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Confartigianato: l’Interporto al servizio dell'economia dell'Italia centrale

3' di lettura 30/11/-0001 -
Le polemiche di questi giorni sull’Interporto di Jesi rischiano di danneggiare una infrastruttura importante voluta dal sistema produttivo dell’Italia centrale e dalle stesse Istituzioni.

da Confartigianato Trasporti
www.confartigianato.an.it


L’Interporto di Jesi è finalmente pronto ad accogliere le imprese di logistica, di trasporto e si propone come centro intermodale fondamentale per lo sviluppo dell'economia umbra e marchigiana, costituendo un passaggio fondamentale per la razionalizzazione dei processi di raccolta e distribuzione delle merci dell'intero territorio.

La zona di Jesi, afferma Gilberto Gasparoni segretario regionale di Confartigianato Trasporti, per la particolare posizione nella quale è ubicata, accoglierà al meglio il complesso organico di strutture e servizi integrati, svolgendo le attività collegate alla intermodalità.

La SS16 e l'autostrada A14 sull'asse Nord-Sud, la ferrovia Ancona-Roma e la SS76 in direzione Est-Ovest oltre ovviamente alla prossimità al porto di Ancona e all'aeroporto di Ancona-Falconara, saranno garanzia di centralità ed efficienza dell'Interporto. La struttura sarà di 1.000.000 mq complessivi di cui 336.000 di aree verdi, prevederà con la recente approvazione del nuovo piano regolatore di Jesi, ancora al vaglio della Provincia, 100.000 mq di capannoni di cui 5.000 mq già realizzati e 40.000 autorizzati e 90.000 mq di terminal ferroviario e contenitori.

L’approvazione del Comune di Jesi della variante al piano regolatore sottolinea Gasparoni di Confartigianato è un altro importante passo verso la funzionalità dell’interporto sostenendo il trasporto integrato ferro-gomma che riduce i costi e l’inquinamento ambientale. La società è già proprietaria di tutte le aree oggetto dei lavori del primo lotto, e dell'ampliamento per circa 54 ettari, che sono stati completati. Verranno definiti a breve gli accordi per la realizzazione di ulteriori 40 mila mq di superficie coperta. L'Anas ha già affidato l'appalto di realizzazione dello svincolo dalla SS76.

I ritardi nella realizzazione dello svincolo stesso, dichiara Massimo Giorgetti presidente di Confartigianato Trasporti Marche hanno imposto la realizzazione di un allaccio provvisorio già funzionante. I mercati di riferimento per l'interporto sono: il mercato del trasporto combinato europeo e nazionale. Pertanto la struttura sarà impegnata fornendo una serie di servizi interni come: trasporto combinato con treni-blocco, attività trasportistica di raccolta e distribuzione, attività di gestione magazzino anche specializzati, distribuzione camionistica, servizi collegati.

Ora l’attività dell’Interporto dovrà consistere nel ricercare imprese da insediare nell’infrastruttura ed in questo contesto per Giorgetti di Confartigianato Trasporti è importante che le imprese interessate si mettano in contatto con l’Interporto onde valutare modalità e tempi e procedure per l’avvio dell’infrastruttura. Altra azione strategica che dovrà essere perseguita unitariamente dalla Società e dalla Regione è quella di dare priorità all’allaccio con la SS76, alla realizzazione del collegamento ferroviario e della costruzione dello scalo merci ferroviario per creare concrete sinergie. Quindi c’è ancora da lavorare sodo, pertanto conclude Gilberto Gasparoni, Confartigianato Trasporti invita tutte le forze politiche ad abbandonare le polemiche e spingere verso Anas e RFI affinché questi enti accelerino le loro scelte, favorendo l’avvio totale del centro intermodale, centro necessario per spostare parte del traffico dalla gomma al ferro e permettere al sistema produttivo dell’Italia centrale di collocare le proprie merci in europa a costi più competitivi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 novembre 2007 - 1401 letture

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