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Trova un tunisino in casa che vuole violentarla

3' di lettura 30/11/-0001 -
Apre la porta di casa sua e si ritrova faccia a faccia con uno sconosciuto che tenta di violentarla.
L’incubo, per una giovane 25enne jesina, si è materializzato al rientro nel suo appartamento.
È accaduto giovedì notte, attorno all’una, in un’abitazione situata in via dei Cordai, in pieno quartiere Prato.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Non un tentativo di abuso sessuale dettato da un raptus improvviso come nel caso dell’impiegato anconetano sotto antidepressivi nei confronti della barista di Monte San Vito, appena qualche giorno fa. Stavolta si è trattato di un’azione premeditata, architettata da chissà quanto tempo.
La casa infatti è stata trovata in perfetto ordine. Escluso quindi il tentato furto, trasformatosi in aggressione a sfondo sessuale per il ritorno improvviso della vittima.

La ragazza era uscita di casa appena dopo cena. Al suo rientro nell’appartamento, la stava aspettando quello che di lì a pochi istanti sarebbe diventato il suo aguzzino. M.A., 20 anni, di nazionalità tunisina, si è subito avventato sulla sua vittima.
Il maghrebino, permesso di soggiorno scaduto da tempo e mai rinnovato, senza lavoro e senza fissa dimora, doveva aver pedinato i movimenti della ragazza da tempo: conosceva le sue abitudini, sapeva che abitava da sola. Probabilmente appostato nell’ombra, l’ha vista uscire di casa, è entrato da una finestra ed ha pazientemente atteso di entrare in azione.

La reazione della ragazza è stata furiosa. Ne è nata una colluttazione con la giovane ad urlare aiuto. Il tunisino, nel tentativo di stuprarla, è riuscito a portarla nella camera da letto. La lotta è continuata: graffi al collo, addirittura un morso sul viso della ragazza. Le invocazioni d’aiuto hanno richiamato l’attenzione dei vicini che allarmati hanno telefonato al 112.

Quando i Carabinieri sono arrivati la strada era invasa dalle urla disperate della jesina. Un primo squillo al citofono deve aver preso di sorpresa il mancato violentatore che, lasciata la presa sulla vittima ha pensato bene di fuggire calandosi dal balcone, sulla facciata principale dell’edificio.
Ma proprio sul terrazzo l’incontro con i militari che, non ricevendo risposta dal citofono si erano arrampicati per introdursi nell’appartamento al primo piano di quella casa singola.
Ne è nata una seconda lite tra gli uomini dell’Arma e il fuggitivo che ha tentato, inutilmente, di opporsi all’arresto.

La ragazza nel frattempo era ancora sul suo letto in stato di choc. Portata al pronto soccorso dell’ospedale di Jesi le sono state medicate le ferite subite: profondi graffi al collo ed un morso sul viso guaribili in 10 giorni.

Lo straniero è stato invece arrestato e portato nel carcere anconetano di Monteacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nei primi giorni della prossima settimana, l’udienza di convalida dell’arresto.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 agosto 2007 - 1212 letture

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