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Falconara: i precari chiedono un fondo di solidarietà

3' di lettura 30/11/-0001 -
Diritti uguali per tutti, livello salariale quantomeno parificato, sussidio di disoccupazione. Le rivendicazioni partono dai quadri generali della Nidil-Cgil riunitisi ieri a Roma con la presenza di una delegazione dei Precari di Falconara. Che il sindacato stia muovendo i primi passi lo si è capito alla perfezione.

dai Precari Falconara
www.falcoprecari.blogspot.com


Obiettivo: vincere il fenomeno della precarietà in quella che lo stesso segretario generale Guglielmo Epifani ha definito “una sfida epocale”. Il tutto nel sentiero che deve portare alla stabilizzazione del Lavoro. I FalcoPrecari hanno portato ancora una volta, dopo l’intervento del nobel Dario Fo e le uscite su La Repubblica e sul Manifesto, il caso-Falconara alla ribalta nazionale con la loro testimonianza davanti ai vertici del ramo Cgil che si occupa delle nuove identità lavorative. L’intervento di un delegato dei precari falconaresi, che ha parlato alla platea stracolma anche di lavoratori atipici provenienti da tutta Italia, ha destato sorpresa e sgomento nei presenti per l’assurdità della situazione venutasi a creare.

Gruppi di precari da varie parti d’Italia, anche dopo l’intervento, hanno chiesto approfondimenti al rappresentante falcoprecario. Una buona occasione per stringere rapporti di collaborazione ed informazione con le altre realtà sparse per il paese. In tanti hanno chiesto di essere inseriti nella mailing list del blog per essere così costantemente informati sull’evolversi della querelle. Durante la giornata, oltre 40 i relatori: operatori di call center, infermieri interinali, co.co.co., co.co.pro. tra proroghe infinite, false promesse di stabilizzazione per imbonire i lavoratori e tutte quella vasta gamma di situazioni che i precari italiani sono costretti a subire. Insomma qualcosa si muove a livello nazionale in merito al precariato dove “il dramma non sta nel presente, ma nell’incertezza del futuro”. Epifani ha anche stigmatizzato il pensiero secondo il quale “tutto ruota attorno all’impresa, il lavoro è considerata una merce e il prezzo della competitività è pagato dai lavoratori, in particolare le fasce più deboli come giovani e donne.”

E proprio ieri, sempre a Roma Cgil, Cisl e Uil hanno diramato un comunicato unitario dove si ribadisce la lotta unitaria contro il precariato. Per quanto riguarda il settore pubblico, Carlo Podda, segretario generale del comparto, si è spinto oltre: CREARE UN FONDO DI SOLIDARIETÀ, ATTINGENDO DALLA PRODUTTIVITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI, PER STABILIZZARE I PRECARI, VOTO DEI PRECARI NELLA COMPOSIZIONE DELLE RSU, RAPPRESENTANZA SEPARATA PER I CO.CO.CO. Podda lancia inoltre un monito alle Amministrazioni: “non credano, una volta che sarà tolto il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, di passare per concorsi ed assumere nuove clientele. Questo non lo consentiremo e ci vorranno i caschi blu per convincerci del contrario”.

Un tavolo tutto in salita e di possibile scontro. Il sindacato è parso però consapevole dell’inevitabilità di giocare la partita alla luce anche di una Finanziaria che “ha portato segnali positivi di discontinuità – secondo Filomena Trizio, segretaria nazionale Nidil – e processi di cambiamento” e in vista dell’imminente tavolo di trattativa sul pubblico impiego dove il superamento del precariato “sarà obiettivo centrale”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 febbraio 2007 - 1487 letture

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