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Il Maestro Donato Renzetti dirige il giovane Werther di Massenet

7' di lettura 30/11/-0001 -
Dopo 18 anni di assenza dal 7 novembre al Teatro Pergolesi di Jesi il capolavoro di Massenet, Werther: il Maestro Donato Renzetti per la prima volta dirige questo titolo d’opera.

da Fondazione Pergolesi Spontini
www.fondazionepergolesispontini.com


Rara occasione di ascoltare un grande capolavoro lirico del compositore francese Jules Massenet, al Teatro Pergolesi per la 40esima stagione lirica di tradizione. Mercoledì 7 novembre alle ore 11 andrà in scena - dopo 18 anni di assenza da Jesi - il Werther, tratto da Die Leiden des jungen Werther di Goethe.

L’opera, in prima da mercoledì 7 novembre alle ore 21, verrà replicata venerdì 9 novembre alle ore 21 e domenica 11 alle ore 16 (con l’anteprima riservata ai giovani il 5 novembre), è proposta in un nuovo allestimento frutto della coproduzione internazionale tra Fondazione Pergolesi Spontini e Teatro dell’Opera di Nizza.

Per Werther molti i debutti di rilievo. A cominciare da quello del Maestro abruzzese Donato Renzetti, che nella sua prestigiosa carriera ha diretto orchestre quali London Philarmonic, Orchestra Sinfonica di Berlino, Filarmonica di Buenos Aires, Filarmonica di Tokyo, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro alla Scala. Il Maestro Renzetti è alla guida delll’Orchestra Filarmonica Marchigiana, di cui è direttore principale ed artistico. Domenica 11 novembre la FORM sarà invece diretta da Domenico Longo, pure al suo debutto in questo titolo operistico.

Il regista francese Paul-Émile Fourny firma la regia dell’allestimento. Uomo di teatro, ha curato Rigoletto per la stagione 2006 del Teatro Pergolesi, ed ha firmato - molte regie liriche per produzioni internazionali. Le scene sono di Charlie Mangel, i costumi di Véronique Bellone, light designer è Fabrizio Gobbi. Spiega Fourny a proposito della sua regia: “Lo spirito di Werther trae origine dalle circostanze della vita di Goethe che, se non avesse avuto la delusione che conosciamo riguardo a Charlotte Buff, e avendo saputo quasi in concomitanza del suicidio di un caro amico, non avrebbe probabilmente mai creato il personaggio di Werther che gli somiglia come un fratello. Quest’opera si articola intorno ai temi molto radicati nella realtà dell’epoca: la promessa fatta ad un familiare in fin di vita di accettare un matrimonio di convenienza; l’amore contrastato; l’esplosione della verità ed il dramma che ne consegue. Jules Massenet ci offre una partitura che rivela tutta la natura del suo talento, un abbandono totale e intimista all’esuberanza magniloquente dei sentimenti appassionati. Questa scienza della scrittura musicale e drammatica ci permette di scoprire la vera natura dei personaggi nel corso dell’opera, parallelamente al passare delle stagioni. Questi personaggi hanno una vera consistenza psicologica, alquanto rara in ambito lirico. Questa caratteristica li rende reali per la loro complessità e la loro ambiguità. L’opera dipinge anche un’epoca che ho desiderato conservare con il suo modo di vedere le relazioni umane della borghesia di provincia. Ma la visione che ci offre Massenet ed i librettisti non è vista allo stesso modo attraverso gli occhi di Werther? La mia visione di Werther e la mia idea di regia rispecchiano fedelmente l’opera originale della quale ho tentato di restituire il ritmo, il soffio ed il messaggio senza tempo”.

Nella compagnia di canto artisti di fama internazionale tutti al loro debutto nei ruoli di questo titolo operistico. Per la prima volta nel ruolo del protagonista dell’opera, sarà Antonio Gandia (Werther), considerato uno dei più interessanti giovani tenori spagnoli del momento: fra vari premi conseguiti, il Primo Premio Assoluto del Concorso Internazionale “Francisco Viñas” di Barcellona e insieme due premi speciali intitolati a Placido Domingo: uno come miglior cantante spagnolo, l’altro come miglior tenore. Ha cantato al Teatro alla Scala di Milano in Beatrice di Tenda, e recentemente al Comunale di Bologna in Sonnambula e Traviata, al San Carlo di Napoli in L’elisir d’amore, a Santander in Don Giovanni, a Washington (Gianni Schicchi), La Monnaie di Bruxelles (Falstaff), a Cascias (La Fille du Regiment), Bari (Gianni Schicchi). Sarà in futuro a Los Angeles (Luisa Fernanda) e a Palermo (Don Pasquale).

