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Ancona, Osimo e Falconara producono troppi rifiuti

3' di lettura 30/11/-0001 -
16 Comuni del bacino 1 della provincia di Ancona (Ancona, Falconara e Osimo i più grandi) producono troppi rifiuti: 607 chili a testa ogni anno, ben oltre la media nazionale; e ne differenziano solo il 20%. Con le discariche in via di esaurimento manca poco all’emergenza.

da Coordinamento Comitati Difesa Territorio Provincia di Ancona
www.greenpeace.it/local/ancona


Che fare? Conero Ambiente, il consorzio pagato dai 16 comuni per affrontare il problema, propone la soluzione più vecchia del mondo: bruciare. Con l’impianto ipotizzato ad Ancona si produrranno rifiuti per gli inceneritori, si continuerà ad aver bisogno di grandi volumetrie in discarica e non si recupereranno risorse preziose per le future generazioni.

Tutto questo con un enorme costo a carico dei bilanci comunali. Il Coordinamento per la Difesa del Territorio della Provincia di Ancona è convinto che la scelta andrebbe contro la tutela della salute e dell’ambiente e soprattutto sarebbe antidemocratica non avendo previsto in alcun modo l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. Il Coordinamento ha così invitato i Sindaci a discutere sulle concrete strategie alternative. L’occasione in un incontro pubblico il prossimo 21 febbraio dove relazionerà il professore americano Paul Connett, esperto degli effetti dell’incenerimento e promotore della Strategia Rifiuti Zero.

Anziché proporre un piano completo, dalla riduzione alla raccolta, dal riciclaggio allo smaltimento finale, Conero Ambiente fa un’unica proposta parziale, costosa e dannosa per la salute e l’ambiente. L’impianto di trattamento che dovrebbe localizzarsi ad Ancona permette poco compostaggio e poco riciclaggio.

Gran parte di ciò che produrrà sarà combustibile da rifiuti (CDR) da avviare a incenerimento e altri materiali di scarsissimo valore che probabilmente finiranno in discarica. L’impianto costerà ai Comuni quasi 14 milioni di Euro, più altri 8,6 milioni per una nuova discarica.

Un enorme spreco di risorse pubbliche per trasformare i rifiuti in ulteriori rifiuti più pericolosi come ceneri, fumi tossici, acque inquinate, diossine e nanoparticelle cancerogene. Oltre al CDR l’impianto produrrà altri materiali il cui utilizzo non è noto e che probabilmente finiranno nella nuova grande discarica che si prevede di realizzare. Poco o niente si farà per la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio.

Sì perché il Consorzio punterà a differenziare solo il 35%, mentre la nuova Legge Finanziaria ha fissato obiettivi del 40% entro la fine di quest’anno e ben il 60% entro 4 anni. Tutte le esperienze dimostrano che solo la raccolta porta a porta permette questi risultati.

Il Coordinamento, che rappresenta comitati, associazioni e centri sociali locali, ha spedito una lettera agli amministratori locali (Sindaci e Assessori comunali, Presidenti e Assessori di Regione e Provincia) per esprimere tali preoccupazioni, per invitarli a pensare alle alternative possibili prima di spendere così tante risorse pubbliche e soprattutto a partecipare alla conferenza del professor Paul Connett, docente di chimica ambientale all’Università St. Lawrence di New York, uno dei massimi esperti di emissioni ed effetti sanitari dell’incenerimento.

Il Prof. Connett è anche il promotore della Strategia Rifiuti Zero, un approccio concreto che permette di non mandare in fumo le risorse contenute nei rifiuti e di riciclare più volte i materiali riducendo il bisogno sia di preziose materie vergini che di energia, con l’ulteriore vantaggio di creare nuove attività economiche e soprattutto nuovi posti di lavoro. Gli amministratori sono stati chiamati a dire pubblicamente se condividono con il Coordinamento questa strategia.

L’appuntamento è il 21 febbraio ad Ancona (facoltà di Economia - Villarey) alle ore 18. La stessa conferenza si ripeterà la sera a Monte San Vito (Centro Carlo Urbani) alle ore 21.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 febbraio 2007 - 1589 letture

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