Mario Salani, Università di Roma, ha sottolineato come “governance e identità sono due concetti sempre al centro dell’attenzione nelle imprese cooperative insieme a quelli di mutualità e di partecipazione. Il deficit di partecipazione, che si può trovare in alcune coop, è dovuto all’influenza di un contesto generale in cui il bisogno viene sostituito dall’interesse”.
Per Alberto Zevi, Università di Roma, “le cooperative portano i bisogni di più persone sul mercato e questo è il loro principale contributo alla democrazia economica perché, in questo modo, accrescono la concorrenza e colorano il mercato dei bisogni delle persone”.
Maurizio Di Cosmo della Cgil ha auspicato che possano essere intensificati i rapporti fra sindacato e cooperative, “imprese in cui – ha detto Di Cosmo – i soci lavoratori si trovano a dover affrontare sia le giuste istanze imprenditoriali sia quelle sindacali”.
All’iniziativa hanno portato la loro esperienza di partecipazione, all’interno delle imprese, i rappresentanti delle cooperative Luis di Monterado, Futura e Cooperlat di Jesi, Coos Marche di Ancona, Moncaro di Montecarotto.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 novembre 2006 - 1247 letture

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