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Belcecchi si ricandida: per proseguire nell'errore?

3' di lettura 30/11/-0001 -
In questi ultimi anni di travagliata storia cittadina abbiamo assistito a diverse “scelte fiduciarie” nei massimi incarichi da parte dell’attuale Sindaco, scelte sulle quali, nonostante le molte sollecitazioni, non ha mai fornito ai consiglieri comunali e alla cittadinanza tutta la benché minima plausibile spiegazione.

da Jesi nel cuore
jesinelcuore@libero.it


La legge conferisce sì al Sindaco facoltà di dare incarichi fiduciari, ma la delicatezza del caso lo dovrebbe obbligare moralmente, politicamente e oseremmo dire civilmente a illustrare le ragioni della propria scelta. Rimangono ad esempio tuttora oscure le ragioni che hanno condotto dopo l’esperienza fallimentare del direttore generale Enzo Corrado (esonerato dopo un anno di sole chiacchiere e con un lauto indennizzo), ad ospitarne un altro, pagandolo profumatamente (oltre 100 mila euro annui, con tanto di accessori quali alloggio, telefonino, buoni mensa, viaggi e trasferte per convegni di partito, ecc.) nella persona del dott. Stefano Gennai, che nel proprio curriculum oltre ai trascorsi politici di amministratore locale vanta solo la nomina a direttore di Borgo San Lorenzo (FI), un piccolo comune toscano di sole 13.000 anime (poco a nostro avviso per giustificare un incarico del genere). Altrettanto indecifrabili sono le reali motivazioni (o gli oscuri suggeritori … gli stessi del direttore?) che hanno portato alla guida del nostro, ormai frantumato, Servizio lavori pubblici l’ Arch. Antonio Ciccarini ( candidato di Forza Italia alle comunali di Chieti nel 2000 e braccio destro, con incarico fiduciario anche lì, dell’ex Sindaco di Chieti Nicola Cucullo, espressione del Nuovo Movimento Sociale, chiacchieratissimo nostalgico del fascismo), nell'unica sua breve, deludente esperienza professionale nel settore lavori pubblici di quella città abruzzese, testimoniata da una copiosa ed inquietante rassegna stampa locale.

Il recente dibattito comunale sulla richiesta revoca dell’incarico all’architetto Ciccarini ha dimostrato la sfiducia che unisce trasversalmente gli schieramenti politici anche verso questa scelta operata dal Sindaco (oltre verso quella del direttore generale), alla luce dei problemi non solo irrisolti ma addirittura creati sia all’interno della struttura comunale sia in città e di fronte al malessere generalizzato tra i funzionari e dipendenti del Comune (manifestato da agitazioni sindacali, ricorsi alla giustizia, etc.) i quali attendono inascoltati un cambiamento di rotta. Crediamo che in tale contesto sarebbe dovuto dal sindaco Belcecchi, che si vuole ricandidare al governo della città, una parola di chiarezza: è sua intenzione perseverare con queste scelte? È disponibile a cambiare metodo e persone? Può smentire la percezione che dietro ad alcune scelte esistano cordate di interessi che portano a privilegiare in pubblici incarichi non le persone più capaci e preparate ma quelle più “affidabili”?

Quella che solleviamo non è una questione di poco conto, lontana da problemi reali, perché è in gioco l’etica della politica, il rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati, l’uso corretto delle risorse pubbliche, il superamento di pure logiche di occupazione del potere in nome della trasparenza, dell’ascolto della cittadinanza e del rispetto della dignità di tutti i lavoratori della pubblica amministrazione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 febbraio 2007 - 1293 letture

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