I medici e gli infermieri del Pronto Soccorso chiedono più sorveglianza

30/11/-0001 -
Vogliono più sorveglianza per poter operare in sicurezza.
Sono i medici e gli infermieri del Pronto Soccorso di Jesi che dopo l’ultimo episodio di aggressione di appena 3 settimane fa – un calcio da parte di un ubriaco che non voleva saperne di essere soccorso che ha provocato un polso fratturato e 40 giorni di prognosi ad un infermiere - hanno preso carta e penna per sollecitare un presidio fisso delle forze dell’ordine.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Una petizione che ha raccolto le circa 50 firme del personale impiegato, spesso alle prese con aggressioni, verbali solo nel migliore dei casi.

“Tale necessità – dicono i sanitari – non deriva solo dall’ultimo episodio ma anche dalle continue molestie e non solo verbali da parte di ubriachi ed esagitati”. E senza tornare allo scorso gennaio, quando un gruppo di nomadi fece irruzione aggredendo e procurando lesione ad una decina di persone tra personale e visitatori, gli episodi non mancano. L’ultima vicenda è di due giorni fa: due giovani di grossa stazza dopo aver chiesto un informazione, hanno minacciato di morte l’operatore che aveva dato loro risposta. Una frase rimasta tale ma che accresce l’esasperazione del personale.

“Non è nostro compito individuare quali sono gli strumenti più adeguati che ci debbano tutelare - prosegue la petizione - attualmente ci occorre sicurezza e tranquillità. Si deve operare in un ambiente già stressante sia per la tipologia del paziente che per le procedure di emergenza da adottare che non tollerano disattenzioni derivanti da elementi di disturbo esterni. Chiediamo con forza che ci venga tutelata almeno l’incolumità fisica, specialmente negli orari notturni più soggetti a violenze”.

A dire il vero un presidio ci sarebbe anche: a dicembre dello scorso anno venne aperto un ufficio della Polizia di Stato. Al suo interno un agente ma solo il mattino e con la reperibilità. “La collaborazione da parte di Polizia e Carabinieri è immensa, tutti ci vengono incontro e non ci dicono mai di no. I problemi però sono logistici: le forze dell’ordine hanno molto territorio da dover controllare e spesso arrivano a giochi fatti. Per molti vedere un’uniforme sul posto è un gran deterrente a possibili violenze”. Un problema che potrebbe essere risolto col nuovo Murri: per agosto 2009 è infatti previsto il trasloco dei reparti dal viale al nuovo nosocomio jesino che dovrebbe ospitare anche una postazione fissa come già succede a Torrette. “Così ci è stato detto – concludono i firmatari – ma se dovesse succedere qualcos’altro nel frattempo?”.

E’ di appena due giorni fa un’altra minaccia di morte da parte di due giovani “Di fronte ad una morte – spiegano – le reazioni sono imprevedibili: c’è chi si chiude a riccio, chi piange e chi ha scatti d’ira come due anni fa quando alcuni parenti di un deceduto distrussero il Triage”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 agosto 2007 - 1629 letture

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