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Monte San Vito: Mi differenzio, per una strategia di rifiuti zero

5' di lettura 30/11/-0001 -
Mercoledì sera, alla conferenza organizzata dal Coordinamento Difesa Territorio ad Ancona nel pomeriggio e a Monte San Vito la sera, si sono “differenziati” in tanti. E tutti hanno condiviso il nuovo approccio verso i Rifiuti Zero illustrato dal luminare prof. Paul Connett venuto da New York.

da Greenpeace-Ancona


Come illustrato nella premessa del Coordinamento, la situazione in provincia di Ancona è critica: produzione tra le più alte d’Italia, raccolta differenziata a solo 20%, fine dei rifiuti quasi esclusivamente in discarica. Tuttavia, quello che viene proposto ai cittadini sono sempre grandi impianti: di incenerimento, di selezione o di discarica, fotocopie di progetti sparsi un po’ in tutta Italia.

La scelta tra inceneritori e discarica nella gestione dei rifiuti nasconde però un grande inganno. Sottintende infatti un approccio sbagliato al problema che non lo affronta all’origine. Occorre cambiare strada adottando la Strategia Rifiuti Zero che non prevede né l’incenerimento né grandi discariche.

Quindi no all’impianto da 14 milioni di Euro proposto dal consorzio Conero Ambiente per i 16 comuni del bacino 1 della provincia di Ancona (impianto troppo orientato alla produzione di CDR un combustibile di rifiuti destinato all’incenerimento e alla produzione di materiali da discarica e poco orientato al compostaggio e riciclaggio) e no a una nuova grande discarica del costo di altri 8,6 milioni.

Sì invece alla Strategia Rifiuti Zero. Connett è stato chiaro e concreto: l’obiettivo è di smaltire in discarica zero rifiuti entro un periodo di tempo ben preciso 2020. Come realizzarlo in pratica? Per prima cosa affrontare il problema dei rifiuti a monte, prima che si producano.

Soluzioni tante: diffusione della vendita alla spina, autocompostaggio domestico, abbandono dell’usa e getta o sostituzione con materiali biodegradabili derivati dal mais, un sistema di pagamento proporzionato alla quantità di rifiuti prodotti, centri per il riuso e la riparazione dei beni durevoli.

Fatto il possibile per ridurre i rifiuti, occorre separarli. Il professore della St. Lawrence University ha incalzato sul sistema di raccolta. L’unico modalità per recuperare grandi quantità di rifiuti è il porta a porta: un bidone per i rifiuti umidi (che verranno avviati a compostaggio), uno o più bidoni per i rifiuti secchi (carta, vetro, plastica, alluminio che verranno avviati a riciclaggio) e uno per i residui.

Sui residui una precisazione: sono oggetti non riciclabili a causa di cattiva progettazione industriale; e un ammonimento all’industria: ciò che non possiamo riutilizzare, riciclare o compostare, l’industria non dovrebbe affatto produrlo. Il residuo viene trattato con un sistema “a freddo” e quel minimo che resta viene smaltito in discarica.

Nel tempo però questa quantità sarà sempre minore se si affianca il sistema a un centro di ricerca per studiare come rendere i materiali residuali più riciclabili. Rifiuti Zero permette anche la creazione di nuovi posti di lavoro (per il riuso, la riparazione, la raccolta domiciliare, la ricerca) e nuove attività di impresa (per il compostaggio e il riciclaggio).

I cittadini, in centinaia intervenuti ai due appuntamenti di Ancona e M.S.Vito, erano entusiasti del nuovo approccio proposto. Tutti gli amministratori intervenuti al dibattito hanno condiviso la Strategia Rifiuti Zero, dall’assessore provinciale Quercetti all’assessore di Falconara Brunelli, dal Sindaco di M.S.Vito a quello di Polverigi. Anche l’assessore Benaducci del Comune di Ancona (dove è ipotizzato l’impianto di Conero Ambiente per il bacino 1) che si è dichiarato disponibile al dialogo con il Coordinamento perché ancora l’impianto è solo un’ipotesi sottoposta ad aggiornamento.

L’Ing. Pacchiarotti direttore del Consorzio ha spiegato infatti che è in corso un adeguamento dell’ipotesi ai nuovi obiettivi dettati dalla finanziaria 2006 (40% di raccolta differenziata entro il 2007 e 60% entro il 2011). Tuttavia quello che preoccupa il Coordinamento è che la tipologia impiantistica non sembra in discussione prevedendo comunque la produzione di CDR e soprattutto che non esiste ancora un piano sulla raccolta dei rifiuti. Il direttore del consorzio ha affermato che la raccolta porta a porta costa troppo.

I dati e le esperienze da tutto il mondo e anche da tutta Italia dimostrano l’esatto contrario. Connett ha spiegato che il porta a porta toglie dalle discariche fino all’80 e più di rifiuti, quindi ai costi di raccolta superiori si contrappongono costi di smaltimento minori: il risultato è un risparmio complessivo. Ogni chilo di rifiuti in più per la raccolta differenziata costituisce un chilo in meno conferito ai gestori delle discariche e degli inceneritori.

Probabilmente la Strategia Rifiuti Zero che è vicina ai cittadini e all’ambiente dà fastidio ad interessi di singoli privati o di enti pubblico-privati che gestiscono questi impianti… Sostenuto dai cittadini e dagli amministratori che lo seguono nelle sue iniziative, il Coordinamento (comitati, associazioni ambientaliste e centri sociali uniti per difendere il territorio e la salute dei cittadini) prosegue lungo la strada che evita di non mandare in fumo decine di milioni di Euro e che permette di preservare le risorse anche per le future generazioni. La strada verso Rifiuti Zero.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 febbraio 2007 - 1323 letture

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