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Sfiorata la soglia dei 40 mila abitanti per Jesi

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Ad un passo da 40 mila abitanti, traguardo che sarà raggiunto verosimilmente entro questo mese di dicembre.

dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it

La lenta ma costante crescita della popolazione jesina si avvicina dunque a raggiungere la fatidica soglia preventivata ad inizio anno, riportando la città ai livelli degli anni ’80.

Al 30 novembre scorso risultavano iscritti all’anagrafe ben 39.976 cittadini (19.168 maschi e 20.808 femmine), 29 in più rispetto al mese precedente e ad appena 26 unità per toccare quota 40 mila. In aumento le nascite (30, praticamente una al giorno) che ha ridotto il rapporto con i decessi (40) a -10. In crescita anche le nuove iscrizioni (103, di cui 87 da altri Comuni e 16 dall’estero) che hanno contribuito al saldo attivo a fronte di minori cancellazioni (64, di cui 60 in altri Comuni e 4 all’estero).

Gli stranieri residenti a Jesi sono ufficialmente 2400, pari al 6% della popolazione complessiva, la più bassa percentuale di tutta la Vallesina ed in media con la provincia. Tra essi, le comunità più rappresentate sono quelle dei rumeni e degli albanesi (poco meno di 300), seguite da quella dei tunisini (230) e dai marocchini, cingalesi, nigeriani e cinesi (intorno ai 160). “In linea con una crescita avviata dalla fine degli anni Novanta - ha sottolineato l’assessore ai servizi demografici Antonio Balestra - Jesi si conferma come una realtà strategica all’interno di un territorio ricco di opportunità per occupazione, servizi, qualità della vita. Il traguardo dei 40 mila abitanti che ci apprestiamo a tagliare non è solo un aspetto di natura statistica, ma una occasione di ulteriore stimolo per riflettere sulle compatibilità urbanistiche, sociali e culturali, al fine di offrire risposte sempre più ampie ai bisogni di una comunità che cresce.

Credo che questa Amministrazione comunale, con il nuovo piano regolatore dove si privilegia uno sviluppo sostenibile e l’edilizia sociale, con la qualità dei servizi sociali e culturali erogati, con scelte di riqualificazione dei borghi storici come quelle che stiamo pensando per San Giuseppe, il Prato e via Roma, abbia già ben chiaro il concetto di una comunità che riesce a progredire in forma solidale, confermando il suo ruolo di prestigio acquisito nel territorio e nella regione. Il diffuso associazionismo presente, sono certo, saprà ulteriormente offrire risorse aggregative importanti per una società più coesa e più unita”.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 dicembre 2006 - 1306 letture