Nel ruolo di Charlotte Anna Bonitatibus, che torna a Jesi dopo il grande successo riportato nell’interpretazione dei titoli di pergolesi Il Flaminio e Stabat Mater al Festival Pergolesi Spontini. Ospite dei maggiori teatri italiani e delle più prestigiose scene internazionali, l’artista lucana ha cantato L’Olimpiade al Festival International Musique Baroque di Beaune, Il viaggio a Reims al Carlo Felice di Genova e Giovanna d’Arco di Rossini ad Anversa, il Barbiere rossiniano al Teatro Regio di Parma. Di rilievo, inoltre, la presenza al Festival di Salisburgo nella Messa in do minore di Mozart diretta da Minkowski, l’interpretazione di Don Giovanni (Zerlina) al Barbican Centre di Londra e al Théâtre des Champs Elysées di Parigi, sui palcoscenici dell’Opéra de Lyon, dei Teatri Comunali di Bologna e di Modena, a Las Palmas, alla Semperoper di Dresda e all’Oper di Francoforte quale protagonista di Cenerentola. Nella stagione 2006/07 ha interpretato La clemenza di Tito a Copenaghen, Il trionfo del tempo e del disinganno alla Cité de la musique a Parigi e alla Monnaie di Zurigo, Le nozze di Figaro a Monaco di Baviera e al Theater an der Wien, Petite Messe Solennelle al Teatro Massimo Bellini di Catania e La vergine dei dolori al Festival di Salisburgo (con la direzione di Riccardo Muti). È reduce, inoltre, dall’acclamato debutto al Covent Garden di Londra quale Medoro nell’Orlando.

Vittorio Prato (Albert) ha cantato, recentemente, al ROF di Pesaro ne La Gazza ladra diretta da Lu Jia con la regia di Michieletto. Tra gli impegni di rilievo, è stato Orfeo in Orfeo di Monteverdi diretto da Pickett con la regia di Antonio Latella all'Opéra de Lyon, ha cantato Werther al Comunale di Bologna con la direzione di Abel e la regia di Cavani, ha preso parte alla produzione de L'Incoronazione di Poppea diretta da Ottavio Dantone al Teatro Ponchielli di Cremona e per i Teatri di Como, Brescia e Pavia, al Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro del Maggio Musicale di Firenze. Nel cast anche Armando Ariostini (Borgomastro), Patrizio Saudelli (Schmidt), Bruno Pestarino (Johann), e Rocio Ignacio (Sophie). Il coro di voci bianche della Scuola Musicale G.B. Pergolesi è diretto da Michele Quagliani.

Werther è il capolavoro di Jules Massenet, sicuramente la sua partitura meno ‘convenzionale’ e meno costretta entro schemi rigidi e prefissati. L’ardua impresa di tradurre musicalmente le angosce del personaggio di Goethe, divenuto paradigma di certo disagio esistenziale già all’epoca di Massenet, spinsero il compositore a cercare un linguaggio sonoro ricco di sfumature, il più vicino possibile alle inflessioni della lingua francese. Per il libretto Massenet e l’editore Hartmann si rivolsero a Paul Milliet, affiancato da Edouard Blau. Non poche sono le libertà prese nei confronti dell’originale di Goethe, le più importanti delle quali riguardano il personaggio di Charlotte, che nell’opera ama consciamente Werther, ed è lacerata tra il desiderio di lui e i suoi doveri di sposa. Il nevrotico alternarsi di esaltazioni esistenziali e introversioni malinconiche caratterizza la scrittura vocale di Werther. Egli è uno ‘straniero’ che si aggira in un universo piccolo borghese popolato di bonari podestà, mogli fedeli e bambini che studiano i canti di Natale. L’orchestrazione, di grande accuratezza, amplifica i sussulti emotivi dei personaggi. Fra tante raffinatezze non è possibile dimenticare la pagina più crepuscolare e malinconica dell’intera partitura, quel “Là-bas, au fond du cimetière” cantata da Werther morente, dolorosa elegia funebre sui sogni infranti della giovinezza.

Biglietti da 25 a 60 (loggione 12 euro) per le opere liriche, e da 12 a 22 (loggione 10 euro) per il Concerto Lirico dedicato a Beniamino Gigli. INFO: Fondazione Pergolesi Spontini tel. 0731. 202944, Biglietteria tel. 0731 206888





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 novembre 2007 - 1779 letture

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