Presto un incontro tra il personale del Pronto Soccorso e la direzione dell’Asur

30/11/-0001 -
Non rimane lettera morta la petizione firmata dalla quasi totalità del personale medico ed ospedaliero per chiedere maggiori controlli e più sicurezza nell’avamposto sanitario del viale: il direttore dell’Asur Ciro Mingione, non appena ricevuta la raccolta, ha subito avviato i contatti per organizzare un incontro.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Il fine, concordare insieme il da farsi. Da una parte le richieste del personale, esasperato dai continui episodi di minacce verbali e fisiche – ultimo in ordine cronologico il polso spezzato a calci circa tre settimane fa ad un infermiere da un ubriaco -, dall’altra la difficoltà di prevedere e prevenire questo genere di episodi. Intanto una prima apertura. Ma per allestire una postazione di Pubblica Sicurezza all’interno della struttura la strada non è facile.

“Personalmente – spiega il Questore di Ancona Giorgio Iacobone – sono contrario a postazioni fisse e favorevole ad una sicurezza dinamica. E comunque sono situazioni che devono per forza essere vagliate dal Comitato Regionale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico che deve esaminare sia l’incidenza delle chiamate a 112 e 113, sia i tempi di intervento”.

Da parte loro, le pattuglie del Commissariato e dei Carabinieri di Jesi hanno tra gli obiettivi della loro presenza sul territorio il pronto soccorso jesino, il che garantisce una presenza non fissa, ma certamente costante. Ottima, insomma, ed i primi ad ammetterlo sono gli stessi firmatari della petizione, la collaborazione. Ma a volte non basta. E allora che fare? Qualcuno suggerisce l’affidamento del servizio ad un istituto di vigilanza privata ma all’Asur c’è chi ricorda che in passato questa soluzione era stata adottata e dopo poco abbandonata per non aver dato buoni risultati.

“Abbiamo già preso a cuore il loro problema – dice Virginia Fedele, direttore sanitario dei presidi ospedalieri – e convocheremo il personale per chiedere quali soluzioni tecniche mettere in campo. Loro sono la prima linea, l’immagine stessa dell’ospedale. Sulla nostra presenza possono sempre contare”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 agosto 2007 - 972 letture

In questo articolo si parla di