Al termine il progetto Chernobyl, oltre l’accoglienza

30/11/-0001 -
I pompieri italiani? Gente di cuore e di grande coraggio.
Complimento migliore non ci poteva essere per il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Jesi e il commento arriva dal collega bielorusso Aliaksandr Bialauski, vicecomandante VdF di Dobrush che, insieme all’allievo Aliaksandr Liaukov, ha terminato ieri il progetto di cooperazione internazionale “Chernobyl, oltre l’accoglienza” organizzato da Legambiente.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Un mese e mezzo di collaborazione con VdF e Protezione Civile che ha visto i due bielorussi al fianco degli italiani anche in azioni pericolose come l’incendio alla Rosolani e nei boschi del fabrianese. “Da voi – racconta Bialauski – è più difficile spegnere gli incendi nei boschi: da noi è tutta pianura, c’è meno siccità e le zone non sono così densamente popolate. Sono rimasto impressionato anche dalla solidarietà della popolazione che veniva a chiederci come poteva rendersi utile, ci portava acqua o succhi di frutta da bere per rinfrescarci”.

Sono stati circa 10 gli interventi che hanno visto operare anche i due pompieri dell’Est. Non solo incendi ma anche tutto il panorama delle attività del corpo. La visita è servita anche a scoprire altri aspetti del lavoro dei colleghi italiani come l’allestimento della tendopoli di Loreto in vista dell’arrivo di papa Benedetto XVI, visite alle aziende della Vallesina per valutare i sistemi antincendio, l’organizzazione del distaccamento aeroportuale e la scuola di addestramento del corpo a Roma.

“Nel nostro lavoro c’è sempre da imparare – spiega Angelo Molinari, funzionario provinciale VdF – ed è stato importante scambiarci idee sia sulle tecniche che sulle modalità di operazione”. Un’esperienza valutata da tutti – presenti anche il sindaco Fabiano Belcecchi e il consigliere regionale Fabio Badiali - di grande valore: un primo passo su questa nuova strada di aiuti.

La tendenza infatti si sta invertendo: dai soggiorni in Italia per bambini, la solidarietà si sta spostando verso la Bielorussia dove si stanno organizzando colonie estive nelle zone non contaminate dalle radiazioni. In questo modo, investendo meno risorse si coprono più bambini e si potenzia l’economia locale. “Sono passati 21 anni da Chernobyl – conclude Leonello Negozi, Presidente del Circolo Legambiente “Azzaruolo” – e nel tempo sono diminuiti i finanziamenti dei governi locali ma non le zone contaminate”. Legambiente in Bielorussia sta seguendo diversi progetti di assistenza medica e logistica che comprendono anche forniture di attrezzature e ristrutturazione di edifici, soprattutto scolastici.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 agosto 2007 - 1206 letture

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