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libri & cultura: Un indovino mi disse

3' di lettura 30/11/-0001 -
Torna l'angolo dedicato ai libri di Vivere Jesi, affidato a Rossella Petrolati che ogni mese ci consiglierà un libro.
Iniziamo con Un indovino mi disse di Tiziano Terzani.

di Rossella Petrolati


"Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai.".
Questa la profezia di un indovino consultato per curiosità ad Hong Kong, nel 1976.
C’era del tempo per decidere se prenderla sul serio oppure dimenticarsela.

Gli anni scorrono in fretta, la vita di Terzani, scettico curioso, percorre e racconta l’Asia, il mondo che cambia, ne mostra le contraddizioni; cadono i miti della Cina di Mao, il muro di Berlino, l’URSS. Il 1992 è alle porte, lo scetticismo estremo della gioventù viene rimpiazzato dalla saggezza asiatica: “non mettersi contro al destino, ma piegarcisi”.

Terzani è un fiorentino razionale ed estremamente curioso, e non resiste alla tentazione di raccogliere questa sfida: fare il giornalista, in Asia, senza volare, per un anno intero, l’anno degli indovini! Infatti quest’anno si trasforma in una spola continua, da una capanna all’altra, da un tappeto all’altro, bonzi, streghe, calcoli e letture dello zodiaco eseguite seguendo calcoli complicatissimi, tecniche che si tramandano da millenni, saggezza in via d’estinzione che si mescola e convive con i nuovi stili occidentali che rapidamente trasformano le città e le abitudini dell’Asia.

Il ripercorrere gli spazi “percorrendoli”, gli regala una percezione spazio-tempo che sfugge al viaggiare veloce, il processo catartico che si subisce durante il viaggio, le lunghe ore “vuote” in treno, in nave, tutte fatte di riflessioni su se stessi, sul mondo, tutte fatte di incontri ravvicinati con piccoli personaggi incrociati per caso, di vestiti, colori, battute, di cui ci troviamo ad essere spettatori, e che ci “preparano”al luogo che stiamo raggiungendo, si perdono nel volo di poche ore nella business class.

L’Asia che aveva conosciuto e amato Terzani, quasi non esiste più, scappa dalle città che aveva amato e da cui aveva imparato, dove le locande e le tradizioni sono rimaste nell’angolo più sporco, appannaggio dei derelitti; per gli altri c’è l’abito scuro che distingue l’uomo d’affari rispettabile. Più che mai ora, sui cargo per passare da un paese all’altro via mare, o sulla transiberiana, si vede il mondo che cambia: la scomparsa delle navi passeggeri o la mitica golden class della transiberiana diventata un biscione di birmani stracarichi di merci, contrattate dai finestrini ad in ogni stazione, dalla Cina alla Russia.

Terzani ci regala una bella riflessione sulla relatività e il valore delle credenze e delle tradizioni. Dopo oltre dieci anni questa riflessione non perde la sua attualità, in mezzo alle tecnologie, alle informazioni, possiamo non perdere la nostra identità, con la capacità di guardare negli angoli delle città, dove qualcosa di “vero” si conserva sempre; possiamo non perdere la capacità di pensare all’esistenza di soluzioni alternative, non perdere la capacità di dominare le correnti trovandovi una nostra singolare collocazione.

Titolo
Autore
Prezzo
Pagine
Anno
Editore
Un indovino mi disse
Tiziano Terzani
EURO 8,60
428 p., brussura
2006
TEA
Lo trovi su:


Lo trovi nelle seguenti biblioteche della provincia di Ancona: Comunale di Chiaravalle, Comunale di Cini-Osimo, Comunale di Falconara, Comunale Planettiana-Jesi, Comunale di Montemarciano, Comunale di Numana, Comunale Antonelliana-Senigallia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 febbraio 2007 - 14955 letture

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