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Ancora riserbo sul futuro pubblico del servizio di refezione scolastica

2' di lettura 30/11/-0001 -
Sul piano di JesiServizi per portare la refezione scolastica jesina per intero sotto il settore pubblico è ancora riserbo.

di Marco Catalani
marco@viverejesi.it


Bocche più che cucite quelle degli assessori Stefano Tonelli, Simona Romagnoli e, soprattutto, di Bruna Aguzzi. Soprattutto, perchè a lei è stata delegata dalla Giunta per seguire in prima persona tutto l’iter operativo per far diventare realtà il piano industriale di JesiServizi.

Scopo: arrivare ad avere un servizio di refezione scolastica di stampo pubblico per tutti i circa 1800 pasti quotidiani. Ieri mattina, il primo incontro tra Comune, col trio Aguzzi-Tonelli-Romagnoli, il presidente di JesiServizi Giampiero Ganzetti e i responsabili dello studio Montanari che ha progettato il piano. Ma dal vertice di piazza Indipendenza esce poco o nulla di essenziale da segnalare. Giusto al presa visione del progetto, l’approfondimento di pochi elementi, la decisione di aggiornarsi a nuovo incontro.

Di certo si sa solo che il primo dei quattro punti mensa sorgerà nel quartiere Minonna. La zona è stata scelta dall’Amministrazione comunale perché ritenuta con i requisiti adatti per procedere più speditamente alla fase esecutiva del progetto. Come ad esempio il fatto di avere a disposizione un’area di proprietà comunale. Insomma, avanti si vada ma a piccoli passi. Intanto tutti gli approfondimenti necessari saranno discussi anche coinvolgendo i vari consigli di istituto. Il Comune ha anche incontrato una delegazione di genitori degli studenti per spiegare a fondo la situazione.

In più la Aguzzi si dice pronta a ricevere anche i comitati organizzati che sulle mense avevano raccolto circa 2000 firme contro la paventata ipotesi di esternalizzare tutto il servizio di refezione. Oltre a Minonna, anche un altro punto cucina sarà costruito ex-novo mentre i restanti due saranno ricavati in edifici già esistenti per i quali però serviranno massicci interventi di riqualificazione e di messa a norma secondo tutti i criteri igienico-sanitari.

La cucina di Minonna riuscirà a coprire oltre un quarto dei pasti necessari. Ciò significa che oltre a rifornire l’istituto comprensivo Jesi Monsano, riuscirà a “tagliare” al settore privato parte del 30% del servizio attualmente erogato. Tuttavia i tempi non sono certi. Intanto serve un progetto esecutivo.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 settembre 2007 - 909 letture

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