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Werther, artisti di fama internazionale al debutto al Pergolesi

4' di lettura 30/11/-0001 -
Dopo 18 anni di assenza torna il 7 novembre al Teatro Pergolesi di Jesi il capolavoro di Massenet, Werther, dal romanzo Die Leiden des jungen Werther di Goethe, diretto dal M° Donato Renzetti che per la prima volta affronta questo titolo d’opera. Per il nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Nizza, saranno tanti i debutti eccellenti, a cominciare da Anna Bonitatibus nel ruolo di Charlotte e di Antonio Gandia nel ruolo di Werther. Repliche il 9 e l’11 novembre

dalla Fondazione Pergolesi Spontini


Occasione rara di ascoltare un grande capolavoro lirico, al Teatro Pergolesi di Jesi per la 40esima stagione lirica di tradizione. Mercoledì 7 novembre alle ore 11 andrà in scena, dopo 18 anni di assenza dal palcoscenico jesino, Werther di Jules Massenet, tratto da Die Leiden des jungen Werther di Goethe.

L’opera, che verrà replicata venerdì 7 novembre alle ore 21 e domenica 11 alle ore 16 (con l’anteprima riservata ai giovani il 5 novembre), sarà proposta in un nuovo allestimento frutto della coproduzione internazionale tra Fondazione Pergolesi Spontini e Teatro dell’Opera di Nizza.

Per Werther tanti saranno i debutti eccellenti. A cominciare da quello del Maestro abruzzese Donato Renzetti, direttore che nella sua prestigiosa carriera ha diretto orchestre quali London Philarmonic, R.I.A.S. di Berlino, Filarmonica di Buenos Aires, Filarmonica di Tokyo, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro alla Scala. Il M° Renzetti dirigerà il 5, il 7 ed il 9 novembre l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, di cui è direttore principale ed artistico. Domenica 11 novembre la FORM sarà invece diretta da Alessandro Longo, pure al suo debutto in questo titolo operistico.

Il regista francese Paul-Émile Fourny firma la regia dell’allestimento. Uomo di teatro, ha curato Rigoletto per la stagione 2006 del Teatro Pergolesi, ed ha firmato - tra l’altro - varie regie liriche per produzioni liriche internazionali. Le scene sono di Charlie Mangel, i costumi di Véronique Bellone, light designer è Fabrizio Gobbi.

Nella compagnia di canto saranno artisti di fama internazionale tutti al loro debutto nei ruoli affrontati in questo titolo operistico: nel ruolo di Charlotte sarà Anna Bonitatibus, mezzosoprano ospite dei maggiori teatri italiani e stranieri, che torna a Jesi dopo il grande successo riportato nell’interpretazione delle pergolesiane Il Flaminio e Stabat Mater al Festival Pergolesi Spontini. Per la prima volta nel ruolo del protagonista dell’opera, sarà Antonio Gandia (Werther), considerato uno dei più interessanti giovani tenori spagnoli del momento; nel cast Armando Ariostini (Borgomastro), Vittorio Prato (Albert), Patrizio Saudelli (Schmidt), Bruno Pestarino (Johann), e Rocio Ignacio (Sophie). Il coro di voci bianche della Scuola Musicale G.B. Pergolesi è diretto da Michele Quagliani.

Werther è forse il capolavoro di Jules Massenet, sicuramente la sua partitura meno ‘convenzionale’ e meno costretta entro schemi rigidi e prefissati. L’ardua impresa di tradurre musicalmente le angosce del personaggio di Goethe, divenuto paradigma di certo spleen esistenziale già all’epoca di Massenet, spinsero il compositore a cercare un linguaggio sonoro estremamente nuancée, il più vicino possibile alle inflessioni e alle sfumature della lingua parlata. Per il libretto Massenet e l’editore Hartmann si rivolsero a Paul Milliet, affiancato da Edouard Blau. Non poche sono le libertà prese nei confronti dell’originale di Goethe, le più importanti delle quali riguardano il personaggio di Charlotte. Costei nell’opera ama consciamente Werther, ed è lacerata tra il desiderio di lui e i suoi doveri di sposa.

Il nevrotico alternarsi di esaltazioni parossistiche e ripieghi malinconici caratterizza la scrittura vocale di Werther. Egli è uno ‘straniero’ che si aggira in un universo piccolo borghese popolato di bonari podestà, mogli fedeli e bimbetti che studiano i canti di Natale, senza riuscire in alcun modo a trovare un punto di contatto, un minimo cenno d’intesa.

L’orchestrazione, di grande accuratezza, amplifica i sussulti emotivi dei personaggi. Fra tante raffinatezze non è possibile dimenticare la pagina più crepuscolare e malinconica dell’intera partitura, quel “Là-bas, au fond du cimetière” cantata da Werther morente, dolorosa elegia funebre sui sogni infranti della giovinezza.

Biglietti da 25 a 60 (loggione 12 euro) per le opere liriche, e da 12 a 22 (loggione 10 euro) per il Concerto Lirico dedicato a Beniamino Gigli.

Per informazioni: Fondazione Pergolesi Spontini tel. 0731. 202944, Biglietteria tel. 0731 206888 www.fondazionepergolesispontini.com






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 novembre 2007 - 2700 letture

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