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Fabriano: oltre mille visitatori alla rassegna di biciclette Antichi Mestieri

3' di lettura 30/11/-0001 -
Ferragosto con tanti turisti per i beni culturali artistici di Fabriano, tra cui non può certo essere dimenticata la Esposizione di Bici d’Epoca, del collezionista Luciano Pellegrini. Infatti, da sabato undici al giorno di Ferragosto sono state oltre mille le presenze in questa nuova risorsa turistica che di diritto s’inserisce negli altri siti di interesse storico -artistico del territorio.

da Daniele Gattucci


Bene il Museo della Carta e Filigrana, altrettanto la Pinacoteca ma un doveroso riconoscimento va a questa Rassegna di biciclette per Antichi Mestieri che ha avuto di recente, per mano dello stesso Pellegrini, il Diploma di “Amico della Bicicletta” dalla Federazione Italiana omonima.

Nella pergamena consegnata dal presidente Fiab uscente, Luigi Riccardi, all’oramai noto collezionista fabrianese delle due ruote, si legge la dedica “per la sua passione nel collezionare le biciclette dei mestieri”. L’attestazione, va detto, è stata recapitata a questo nostro personaggio, nel corso dell’assemblea nazionale Fiab Onlus, organizzata da ben sei gruppi di lavoro, alla presenza di cento delegati di tutto il Bel Paese in rappresentanza dei 12.000 soci di questo sodalizio riunito all’Auditorium San Rocco di Senigallia.

Dunque, nuovi passi in avanti e ottimi risultati non solo personali, ma anche in termini di presenze per le due pedali legate agli antichi mestieri, allestita in via Cialdini 45, che dopo le feste pasquali, va anche ricordato, ha accresciuto il numero di visite: superate le 16.000 in meno di un anno con l’aggiunta, come ho detto, degli otre mille visitatori (tantissimi anche gli straniere) di questo fine estate.

Canadesi, inglesi, svizzeri e tantissimi nostri connazionali, hanno lasciato commenti davvero positivi sul libro delle presenze posto al termine del percorso che nelle sale su due piani, ubicate in pieno centro storico, consente di ammirare 45 esemplari che abbracciano un periodo che dagli anni Venti raggiunge gli anni Sessanta, rispetto ai 35 iniziali, fatto salvo che altre cinque nuove bici sono gelosamente custodite nelle rimesse private di Pellegrini per mancanza di spazio.

I visitatori hanno quindi potuto osservare con meraviglia i cicli da lavoro del venditore della piandina romagnola, dei giocattoli, di mercerie, del cinema, del teatrino siciliano, dello smielatore, dal calderaio, del portapacchi delle poste, del teatro dei burattini e l’ultimo reperto dei pompieri. Che dire in conclusione se non lanciare l’auspicio di arrivare alla definizione di un progetto permanente, con l’intervento di Provincia e Regione, che inserisca in un percorso turistico cittadino il Museo delle Bici, assicurandogli così la continuità futura ad una realtà che tutti c’invidiano ed ha raggiunto una notorietà indiscussa nell’intero Bel Paese, come riconosciuto dalla stessa Fiab.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 agosto 2007 - 2866 letture

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