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Il fiume Esino e i suoi problemi

2' di lettura 30/11/-0001 -
La nostra intenzione è e sarà sempre quella di informare oggettivamente l’Amm.ne della grave situazione ambientale in cui si trovano intere aste fluviali della Provincia e della Regione.

da mosca-club-vallesina


Purtroppo alcune associazioni ambientaliste preposte non sempre dimostrano sufficiente interesse a questi problemi o addirittura ne coprono le reali responsabilità additando,in modo depistante l’agricoltura, o dando la caccia ai fantasmi dell’ illegalità ormai irrilevante nella nostra regione.

I nostri fiumi stanno agonizzando a causa della scarsità di acqua e di interventi in alveo tanto dannosi quanto inutili. Prelievi ingiustificati alle sorgenti da parte di s.p.a. che gestiscono acquedotti pubblici ma che vendono il 90% d’acqua pregiata ad attività futili come lavaggi di barche,carrozze ferroviarie,autolavaggi e altri usi industriali. Fatti, quest’ultimi, mai denunciati dagli organi preposti. Il patrimonio ittico è in grave pericolo sia a causa del problema idrico,specie nei periodi estivi,sia a causa di norme talmente assurde da permettere l’annientamento dell’intera popolazione di salmonidi in poche giornate di pesca.

Noi chiediamo un uso razionale dell’acqua limitando i prelievi alle sorgenti solo per uso potabile accessibile a tutti i cittadini,diritto innegabile. Per questo chiediamo anche la proprietà pubblica di tali servizi. Il divieto di manomissione delle sorgenti naturali,riserve irrinunciabili. Gorgovivo è un esempio di scempio ingiustificato visto l’uso dell’acqua. Il riutilizzo di acque reflue pre trattate, provenienti dai depuratori ,per uso industriale e la dove non sia sufficiente l’utilizzo dei vecchi pozzi di fondovalle ora non più potabili.

Lo studio di un piano di bacino che stabilisca,tra l’altro,”il flusso minimo vitale” indispensabile per la vita dei fiumi. Un nuovo modo di stilare il calendario piscatorio che tenga conto della proprietà pubblica del patrimonio ittico e quindi della “carta ittica” che ne indica oggettivamente le regole. Rinnovare il senso della fruibilità,tanto cara alle ass.piscatorie,perché non significhi automaticamente diritto all’accaparramento di un patrimonio che, ribadisco, è e deve essere pubblico e per questo salvaguardato.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 agosto 2007 - 1470 letture

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