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Jesi e Monsano comuni virtuosi nell'uso dell'energia rinnovabile

2' di lettura 30/11/-0001 -
Successo del comune di Jesi e del comune di Monsano nella classifica dei comuni italiani rinnovabili. Ieri a Roma è stato presentato da Legambiente il rapporto “Comuni rinnovabili 2007”, la mappatura della diffusione delle fonti d’energia pulita nel territorio italiano.

da Leonello Negozi
Circolo Legambiente “Azzaruolo”


Il comune di Jesi risulta al 13o posto riguardo al solare termico installato nell'edilizia comunale, mentre il comune di Monsano risulta nella stessa classifica redatta però tra i piccoli comuni italiani, cioè tra i comuni con meno di 5.000 abitanti, al 17o posto.

Il comune di Monsano si piazza, inoltre, al 32o posto nella classifica dei piccoli comuni che hanno installato il solare fotovoltaico nelle strutture comunale ed al 61o posto nella classifica del solare fotovoltaico installato nel proprio territorio.

Siamo sulla buona strada – è il commento di Leonello Negozi presidente del Circolo Legambiente Azzaruolo di Jesi – nella Vallesina ci sono tutte le condizioni e le convenienze per investire nelle fonti rinnovabili, grazie agli incentivi introdotti dal governo con l’ultima Finanziaria ed anche grazie alle agevolazioni del comune di Jesi e della Banca Popolare di Ancona per i privati e le aziende che vogliono installare impianti di energia alternativa.

L’Italia deve puntare sulle rinnovabili come politica industriale e energetica – aggiunge Sauro Mosca responsabile del settore energia del Circolo Legambiente Azzaruolo - per raggiungere l’obiettivo UE del 25% d’energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2011”.

Rapporto Comuni rinnovabili 2007

Alla base della ricerca di Legambiente c’è l’obiettivo di capire il processo di diffusione che stanno avendo nel territorio italiano le “nuove” rinnovabili, ossia il solare fotovoltaico e termico, l’eolico, i piccoli impianti idroelettrici, la geotermia, le “vere” biomasse. Perché sono qui le potenzialità e le opportunità per far crescere dall’attuale 19% al 25% al 2011 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come previsto dalla Direttiva Europa e dallo stesso programma del Governo.

Realizzare quell’obiettivo avrebbe un effetto straordinario non solo in termini di riduzione dei consumi e delle importazioni di fonti fossili, ma anche in termini di innovazione e creazione di posti di lavoro, permetterebbe finalmente un inversione di tendenza rispetto all’andamento delle emissioni di CO2 – principali responsabili dei cambiamenti climatici del Pianeta - che a differenza di quanto stabilito con il Protocollo di Kyoto sono aumentate in Italia dal 1990 ad oggi del 13% invece di ridursi del 6,5%.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 febbraio 2007 - 1587 letture

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