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Il turismo jesino regge

4' di lettura 30/11/-0001 -
Aumentano gli arrivi, il numero di persone che prende una stanza, soprattutto nelle piccole strutture ricettive, bed & breakfast su tutti, tengono il passo i grandi alberghi. Italiani ma anche stranieri, tedeschi in particolare, ma si registrano flussi turistici anche dai paesi nordeuropei come Inghilterra, Irlanda e Francia.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Si affacciano infine gli statunitensi e, a sorpresa, anche russi ed esteuropei. La fotografia del turismo in città viene scattata direttamente dagli operatori anche se le lacune non mancano e parlano di scarsa o ritardata programmazione degli eventi, sia a livello cittadino che regionale, e poca attenzione alle eccellenze cittadine, centro storico soprattutto.

Sono oltre 600 i posti letti della ricettività jesina suddivisi in 4 alberghi, 9 B&B, 2 agritourist, una country-house e un ostello. Soluzioni per tutti i gusti per un turismo che copre varie fasce dalle nicchie del turismo enogastronomico ai percorsi culturali, dalle bellezze paesaggistiche al turismo d’affari e congressuale. Proprio su quest’ultimo i dati del Federico II hanno fatto registrare nell’anno in corso un aumento del 25% anche se, come spiega il direttore Gianfranco Rolle “i soggiorni sono più corti e c’è meno gente. Siamo in media con lo scorso anno: giugno è andato bene, un 5% in più rispetto al 2006”.

Fermi i congressi che ripartiranno a fine agosto, inizio settembre, per il Federico II è bassa stagione anche se, negli anni passati non sono mancate comitive, soprattutto straniere, attirate dai grandi festival come lo Sferisterio Opera e il Rof.
Un turismo che quest’anno non c’è stato proprio – osserva Rolle - luglio ha registrato un -20% legato alla presenza di soli due gruppi per lo Sferisterio Opera Festival”.
Secondo Rolle questo calo particolare è dovuto al ritardo della presentazione della stagione lirica.

Occorre andare sul mercato con anticipo. All’estero sono abituati ad avere i programmi con due anni di anticipo mentre qui da noi, quando i gruppi iniziano ad organizzarsi ancora non si sono definiti i giorni, né i cantanti, né i direttori che suoneranno”.
Insomma, occorre programmare. “Senza – conclude il direttore del cinque stelle – non si va lontani. Si organizzano cose estemporanee, utili alla gente del posto ma inutili al fine della promozione. Bisognerebbe avere a settembre, ottobre i programmi per la stagione successiva”.

Presenze stabili anche all’Hotel Mariani, in pieno centro. “Abbiamo rivisto i prezzi al ribasso – dice Paolo Mariani – e i primi due mesi dell’estate sono andati bene. Da noi vengono tedeschi, olandesi, inglesi ma anche russi, statunitensi e da qualche tempo anche persone dell’Est Europa. Il problema è che il centro storico è bello ma andrebbe tenuto con più attenzione. E’ sporco, mancano eventi attrattivi e non ci sono manifestazioni. Lo sforzo dell’Ufficio Turistico c’è ma da qualche anno è sempre peggio. Gli stranieri arrivano, soggiornano 2/3 giorni ma restano un po’ delusi”.

I contatti al nuovo front office di promozione turistica non sono però mancati. Aperto da un anno e alla sua prima estate, l’Ufficio Turismo ha registrato nei primi sei mesi dell’anno 1119 contatti, suddivisi tra italiani (793) e stranieri (218), ricevendo richieste per quasi 5000 voci in capitolo tra piantine della città, informazioni su musei, biblioteca, teatro, strutture ricettive, ristornati, manifestazioni, prodotti enogastronomici. A fare la parte del leone, le celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Lorenzo Lotto, con numerosi visitatorigiunti in città per ammirare i capolavori del grande maestro veneziano conservati presso la Pinacoteca civica e in altre località marchigiane.

Un servizio di informazione che, come nel caso dell’Hotel Italia, non è rimasto inosservato. “Un ottimo lavoro quello dell’Ufficio – plaude il titolare della struttura di viale Trieste Luciano Rocchetti – e rispetto allo scorso anno abbiamo un +20%, soprattutto italiani che vengono per la Pinacoteca, per il centro storico. La città può crescere e la strada è quella giusta”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 agosto 2007 - 1039 letture

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