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Chiaravalle: incentivi per i licenziamenti alla Manifattura

2' di lettura 30/11/-0001 -
Oltre alla mobilità, arrivano in Manifattura, incentivi per licenziarsi.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


La nuova proposta indirizzata verso tutti i dipendenti che firmeranno spontaneamente la cessazione del contratto mette in subbuglio i sindacati già contrari al nuovo piano industriale che comprendeva la trasformazione di Bat da proprietaria a cliente, la cessione del ramo d’azienda e la mobilità per 49 dei 119 dipendenti.

Un’ipotesi non gradita che ha portato i lavoratori in sciopero la settimana scorsa. Ora, con gli incentivi per il licenziamento, che ammonterebbero a circa 35.000 euro pro-dimissionario, si inasprisce nuovamente il confronto.

C’è di più. Dalle pagine de Il Sole 24 Ore spunta il nome del nuovo acquirente, finora rimasto segreto ed estraneo a tutti gli incontri tra le parti. Si tratta della Centrale Finanziaria Generale e, stando all’articolo, l’occupazione sarà dimezzata. Il consigliere regionale Giuliano Brandoni (Prc), torna a chiedere con forza “un vincolo da parte del Comune che impedisca variazioni della destinazione d'uso dell'area e blocchi quindi sul nascere qualsiasi appetito speculativo che questa vicenda potrebbe produrre”.

“Oggi – prosegue - siamo forse alla penultima puntata di una vicenda dolorosa in cui a scellerate scelte industriali rischiano di coniugarsi operazioni speculative legate al valore ed al pregio dell'area su cui insiste lo stabilimento chiaravallese. Diventa ora più che mai necessario che gli enti locali, sinora presi in giro dalla Bat mettano in campo a tutti i livelli, le iniziative in loro potere per evitare che vada a compiersi il destino della chiusura definitiva della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 giugno 2007 - 1233 letture

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