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Giovedì andrà in scena Pergolesidanza con Elisa Monte Dance

4' di lettura 30/11/-0001 -
Giovedì 22 febbraio il Teatro Pergolesi di Jesi torna ad aprire le sue porte a Pergolesidanza, stagione di danza della Fondazione Pergolesi Spontini firmata nella direzione artistica da Federico Pupo e organizzata in collaborazione con l’Amat e con il contributo di Esaleasing - Gruppo BPU Banca Popolare di Ancona, della Provincia di Ancona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

da Amat


A danzare sul palcosceniico jesino sarà la prestigiosa compagnia newyorkese Elisa Monte Dance. Elisa Monte si forma grazie agli insegnamenti di Martha Graham, grande coreografa che ha dato vita alla danza americana contemporanea. Da lei impara la disciplina, lo studio ma anche l’importanza dello spazio dedicato alla pura immaginazione. La compagnia che Elisa Monte fonda nel 1981 vuole essere un modo per non tradire l’eredità della Graham, un insieme di meditazione e rigore preso dalla tradizione classica, unito alla ricchezza che ogni singolo danzatore può dare grazie al suo bagaglio etnico e personale. Basandosi su una filosofia secondo la quale le barriere culturali possono essere superate usando il comune linguaggio della danza, questa compagnia ha ottenuto importantissimi riconoscimenti internazionali, esibendosi in tutto il mondo. Superbi danzatori provenienti dai più svariati paesi e formati presso scuole diverse caratterizzano l’attività di questo gruppo che coniuga istinto e passione, tecnica e sperimentazione.

“Il mio nome all’anagrafe è Montemarano – scrive Elisa Monte - il nome della famiglia di mio padre, romana viene proprio da Montemarano, paese montano a est di Roma. Feci il mio primo viaggio in Europa molto giovane, e passai del tempo a Roma. Meraviglioso. Ho dei ricordi bellissimi, e ho ancora grandi amicizie qui, nate proprio durante quel viaggio. Sono felice di essere di nuovo in Italia. È stata Martha Graham ad aiutarmi a diventare una coreografa producendo il mio primo lavoro, Treading. Ho sempre saputo di voler essere una coreografa. Considero i miei anni con lei come un apprendistato nella coreografia. Mi ha caricato di molte responsabilità perché ero in grado di danzare molti dei suoi ruoli. Durante lo studio guardavo il suo modo di lavorare e ascoltavo il suo immaginario. Prima che Martha entrasse nello studio sapeva già come dare vita al suo immaginario, ai temi che aveva in mente o alla mitologia insita nel lavoro. Una volta entrata le sue intenzioni dominavano completamente le idee. Lasciava che il pezzo prendesse corpo in una forma libera. La mia più grande responsabilità nell’essere l’erede di Martha è la grande responsabilità di continuare la tradizione della danza americana, cui lei ha dato vita. Devo svilupparla ulteriormente e non limitarmi ad imitare quello che è accaduto nel passato. È difficile non rifarsi al passato per cercare delle risposte ma trovarne invece di nuove. La danza per me è meditazione, è un modo di concentrare la tua vita in un’azione che ti porta ad aumentare con più precisione la definizione di te stesso. Così un buon danzatore è definito non solo dalla propria tecnica, la tua intera vita deve essere cambiata per diventare un artista. La danza non è una cosa separata dal resto della tua vita. Non è una carriera. È parte della vita.”

Il programma presenta quattro coreografie, tutte firmate da Elisa Monte. Day’s Resudie, un racconto dei piccoli eventi della quotidianità sulla musica del compositore Vladimir Godar ‘apre le danze’. Si prosegue con Volkmann Suite, un’ode alla danza che si ispira alle immagini del famoso fotografo Roy Volkmann, il quale è solito ritrarre in modo sensuale i danzatori della compagnia. La serata continua con Tears rolling, un trio “intricato” che rappresenta i diversi aspetti del percorso emotivo di una donna, una riflessione sui suoi “sé” e per concludere Light Lies – pezzo commissionato dalla “ Josef and Anni Albers Foundation “ - rende omaggio a Josef Albers artista visionario del XX secolo ed alle sue teorie sul colore. Presentato per la prima volta in Europa al the Centre Georges Pompidou nel giugno del 2002, questo lavoro mostra “la sensualità e le vibrazioni del colore” attraverso le luci in contrasto con il bianco candore dei costumi.

Per informazioni e biglietti (da 10,00 e 28,00 euro): Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi 0731 206888, Amat 071 2072439, prevendita biglietti on line su www.fondazionepergolesispontini.com. Prevendita presso tutte le filiali della Banca delle Marche. Inizio spettacolo ore 21.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 febbraio 2007 - 2045 letture

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