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Interporto: l'Ulivo didende le scelte strategiche

3' di lettura 30/11/-0001 -
In questi giorni e’ tornata alla ribalta, più per pretesto che per ragioni fondate, la questione dell' interporto marche di Jesi.

da Pierluigi Santarelli
Capogruppo Ulivo


Noi dell’Ulivo siamo comunque positivamente colpiti dal fatto che se ne parli, poichè abbiamo la ferma convinzione che l’intermodalità sia una delle risorse fondamentali per lo sviluppo dell’economia.

Le imprese del nostro territorio, che trovano nelle loro dimensioni e caratteristiche allo stesso tempo un punto di forza ma anche un rischio di debolezza, per continuare a costituire il volano della ricchezza della nostra comunità, hanno bisogno della massima attenzione da parte della politica e delle istituzioni.

La questione della logistica, concepita in una chiave più aperta e complessa, che riflette il modello nuovo di organizzazione della produzione e delle forme di mercato, non può esser vissuta come un’attività sussidiaria alla produzione. Al contrario riveste un ruolo rilevante per la competitività delle nostre piccole e medie imprese, valorizzando la loro capacità di rispondere in maniera flessibile e differenziata a quella domanda di varietà sulla quale hanno costruito la propria competitività.

L’innovazione logistica inoltre significa anche un maggiore utilizzo delle tecnologie di informazione e comunicazione, quindi una richiesta di risorse umane altamente specializzate, aprendo una nuova opportunità per i giovani laureati del nostro territorio. Oltretutto, questione non secondaria, l’intermodalità offre una razionalizzazione ambientale, permettendo l’aumento dell’uso di mezzi a minore impatto ambientale e lo sviluppo di progettualità alternative di fruizione collettiva dei servizi (city logistic).

L’amministrazione comunale ha ben compreso tali potenzialità, a partire dai progetti inseriti nel programma di mandato. Sarà nostro compito quello di spingere per attuare tali linee guida, agendo con tutti gli strumenti a nostra disposizione perchè si realizzino quelle opere di completamento necessarie alla messa in funzione di quello che già si e’ realizzato grazie alla determinazione di chi ci ha creduto. Condividiamo le parole di Veltroni quando dice che la politica deve allineare i suoi tempi a quelli dell’economia. E questo, tradotto nella nostra situazione, significa che la grande opportunità offerta dall’interporto, per lo sviluppo della città e del tessuto produttivo, i quali hanno l’obbligo di rimanere al passo con i tempi se vogliono continuare ad essere riconosciuti come motore di sviluppo della nostra regione, deve essere colta da tutti gli attori in campo; dalle istituzioni di ogni livello, dall’Anas, le Ferrovie, dall’amministrazione e le forze politiche che guidano la città, ma anche da tutte le altre forze in campo, politiche e non.

Un grande progetto come questo, capace oggi di far fare quel necessario salto in avanti al nostro territorio, ha bisogno della collaborazione di tutti, dimostrando di avere come obiettivo quello dello sviluppo economico ed il benessere dei nostri concittadini. Non basta quindi cercare di trovare qualcuno cui attribuire responsabilità riguardo i ritardi accumulati, rispetto i quali tra l’altro non è a Jesi che dobbiamo guardare: tutti siamo chiamati a fare la nostra parte perché al più presto il nostro territorio possa usufruire di questa grande potenzialità. Non servono commissioni di inchiesta ma azioni concrete per spingere verso una rapida soluzione. Sempre a patto che tutti abbiamo a cuore il bene della città.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 novembre 2007 - 1100 letture

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