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Fabriano: il Rotary discute la valorizzazione della montagna

6' di lettura 30/11/-0001 -
Valorizzazione dell’Appennino umbro-marchigiano, inteso non come barriera ma catena che unisce due regioni e tre province, tra cui fare sistema con un’asse strategico culturale, spirituale e ambientale ricco d’interessanti possibilità per il futuro.

dal Rotary Club


Realtà geografica o meglio ancora “Distretto Turistico-Culturale” di cerniera racchiusa da un’ellisse che da Fabriano passa per Genga, Serra San Quirico, Sassoferrato, Arcevia raggiunge Cagli, Frontone, Acqualagna per approdare a Gualdo Tadino e Gubbio.

Sull’attuazione di questo progetto si sono confrontati gli esponenti dei Rotary Club dell’Altavallesina – Grottefrasassi, di Cagli Terra Catria Nerone, di Fabriano, di Gualdo Tadino e Gubbio, nel corso di un interclub tenuto, come nei precedenti incontri degli anni 2003 e 2006, nel monastero di Fonte Avellana. Qui sono state esplorate possibili forme d’integrazione ed i contenuti per valorizzare un’area dalle eccellenze comuni e che uno dei relatori, ha definito con “I Signori dell’Anello: ellisse tra due assi culturali e religiosi”.

Procediamo con ordine. Ad aprire questo summit, sponsorizzato dall’Impresa Costruzioni Carnevali Enzo & Figli di Fabriano, il presidente della Commissione Circuito turistico integrato Appenino Umbro – Marchigiano, Piero Chiorri, che ha salutato i tanti presenti nella Sala Bellenghi, le autorità rotariane, tra cui il Governatore del Distretto 2090, Massimo Massi Benedetti, ed ha introdotto il primo dei relatori, don Salvatore Frigerio, monaco di Fonte Avellana. “Cultura maestra dell’ascolto nel nostro Appennino” il tema affrontato. “ Il silenzio senza l’ascolto è morte – ha detto - è la tomba di un sepolto vivo. Il silenzio senza l’ascolto è paranoia, se non c’è ascolto non c’è conoscenza” e qui ha innestato il concetto dei monasteri ed eremi da leggere come “luoghi d’accoglimento e non d’isolamento, in cui sono conservate testimonianze culturali materiali di grande ed unico valore ma anche culla di filosofie, insegnamenti, comportamenti di vita e religiosi che hanno segnato i secoli scorsi e la nostra epoca”. Il sacerdote ha esemplificato i suoi concetti citando personaggi della storia camaldolese (san Pier Damiano, grande eremita, teologo e uomo di chiesa fautore del primo codice forestale dell’Occidente; San Albertino fautore a Fonte Avellana della mezzadria) che hanno saputo “mettersi in ascolto del loro tempo, interpretandolo e incarnando nella parola di Dio”.

Rotary e Cultura è invece l’argomento sviscerato da Urbano Urbinati. “Per il nostro Club – ha commentato – la cultura e vita” citando come modello, Tristano Borelli, che ha creato la Carta della Cultura nata nel 1982 a Pisa, e don Luigi Sturzo, statista d’eccezione che asseriva “ogni buon governo è sostento da buona cultura” da cui derivano “buon senso, responsabilità e azione politica alta, tipica del Rotary. La dimostrazione – ha concluso – viene da questo nostro progetto di turismo di segno superiore, di marca culturale elevata, ispirato al recupero del luoghi dell’anima”. Segno distintivo, su cui s’è incentrato l’intervento di Domenico Giraldi, che ha spiegato cos’è un Distretto Culturale, come si può realizzare, quali sono le integrazioni tra settore culturale e gli altri ed esso connesso. “Fare massa critica nell’offerta dei servizi – ha posto l’accento - potenziando l’impatto economico, muovendo dal recupero d’aree degradate o in crisi, dalla piena valorizzazione del patrimonio delle Abbazie, ma anche da spettacoli dal vivo, da manifestazioni folcloristiche e tanto altro. Per far ciò occorre lavorare insieme – ha insistito Giraldi – anche perché le popolazioni a cavallo tra queste due regioni condividono passaggi storici, culturali e modi d’essere molto simili. Aspetti da porre in rete con le eccellenze e un’adeguata ricerca di fondi a carattere locale, regionale e comunitario che vanno seguito da uno specifico Comitato di Gestione”. Interessanti, le notazioni arrivate da quanti hanno preso la parola su progetti concernenti la via Consolare Flaminia “asse culturale, naturistico, ambientale e produttivo strategico” o sul cosiddetto “prodotto turistico Appeninno” da creare sulla base delle eccellenze e risorse in nostro possesso. Attenzione è andata al connubio Mare – Montagna “incardinato con la rete stradale litoranea, valliva e transcontinentale dove sviluppare percorsi di devozione lauretana e di culto francescano: polarità spirituale pressoché unica” ma anche all’artigianato artistico e tradizionale, ai prodotti della terra e l’enogastronomia.

Citata anche la mostra del Gentile, prova delle “effettive potenzialità di crescita turistica e culturale congiunta con l’attuazione del Distretto Culturale Terre del Gentile, e in futuro anche Terra dei Colori, quella degli artisti marchigiani, che la regione segue anche come Piano d’area vasta aperto all’Umbria”. Per gli inizi del 2008 c’è l’impegno dei “professionisti” aderenti alla Ruota della Vita a stilare progetti sulle innumerevoli opportunità offerte dalle città comprese in quest’ellisse, da presentare poi alle Istituzioni: le due Regioni, Provincie, Comuni e Comunità Montane, con cui cooperare per metterli in pratica. Programmi che prendono le mosse dalla pubblicazione realizzata con il contributo delle Fondazioni delle Casse di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e di Perugia, della Banca delle Marche e della Cava Mancini di Castelbellino, oltre ad altri numerosi sponsor, denominata “I Signori dell’Anello – storia, spiritualità, arte, natura sulle tracce di Romualdo e altri Santi”. Titolo, ha commentato Belardi “che da il senso esatto di come viverlo ed assaporarlo con grande intensità e profonde emozioni”.

Un appuntamento di grande respiro sulle tematiche dell’Area Vasta e del Sottosistema territoriale che ha avuto come punto focale l’intervento di Giambaldo Belardi su “I Signori dell’anello, storia e prospettive”. In buona sostanza, ha detto il vulcanico professore, l’opera dei “Santi Riformatori” nei secoli in cui sono vissuti, ha avuto un ruolo essenziale nello sviluppo dei rispettivi territori, da qui parafrasando l’allusione al fortunato libro di Tolkien la definizione “I Signori” equivalenti ai monti Catria, Cucco e Nerone, mentre “L’Anello” è costituito dall’Ellisse o più semplicemente dall’itinerario che ruota intorno ad essi ovvero i percorsi della fede, le città, le gole appeniniche, l’artigianato, le tradizioni enogastronomiche e Fonte Avellana come centro di un’interessante area geologica e di monasteri ed eremi. In definitiva, un piano d’area vasta che segue la politica della geometria a confini variabili, promuovendo progetti d’animazione culturale, dell’artigianato, le esperienze d’agricoltura orientata al territorio, l’economia forestale ed il turismo. Questo con i cinque Rotary Club che in sinergia con la Regioni e Province, vogliono portare avanti per lo sviluppo socio economico del territorio interessato.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 settembre 2007 - 1600 letture

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