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Un convegno sulla logistica organizzato dal Rotary

3' di lettura 30/11/-0001 -
Logistica significa allungare la catena del valore della merce riducendo il numero degli attori”. Questo è a parere di Rocco Giordano, coordinatore del Piano Nazionale della Logistica ed uno dei massimi esperti italiani sul tema, il significato di fare logistica in Italia. Il tema della competitività dei territori e della loro capacità di fare rete è stato il tema centrale che è stato affrontato nel corso del convegno: “La piattaforma logistica interportuale dell’Italia centrale”, tenutosi presso la sede di Interporto Marche spa a Jesi.

dal Gruppo Camera Work
www.gruppocamerawork.it


Il convegno organizzato dal ‘Rotary Club Ancona - Riviera del Conero’ è stato un momento di approfondimento sulla capacità dell’Italia centrale di porsi come punto di riferimento infrastrutturale nei confronti degli scambi commerciali sulla direttrice est-ovest e nord – sud. Con la partecipazione di esperti, tecnici, politici, operatori economici in rappresentanza di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio si è discusso dell’opportunità di un tavolo di concertazione sempre più stretto al quale far sedere le 4 regioni del centro-Italia, ribattezzate LUMA da Rocco Giordano coniando un acronimo delle loro iniziali.

Possibilista Roberto Pesaresi, vice presidente nazionale dell’UIR, Unione Interporti Riuniti, seppur con alcune realistiche precisazioni. “Mettere insieme queste 4 regioni e fare in modo che pilotino la loro programmazione regionale in maniera congiunta sul tema della logistica sarebbe straordinario, ma non dimentichiamoci che dentro esistono realtà come Roma che ha più abitanti dell’intera Regione Marche, Fiumicino che è uno dei due scali aeroportuali più importanti d’Italia e Civitavecchia che nel traffico merci gioca un ruolo rilevante. Il nostro territorio – ha continuato Pesaresi – deve porsi non in contrapposizione al nord-est ma in una posizione di confronto, esaltando la propria identità economica aldilà dei confini regionali. Da questo punto di vista l’esperienza di UIR è significativa di come sia possibile far sedere ad uno stesso tavolo realtà tanto diverse come i 25 interporti italiani, alcuni già avviati da anni, altri in via di completamento come quello delle Marche, altri neanche iniziati, ed ancor più è rilevante l’accordo sottoscritto oltre che dall’interporto delle Marche, anche da quello di Padova, Bologna, Parma, Rivalta Scrivia e Verona nei confronti della piattaforma cinese di Tianjin, 3’ porto cinese a 140 Km di distanza da Pechino”.

Inevitabile un accenno anche alla situazione realizzativi del centro intermodale della vallesina:
Abbiamo fatto le cose che dovevamo fare – ha concluso Pesaresi - . L’Anas doveva già aver fatto lo svincolo dalla SS76 ed invece solo tra poche settimane consegnerà i lavori con tutti i tempi realizzativi che ciò può significare. Gli imprenditori della logistica interessati ai nostri spazi ci chiedono tempi certi, che però per noi sono subordinati ad alcune scelte politiche delle amministrazioni pubbliche come quella del comune di Jesi relativamente al progetto di variante del piano regolatore per farci realizzare 100 mila mq coperti rispetto ai 45mila già previsti, e l’ampliamento della superficie da 54 ettari a 100 ettari: contiamo che il consiglio comunale decida prima della prossima consultazione elettorale.”





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 febbraio 2007 - 1431 letture

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