Malattie contagiose in pediatria, in aumento la Tbc

30/11/-0001 -
Tubercolosi, malaria, tifo. Malattie che si pensavano debellate tornano ad affacciarsi in ospedale.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Un caso di tbc e uno di tifo, ad esempio, sono stati riscontrati nel reparto di pediatria dell’ospedale jesino, nell’ultimo mese e mezzo. In entrambi i casi si sarebbe trattato di due bambini stranieri che ad ogni modo sono stati curati con successo ma il fenomeno, soprattutto nel caso della tbc è in aumento.

Non un’emergenza – a Jesi si parla di uno, massimo due casi l’anno su 2000 ricoveri da bambini africani o asiatici - ma quel che basta per far muovere anche la Regione Marche che nello scorso marzo ha approvato le linee guida per la prevenzione, la sorveglianza e il controllo della malattia. Le statistiche dicono che nella nostra regione si sono registrati, nel 2004, 85 casi di tbc, la maggior parte di essi in persone over 60 o nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni.

Ma mentre negli anziani si parla di un riacutizzarsi di una malattia contratta in passato, per i giovani si tratta di un contagio recente: circa la metà di essi (il 43% nel 2005) sono stranieri provenienti da paesi non industrializzati. Per gli extracomunitari provenienti da zone a rischio, la Regione ha stabilito particolari attenzione per le vaccinazioni che, nel caso dei minori, devono essere effettuate con l’inizio dell’attività scolastica. Tra le cause non c’è solo l’immigrazione.

Anche le vacanze all’estero, nonostante le vaccinazioni previste a seconda della destinazione considerata più o meno a rischio, posso veicolare virus e batteri. E se si parla di malattie contagiose, a Jesi, si sono riscontrati anche casi di malaria. E, durante l’estate, anche casi di meningite del tipo Toscana (5 nell’ultimo mese nella sola pediatria), un virus veicolato da piccoli insetti che vivono per lo più in zone verdi e abbandonate.

Ad ogni modo, che il reparto di pediatria a Jesi funzioni è testimoniato anche da Lila Mazavets, dottoressa dell’ospedale di Vetka in Bielorussia, al termine del progetto di cooperazione internazionale, organizzato da Legambiente, che l’ha vista operare nelle sale jesine. “Ho trovato alta qualificazione, umanità – dice la Mazavets – strumenti e laboratori adeguati e ambienti a misura di bambino”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 agosto 2007 - 1770 letture

In questo articolo si parla di


Anonimo

25 agosto, 08:59
Commento sconsigliato, leggilo comunque